Grande successo per il Premio Gianni Ravera 2026 a Castelraimondo: Amadeus, Noemi, Fabrizio Moro, Rettore, Orietta Berti, Michele Bravi e tanti giovani artisti celebrano la musica italiana.

L’undicesima edizione del Premio Gianni Ravera – Una canzone è per sempre si conferma uno degli appuntamenti più solidi e identitari dell’estate musicale italiana. Sul palco del campo sportivo comunale di Castelraimondo, la serata condotta da Amadeus ha riunito grandi nomi della canzone italiana, nuove promesse e momenti di spettacolo che hanno trasformato l’evento in una vera celebrazione collettiva della musica d’autore e pop.

Un format ormai riconoscibile, sostenuto dal Comune di Castelraimondo e dalla Regione Marche, con la direzione artistica di Pasquale Mammaro e l’ideazione musicale di Michele Pecora, che continua a rendere il Premio Ravera un ponte tra generazioni artistiche.

Amadeus guida una serata “tra memoria e futuro”

A dare il ritmo alla lunga notte musicale è stato Amadeus, accolto da un pubblico caloroso.

Il conduttore ha accompagnato le esibizioni con la consueta eleganza televisiva, sottolineando lo spirito del Premio: valorizzare la tradizione senza rinunciare alla contemporaneità.

Sul significato dell’eredità di Gianni Ravera, molti artisti hanno ribadito il ruolo fondamentale del produttore marchigiano nella storia del Festival di Sanremo e della musica italiana.

Orietta Berti ha ricordato il legame personale con Ravera e il ritorno sul palco grazie ad Amadeus:

“Non potevo mancare, c’è Amadeus, quindi voglio salutarlo perché devo molto a lui. Mi ha voluta al Festival del 2021 e da lì è nata la mia seconda carriera.”

“Ravera era la canzone, prima di tutto”: il ricordo condiviso degli artisti

Per molti ospiti, Ravera non è solo una figura storica, ma un modello ancora attuale.

Orietta Berti ne sottolinea la natura quasi istintiva nel riconoscere il valore dei brani:

“Gianni Ravera era un maestro per tutti. Capiva subito se una canzone poteva avere successo.”

Un ricordo che lega la sua figura a una competenza che oggi viene spesso associata al ruolo del direttore artistico moderno: la capacità di anticipare il pubblico senza inseguirlo.

In modo simile, Fausto Leali ricorda il lato umano e “musicale” del produttore:

“Era sempre sul pezzo, voleva far stare bene gli altri. Un grande uomo.”

Per Leali, Ravera rappresentava una guida capace di coniugare organizzazione e sensibilità artistica, qualità che oggi restano centrali nel dibattito su Sanremo.

Il direttore artistico secondo gli artisti: equilibrio, istinto e coraggio

Se Ravera è il punto di partenza, il presente si chiama inevitabilmente Sanremo contemporaneo. Molti artisti, nel backstage del Premio, hanno riflettuto su cosa debba essere oggi un direttore artistico.

Per Ditonellapiaga, il punto chiave è l’equilibrio:

“Serve un sano equilibrio tra la proposta tradizionale e una quota di scommessa e follia. Sanremo non deve essere solo il palco dei nomi già affermati, ma anche un luogo per chi deve emergere.”

Un concetto che apre alla dimensione più contemporanea del Festival, sempre più spazio di incontro tra industria e ricerca artistica. Anche Michele Bravi offre una lettura più strutturale del ruolo:

“Il direttore artistico è un ponte tra la volontà dell’artista e il pubblico. Deve mettere in comunicazione queste due esigenze.”

Una visione che sposta l’attenzione su una figura di mediazione culturale.

Sulla stessa linea si inserisce Rettore, che riporta tutto all’essenza:

“Bisogna essere innamorati delle canzoni. Delle belle canzoni. Dal liscio al rock’n’roll: sempre la canzone.”

Per lei, la direzione artistica non è una questione di genere o di trend, ma di amore per la forma-canzone in tutte le sue declinazioni.

Amadeus e la trasformazione recente del Festival

Molti artisti hanno inevitabilmente collegato il discorso a Amadeus, oggi figura centrale nella trasformazione recente di Sanremo.

Orietta Berti lo lega direttamente al suo ritorno artistico:

“Mi ha chiamata nel 2021, in pieno Covid: è stato un Festival unico. Da lì è nata la mia seconda carriera.”

