Durante il corso degli ultimi anni, il recupero fisico all’interno delle pratiche sportive ha visto grandi rivoluzioni abbarbicarsi una dopo l’altra; una volta si parlava soltanto di tempo speso in riposo e di corretta alimentazione, il tutto finalizzato a un processo di rigenerazione del corpo. A oggi la tecnologia ha introdotto strumenti e metodologie che permettono di accelerare i tempi, migliorare le prestazioni e anche prevenire gli infortuni!
Atleti professionisti e amatori stanno scoprendo le varie maniere in cui dispositivi e software possono fare la differenza all’interno della loro routine di allenamento, il tutto inserito in un più generico trend in cui la performance sportiva è sempre più legata ai dati e alla possibilità di creare un percorso personalizzato con uno sforzo minimo. In tutto questo il recupero non è più visto come una fase “passiva”, bensì come un vero e proprio momento strategico con il quale doversi interfacciare!
Avete mai sentito parlare di recupero avanzato?

Le tecnologie che più di tutte stanno cambiando il panorama sono anche le più costose: crioterapia e baroterapia, ad esempio. La prima è un trattamento che utilizza temperature estremamente basse per ridurre le infiammazioni e accelerare la rigenerazione muscolare, migliorando nel contempo la circolazione. Al giorno d’oggi parliamo di qualcosa che è riservato ai top player ma che, pian piano, sta facendo sempre più capolino all’interno dei contesti informali con centri sportivi e palestre che la propongono anche a chi pratica attività fisica a livello amatoriale.
La baroterapia, invece, è quel trattamento che si effettua all’interno della camera iperbarica in cui l’aumento della quantità di ossigeno presente nell’aria che si respira permette di favorire la guarigione dei tessuti dalle microlesioni. Questa soluzione ha una lunga storia dietro, in quanto un tempo a esclusivo appannaggio della medicina ospedaliera, è oggi ampiamente adottata da squadre di calcio, basket e rugby per ridurre drasticamente i tempi di recupero post-partita grazie al potere stimolante dell’ossigeno.
Certo, queste soluzioni non possono essere “casalinghe” come ad esempio il PAX Flow con un ingrediente naturale a effetto anti infiammatorio, ma sono destinate a tipologie specifiche di sportivi che possono davvero beneficiare di tutto questo!
I dati indicheranno la via (e il monitoraggio sarà il veicolo da utilizzare)
Tutte queste terapie fisiche stanno diventando sempre più popolari grazie a una maggiore disponibilità di dati, questi ultimi generati dai cosidetti “wearable”. La vita degli sportivi, infatti, sta diventando sempre più smart grazie alla presenza di dispositivi indossati che riescono a catturare sempre più parametri in maniera costante come frequenza cardiaca, variabilità del battito, qualità del sonno e livello di stress (che sappiamo essere una condizione pericolosa). Smartwatch e fasce toraciche permettono di accumulare questi dati che vengono poi elaborati da algoritmi di intelligenza artificiale, ben più abituate della mente umana a trattare con tutti questi numeri. Post elaborazione i dati permettono di capire quando è meglio allenarsi e quando, invece, è più importante fermarsi per recuperare il respiro. Questi sono ben più di miseri “gadget”, bensì sono veri e propri strumenti di prevenzione che permettono di sapere con precisione se il corpo è pronto a sostenere un allenamento ad alta intensità aiutando nella riduzione del rischio di infortuni da sovraccarico o da stress.
In tutto questo fanno anche capolino le applicazioni per il coaching digitale, che aiutano nel completamento del quadro e integrano i dati raccolti trasformandoli in programmi per il recupero che sono personalizzabili sulla base delle esigenze della singola persona. Le applicazioni permettono di combinare esercizi di stretching, pratiche di meditazione e suggerimenti per la respirazione guidata tutto insieme, così da favorire il rilassamento mentale: un aspetto molto importante che pian piano sta diventando consigliato almeno quanto il recupero muscolare generico.
Alimentazione e integrazione non possono mai mancare
Inutile girarci attorno: il recupero passa anche attraverso la tavola e in campo alimentare la tecnologia ha portato a tante e interessanti novità significative; le più alla portata di tutti sono le moderne applicazioni per la nutrizione sportiva, che consentono di pianificare pasti su misura sulla base specifica del fabbisogno energetico e il tipo di allenamento (senza dimenticare il ritmo circadiano proprio dell’atleta). Tutta questa integrazione alimentare è diventata particolarmente mirata grazie ai test genetici e alla presenza di biomarcatori, che attraverso semplici analisi del sangue permettono di identificare eventuali carenze nutrizionali da sopperire poi attraverso la scelta di integratori specifici al fine di ottimizzare il recupero.
Recuperare la condizione fisica ideale è quindi un percorso multidisciplinare che, al giorno d’oggi, è diventato più accessibile che mai grazie alla moltitudine di soluzioni disponibili, tra tecnologia e pratiche di vario genere. Migliorare le proprie prestazioni sul cronometro, ridurre il rischio di infortuni, recuperare prima le condizioni ideali: attraverso l’utilizzo della tecnologia tutte queste cose sono diventate alla portata anche di chi ha meno tempo e meno volontà, in un più generico processo di democratizzazione delle possibilità!
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