Pippo Baudo

È stato l’avvocato e amico di una vita, Giorgio Assumma, a raccontare gli ultimi mesi di Pippo Baudo e a chiarire le circostanze e le causa della sua morte, mettendo fine alle indiscrezioni circolate in queste ore.

Assumma, che ha chiuso il feretro insieme alla figlia di Baudo, Tiziana, e alla storica segretaria Dina Minna, ha confessato al Corriere della Sera di essersi commosso vedendo l’amico nella bara con il suo smoking: «Io che non mi commuovo mai, mi sono commosso mentre l’ho visto nella bara col suo smoking».

Smentite le voci di una lunga malattia o di un incidente domestico: «Niente di tutto questo — spiega Assumma —, Pippo ha avuto un indebolimento neurologico alle gambe che lo ha condizionato molto. In più, vedeva poco e cercava di nascondermelo. Gli ultimi mesi li ha passati chiuso in casa, non usciva quasi mai, se non per rare occasioni. Anche con me preferiva sentirsi al telefono, ridevamo insieme di barzellette, ma non voleva incontrare troppe persone».

Anche Ornella Vanoni aveva rivelato che Pippo aveva difficoltà alla vista.

“Caro caro Pippo, ogni tanto ti chiamavo e mi dicevi “Non posso più leggere i giornali, non ci vedo”. Era il tuo grande cruccio, ma non sapevo altro sulla tua salute.
Che sei stato un grande, un super, lo sa tutta l’Italia. Ma della tua amicizia, il tuo calore dietro le quinte per dare coraggio e forza a un cantante (io, per esempio), lo sa solamente chi ha lavorato con te.
Ci vediamo presto, spero!
Ornella”

Un uomo abituato all’amore del pubblico, Baudo ha sofferto il passare del tempo e la perdita di centralità. «Era un po’ depresso, sottotono. Una sola volta l’ho visto davvero giù, quando nel 1987 Enrico Manca, allora presidente Rai, lo definì “nazional-popolare”: pianse sul mio divano», ricorda Assumma. Un altro periodo difficile arrivò intorno ai 75 anni, quando fu considerato un volto del passato: «Perse sicurezza in sé stesso, mi disse che fu il peggior periodo della sua vita».

Negli ultimi tempi, le conversazioni si concentravano spesso sui giovani e sul loro futuro: «Diceva che oggi hanno poche speranze, mentre lui ne aveva lanciati tanti». i».

Di televisione, invece, Pippo parlava poco: rievocava con affetto colleghi come Corrado, capace di mettere a proprio agio chiunque, ma evitava di esprimersi sui conduttori più giovani, a parte Stefano Di Martino.

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