In questa lettura, la direzione artistica non è solo selezione, ma anche attivazione di percorsi artistici nuovi, spesso inaspettati.

È un’idea che trova riscontro anche nel modo in cui molti artisti parlano della contaminazione e delle collaborazioni nate proprio dal palco dell’Ariston.

Il Premio Ravera 2026 ha messo in scena un cast trasversale e generazionale:

  • Noemi
  • Fabrizio Moro
  • Michele Bravi
  • Ditonellapiaga
  • Rettore
  • Orietta Berti
  • Fausto Leali
  • Cioffi
  • Tricarico
  • Eddie Brock
  • Lorenzo Salvetti

Ad accompagnare gli artisti, l’Orchestra Mediterranea diretta da Michele Pecora e il corpo di ballo del Centro Studi Joy Dance, con un impianto scenico pensato per valorizzare ogni performance.

Non sono mancati momenti di leggerezza grazie all’intervento comico di Maurizio Battista, che ha alternato ironia e satira musicale.

Uno degli elementi più forti del Premio Ravera resta il legame con le Marche, terra natale di Gianni Ravera e cuore identitario della manifestazione.

Il Preshow

La serata si è aperta, come sempre, con Melissa Di Matteo, artista poliedrica e cofondatrice del Premio, affiancata dal critico e giornalista Dario Salvatori.

Insieme hanno presentato le giovani promesse della musica provenienti da tutta Italia, protagoniste del percorso di Residenze Creative e del nuovo Ravera Music Stage Next Gen, che il 18 e 19 giugno ha animato Piazza Dante a Castelraimondo con le esibizioni degli artisti emergenti.

Due giornate di formazione e confronto che hanno visto i giovani talenti incontrare importanti professionisti del settore musicale, tra cui Renato Tanchis (Direttore catalogo Warner Music Italia e Ada Music Italia), Michele Pecora, cantautore e produttore, Anna Bischi Graziani (Premio Pigro).

Un’anteprima ricca di energia che ha regalato al pubblico l’interpretazione di grandi classici della musica italiana con i finalisti, Tomaso Foresi (Tolentino), Marie Nicole Bacco (Bari), Martina Boezio (Jesi), Alice Burani (Cagli), Giulia Calcagnini (Roma), Diletta Fosso (Pavia), Ilaria Ferrari (Bracciano), Gio D’Avanzo (Bari), Rebecca Rossi (Macerata),  Bre’th (Irlanda/Tolentino), Iuna Iaccino (Firenze), Greta Barone (Palermo), La Santa (Gaeta).

A chiudere l’anteprima,  Carmen Ferreri cantante e cantautrice siciliana (secondo posto ad Amici 17),  che ha presentato il  nuovo singolo Donne de fuera, che intreccia tradizione popolare e sonorità del Mediterraneo in una veste contemporanea e coinvolgente (prodotto da Ballandi in collaborazione con Sony Music Entertainment), Aurora Codazzi che ha omaggiato Gianni Ravera conl’intramontabile Maledetta Primavera e Matsby cantautore genovese finalista di Area Sanremo.

Radio Subasio e il backstage

La serata è stata seguita anche da Radio Subasio, radio ufficiale dell’evento, con collegamenti live e interviste dal backstage.

Un elemento che ha contribuito a rafforzare la dimensione mediatica del Premio, ormai consolidato anche a livello nazionale.

Nel corso della serata è stato celebrato anche il 50° anniversario di Radio Subasio, ulteriore segno del forte legame tra il Premio e il territorio.

Il gran finale è stato affidato a Michele Pecora, ideatore della manifestazione, che ha salutato il pubblico.

Il Premio Gianni Ravera 2026 si conferma un evento capace di unire linguaggi, generazioni e storie diverse della musica italiana.

Una formula che funziona perché mette insieme spettacolo e memoria, tradizione e innovazione, big della musica e nuovi talenti.

Come dimostrano le parole degli artisti, da Noemi a Rettore, da Leali a Bravi, fino ai giovani emergenti, il Ravera non è solo un premio, ma un luogo simbolico in cui la canzone italiana continua a raccontarsi e a rinnovarsi.

Un appuntamento che, anno dopo anno, rafforza il suo ruolo di punto di riferimento dell’estate musicale marchigiana e nazionale.

Qui le interviste realizzate durante la serata.

Foto di Giovanna Gori

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