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Il Cile, il nuovo album è “Sui giovani d’oggi ci schitarro su” 

Il Cile torna dopo nove anni con “Sui giovani d’oggi ci schitarro su”, un album di dieci inediti tra chitarre, consapevolezza e nuova maturità.

Dopo nove anni da “La fate facile”, Il Cile, nome d’arte di Lorenzo Cilembrini, torna con un nuovo album di inediti. Si intitola “Sui giovani d’oggi ci schitarro su” e raccoglie dieci canzoni nate durante una fase di profonda trasformazione personale e artistica. Al centro del progetto torna anche la chitarra, lo strumento da cui era partito il percorso musicale dell’artista.

Il titolo rappresenta un omaggio dichiarato a “Sui giovani d’oggi ci scatarro su” degli Afterhours, trasformato da Cilembrini in un gioco di parole che racchiude già l’identità del disco. Il legame con la band di Manuel Agnelli è anche personale: Il Cile aveva infatti conosciuto il cantautore durante un tour europeo nel quale apriva i concerti degli Afterhours.

Il nuovo album nasce soprattutto dagli anni vissuti a Camaiore e segna un’evoluzione rispetto ai primi tre lavori, fortemente legati al dolore autobiografico. Questa volta lo sguardo si allarga alla fragilità delle relazioni, alle difficoltà dell’età adulta, alla paura di perdere le proprie certezze e a un presente percepito come sempre più instabile. Ma accanto alle inquietudini emerge anche la ricerca di una possibile speranza.

Il disco affronta inoltre il tema della sobrietà e della consapevolezza, senza trasformare la vulnerabilità in una posa. Il rapporto con i propri demoni diventa così parte di un percorso quotidiano fatto di responsabilità, scelte e riconquista della lucidità.

«Ho chiamato i primi tre dischi la trilogia del dolore. Questo, se le cose vanno bene, potrebbe essere l’inizio della trilogia della consapevolezza. Non ancora dell’anzianità: della consapevolezza», racconta Il Cile.

Prodotto, arrangiato e suonato interamente da Lorenzo Cilembrini e Giacomo Loré, tra home studio e studio professionale, “Sui giovani d’oggi ci schitarro su” diventa così non un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio.

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