Olly racconta l’emozione dei concerti allo Stadio Ferraris di Genova, parla della crescita artistica, degli stadi 2027, di nuova musica e del legame con la sua città.

La tensione è quella delle grandi occasioni. Perché il debutto di Olly allo Stadio Luigi Ferraris non rappresenta soltanto un nuovo traguardo nella sua carriera, ma anche un momento storico per la città di Genova, che torna a ospitare un grande concerto nello stadio dopo oltre vent’anni.

Alla vigilia della prima delle tre date sold out di Tutti a Casa, il cantautore genovese ha incontrato la stampa insieme alla sua band, raccontando il lavoro dietro uno degli spettacoli più importanti della sua vita e anticipando anche i progetti futuri.

La prima parola che emerge è emozione. Olly non cerca di nasconderla.

“Sono felice di avere qui con me i ragazzi della band. È un evento a cui stanno lavorando tantissime persone da tantissimo tempo. Abbiamo fatto diversi giorni di allestimento per prendere confidenza con il palco. Fremo, non vedo l’ora di salire. Siamo caldi.”

Lo show, che sarà in scena per tre serate e Genova, poi una a Roma e una a Caserta, manterrà l’impianto del tour che ha accompagnato Tutta Vita, ma sarà arricchito da nuove soluzioni pensate proprio per uno stadio.

“Lo spettacolo sarà simile a quello dello scorso anno, ma ci saranno delle novità. Vorremmo sorprendere perché c’è tanta gente che torna a vederci. Nella scaletta ci sarà anche ‘Cantilene’, un brano a cui siamo molto affezionati. Questo spettacolo ha sempre avuto la possibilità di emergere in uno stadio. C’è un po’ di incertezza visto che qui non si suona da 22 anni, ma è anche questo il bello.”

Negli ultimi due anni la carriera di Olly ha vissuto un’accelerazione impressionante: club, palazzetti, festival e ora gli stadi. Un percorso che il cantautore attribuisce soprattutto alle persone che lo accompagnano.

“Sono cresciuto. In passato ho anche commesso errori, ma oggi sono circondato da persone di cui mi fido ciecamente. Questo è un lavoro di squadra e ci tengo a ribadirlo ogni volta.”

Il cambiamento non riguarda soltanto la popolarità, ma anche il modo di vivere il mestiere. Una crescita che, spiega, è evidente soprattutto dal punto di vista musicale.

“Con la band si crea un’anima unica, un’alchimia. Juli è la mia ispirazione e con il suo carisma tiene il gruppo coeso.”

Dopo cinque grandi eventi dell’estate 2026 arriverà una lunga pausa dai concerti, necessaria per tornare alla scrittura.

“Tra qui e il prossimo anno penso alla vita e ci sarà nuova musica. Qualcosa ho già scritto e altro lo scriverò.”

L’idea è quella di rallentare il ritmo dopo un periodo vissuto sempre in tour.

“Per un anno non avrò concerti e potrò concentrarmi sulla scrittura. Sanremo? Non è in progetto. Adesso il mio presente è la voglia di spaccare a Genova, Roma e Caserta, poi… andrò al mare in Sardegna con i miei amici.”

Non manca la voglia di ampliare un repertorio che ormai il pubblico conosce a memoria.

“Non nego che sia stato difficile lavorare sulla scaletta perché i brani sono quelli. Non sono canzoni che mi stancano, ma vorrei aggiungerne di nuove.”

“Questo non è solo il mio stadio, è la festa di Genova”

Tra i temi più sentiti c’è inevitabilmente il rapporto con la sua città. Olly sottolinea come il Ferraris non debba essere visto come un successo personale, ma come una festa collettiva.

“Questo non è solo lo stadio di Olly, è la festa di Genova. Non ho scelto io che questo evento diventasse comunitario. Lo è diventato.”

Suonare nello stadio della propria città rappresentava un sogno coltivato da tempo.

“Era un sogno da tantissimo tempo. Una volta pensavo che, al massimo, avrei potuto suonare nello stadio del rugby. Invece..”

Anche le piccole polemiche nate intorno all’evento vengono archiviate con un sorriso.

“C’è stata qualche polemica… ma va bene così. D’altronde… siamo a Genova!”

L’omaggio a Luigi Tenco: “Non voglio paragonarmi a nessuno”

Durante il concerto ha trovato spazio anche “Mi sono innamorato di te”, il celebre brano di Luigi Tenco.

Per Olly non si tratta di un confronto con la grande tradizione della canzone genovese, ma di un semplice gesto d’amore, realizzato proponendo una versione suadente, arricchita dal sax.

“Io non mi voglio paragonare a nessuno. Ho il massimo rispetto. Porto sul palco Tenco perché adoro quel brano ed è giusto farlo in un luogo come questo.”

Confessa poi di vivere queste ore con emozioni contrastanti.

“Mi sento come un vaso che si svuoterà dell’emozione e poi si riempirà nuovamente.”

Tra le tante etichette che negli ultimi mesi gli sono state attribuite c’è anche quella di simbolo di una nuova generazione. Un ruolo che il cantautore preferisce non assumersi.

“Io non penso di dover essere un’ispirazione. Ho 25 anni e ogni anno vivo un sogno più grande. Per ora mi basta.”

Piuttosto, racconta di affrontare il lavoro con la mentalità di un atleta.

“Percepisco che c’è rispetto nei miei confronti. Mi preparo come un atleta, sto attento all’alimentazione e cerco di arrivare al meglio.”

Il tour negli stadi 2027

Infine arriva la conferma di quello che, poche ore dopo, diventerà l’annuncio a sorpresa durante il concerto. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Un’altra tappa di un percorso che continua a crescere, senza perdere il legame con le proprie radici. Per Olly, però, il punto di partenza resta sempre lo stesso: Genova. La città che lo ha visto nascere artisticamente e che oggi lo accompagna nel giorno più importante della sua carriera.

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