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Rettore, le motivazioni per il conferimento del diploma ad honorem all’Università IULM di Milano

Il 27 aprile alle 18 l’Università Iulm ha conferito a Donatella Rettore il diploma honoris causa del Master in Management delle risorse artistiche e culturali. (Qui la nostra intervista all’artista).

Il Direttore del Master Giovanni Puglisi in collegamento con l’Aula Magna ha letto le motivazioni che hanno portato al conferimento.

Il Master MARAC, Master in Management delle risorse artistiche e culturali, giunto alla sua 13°, è un percorso formativo universitario post lauream della nostra Università, nella Città di Roma. Progettato e realizzato congiuntamente alla Fondazione Roma, all’epoca guidata dal prof. Emmanuele F.M. Emanuele, ha acquisito negli anni sempre maggiore prestigio e la sua reputazione si è consolidata sia in ragione della rete di stakeholders, che hanno sempre più numerosi e qualificati dato supporto e opportunità di tirocinio e occupazione ai giovani diplomati al Master, sia per l’elevato prestigio dei numerosi referenti culturali e professionali di questa nostra esperienza formativa.

Oggi il Master guidato da un solido rapporto di collaborazione e di fiducia con la Fondazione Roma e con il suo attuale Presidente, dott. Franco Parasassi, si presenta a questa Comunità con un’iniziativa che vuole essere sia l’occasione di portare nel cuore milanese della nostra Università un segmento formativo, che ne ha tenuto alto il nome e il prestigio nella Città di Roma per più di un decennio, sia di onorare una personalità della tradizione artistica e musicale italiana, come Donatella Rettore, che del sistema artistico, musicale e letterario di questo Paese, rappresenta un punto di riferimento.

Ho sempre con forza sostenuto – e oggi l’occasione mi è più che mai gradita per ribadirlo – che il nostro Master MARAC estende il suo orizzonte culturale e formativo all’intero patrimonio artistico e culturale, materiale e immateriale del nostro Paese. In assoluto, ma in Italia in modo particolare, non è possibile, né pensabile separare il sinolo che tiene unita in una visione, olisticamente unica, l’espressione artistica. Abbiamo sempre sostenuto, con convinzione e vigore, che educare alla bellezza fosse l’obiettivo formativo del nostro MASTER, e la bellezza si declina attraverso le molteplicità espressive di tutti i linguaggi artistici, compreso quello musicale.

La musica nasce dall’anima ed è, forse, l’espressione artistica che maggiormente si avvicina alla perfezione della conoscenza. Platone – notoriamente molto guardingo verso tutte le espressioni artistiche, da lui ritenute invece copie della realtà, che di per sé allontanano l’individuo dalla verità – parlando e scrivendo della espressione più alta di filosofia, ebbe a definirla musica altissima, μεγίστη μουσική: infatti, esclusivamente quando gli uomini danno il meglio di sé nel sapere, nell’amore, nella tensione morale della vita, raggiungono le vette della verità e della giustizia. Insegnare ai nostri giovani la bellezza vuol dire insegnare loro anche a fare della musica la cifra della sua immortalità.

Il progetto di incontrare in Università Donatella Rettore nasce dall’idea di riprendere la parola “ironia”, intorno alla quale l’Università IULM con l’impulso del Rettore, Prof. Gianni Canova, ha promosso numerose iniziative nel corso del 2022, e rilanciarla attraverso un’artista dalla personalità “esplosiva” come Donatella Rettore, che dell’ironia ha fatto una leva importante nell’arco della sua prestigiosa carriera, è, forse, la maniera più adeguata per concluderne l’anno dedicato.

L’iniziativa, promossa dalla Facoltà di Interpretariato e Traduzione, presieduta dal prof. Paolo Proietti, che ringrazio per averci offerto la suggestione, ha incontrato la piena condivisione sia del Comitato Promotore, sia del Comitato Scientifico del MARAC, che, unanimi, hanno approvato l’idea e la proposta, facendola propria.

L’attenzione del Comitato Scientifico si è concentrata sulla dimensione testuale della produzione dell’artista, sui contenuti che ha affrontato di volta in volta e che hanno caratterizzato aspetti e periodi della sua poliedrica personalità  artistica: dalla ricerca dell’identità (Splendido splendente) alla sua spettacolarizzazione (Diva, Femme fatale), dalla guerra (Carmela, Zan Zan Zan) alla visitazione di sfere e scenari più intimi (Ricordami, Di notte specialmente), dalla sensualità provocatoria (Kobra, Chimica, Faccio Da me, Gattivissima) alla morte (Se morirò), passando per la tematica amorosa e più intimista, declinata in molte prospettive.

Personalità eclettica e dissacrante, ha fatto della storia personale e dei suoi interessi letterari e musicali gli ingredienti di una story di vita musicale che si è sviluppata, per molti decenni, tra successi e crisi, tra attrazioni fatali e momenti spettacolari, dove stupire era talora prevalente rispetto a raccontare. Donatella ha saputo districarsi tra il desiderio di “occupare la centralità” della scena e l’intelligente abilità a “spostare il focus” su se stessa, quale che fosse la sua posizione sulla scena. Ha sostituito alla centralità, la lateralità, trasformando l’eccentricità in straniamento. È così che l’aggressiva ricerca dell’identità, ha lasciato spazio al confronto coinvolgente con il pubblico, è così che l’ultima strega della musica italiana – come è stata definita da un suo ermeneuta – ha ritrovato il piacere del testo letterario e musicale, come direbbe Roland Barthes.

Donatella Rettore, come un’intera generazione di cantautori, in particolare italiani, della seconda metà del ‘900 – pensiamo a Lucio Dalla, Vasco Rossi, Roberto Vecchioni, Manuel Agnelli – solo per citare quanti questa Università ha voluto onorare come oggi fa con Donatella Rettore, che hanno scritto pagine importanti della storia della musica leggera italiana.

Rettore in particolare ha dato vita ad un vero e proprio laboratorio di ricerca testuale, invisibile, ma operoso e virtuoso, che riesce a tessere, in modo quasi subliminale, ma empaticamente sensibile, telai musicali, dove le parole e le note si fondono, disegnando – come in un antico tappeto persiano – arabeschi fiabeschi e visibili solo ai privilegiati, che riescono a penetrare, quasi magicamente, la trama di quei tappeti immaginari. Non è a canzoni che si farà la rivoluzione, anche solo culturale, dirà qualcuno! Ma, forse, anche sì!

Per questi motivi il Comitato Scientifico del MARAC è onorato di conferire a Donatella Rettore il Master Universitario in Management delle Risorse Artistiche e Culturali.

Prof. Giovanni Puglisi Rettore IULM Rettore IULM

Foto di Ezio Cairoli

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