Nirvana

Nevermind dei Nirvana è il disco icona di una generazione ribelle, in assolto è l’album simbolo degli anni 90.

Nessuno mai avrebbe scommesso un dollaro su quel progetto. A dirla tutta nemmeno la casa discografica aveva grosse aspettative. Di fatto a oggi ha venduto oltre 24 milioni di copie nel mondo, trascinato dall’enorme successo di Smells Like Teen Spirit, brano che da lì a poco sarebbe destinato a diventare il manifesto musicale di un’intera generazione.

La canzone fu ispirata da un deodorante per adolescenti molto in voga all’epoca, il Teen Spirit.

Nel gennaio 1992 Nevermind riuscì a spodestare Dangerous di Michael Jackson dalla vetta della classifica statunitense Billboard 200.

When Nirvana came to Britain – Nevermind

Quest’anno ricorre il trentesimo anniversario dal lancio del disco Nevermind, disco del quale si è parlato recentemente per l’immagine di copertina (leggi qua).

Era il 24 settembre 1991 quando la band di Seattle pubblicò il disco che avrebbe cambiato la storia del rock. Per celebrare una ricorrenza importante la BBC trasmetterà un docu-film intitolato When Nirvana came to Britain.

In una nota la rete televisiva britannica afferma.

“Lo speciale racconterà la storia di come tra il 1989 e il 1994, la rock band di Curt Cobian ha introdotto un nuovo concetto della musica rock nel Regno Unito, cambiando il panorama musicale del tempo e influenzando una generazione di giovani britannici.”

La BBC, in prima serata il 24 settembre, intende tracciare il percorso della band dal loro primissimo tour britannico, durante il quale si sono esibiti in pub e piccoli locali, fino alle loro leggendarie e apparizioni televisive come The Word e Top of the Pops, fino al successo mondiale.

Il docu-film è stato realizzato anche con archivi inediti e filmati amatoriali girati dalla band con la collaborazione di Dave Grohl e Krist Novoselic.

Dave Grohl ha dichiarato.

“Il Regno Unito ha sicuramente risposto ai Nirvana molto di più, prima dell’America. Dopo aver suonato in Inghilterra tornati in America negli stessi bar e club suonavamo davanti a 99 persone al massimo 150 persone…non era esattamente esibirsi nel Regno Unito.”