Francesca Michielin Sanremo 2022

Francesca Michielin sarà al Festival di Sanremo 2022 per dirigere l’orchestra a Emma (ne abbiamo parlato Qui). Una scelta che ha raccolto numerosi consensi, ma anche tante, tante, tante critiche perpetrate con parole piuttosto cattive.

Sotto la foto che ritrae l’artista di Bassano e la cantautrice salentina è un tripudio di complimenti, soprattutto di chi apprezza quella che sul palco dell’Ariston potrebbe risultare un’accoppiata sorprendente.

Chi ha visto Francesca Michielin esibirsi dal vivo si è accorto di quanto la giovane vincitrice di X Factor 2011 abbia sviluppato una curiosità notevole e una volontà di sperimentare che l’ha portata a esplorare mondi sonori molto distanti da quelli degli esordi.

Sanremo 2022, tutti contro Francesca Michielin

Tra coloro che non hanno apprezzato la scelta di Francesca Michielin c’è il critico Michele Monina.

“Lei, la polistrumentista che nei fatti suona a stento il piano, ma come ci tengono a far sapere in maniera risentita i suoi fan e il suo staff, sta studiando al conservatorio, come se iscriversi a Medicina equivalesse a potersi dire cardiochirurgo.

Lei, la aspirante polistrumentista ora dirige l’orchestra al Festival della Canzone Italiana di Sanremo, davanti a un manipolo di poveri diplomati al Conservatorio, gente che quegli studi li ha fatti e li ha finiti, professionisti. Il direttore d’orchestra, per la cronaca, oltre che dirigere quei professionisti, ricorderete il casino quando l’orchestra contestò le partiture scritte da Morgan ai tempi del duetto con Bugo sul brano di Endrigo, deve anche redigere le partiture, appunto, deve saperlo fare.”

Queste le sue parole riportate in un articolo pubblicato da Optimagazine.

Francesca Michielin Hater

Qualche commento… fuori luogo…

Numerosi i commenti, tra cui spicca quello di Piero Cassano, per anni componente dei Matia Bazar e autore di numerosi brani di Eros Ramazzotti.

“Sempre più evidenti sono il disprezzo della competenza ed il trionfo dell’incompetenza…aaaaaaamen!”

Rincara la dose Ilaria Porceddu, che passò da X Factor e Sanremo Giovani senza incidere, ma che scrive.

“Da quanto tempo il ruolo di direttore d’orchestra è diventato marginale e ha preso invece il compito di far risaltare l’ego di chi aveva necessità di mostrarsi perché aveva fatto l’arrangiamento del pezzo (e a volte manco quello)? Che poi, arrangiare un pezzo è una cosa, scrivere e dirigere per orchestra è nettamente un’altra. Negli anni si sono visti anche discografici dirigere. In più, ho grande memoria di quando, in nome di una scenografia, gli orchestrali vennero posizionati su balconi distanti fra loro con grandi pezzi di “muri” che si muovevano davanti a loro impedendogli di vedere il direttore. Mi pare che fu posizionato un piccolo schermo al loro fianco per vederlo. Ci sono dei veri direttori che stanno lì e hanno motivo di esserlo, ma c’è una buona parte di fuffa che ormai non stupisce più.

La Michielin fa hype in questo discorso perché è una cantante e ha risalto, ma prima di lei quel ruolo l’hanno preso molti, moltissimi, che si sono impegnati a studiare l’abito migliore da indossare.”

Ancora più fuori luogo le parole di Frank Head, che (pochi) ricorderanno al Festival di Sanremo 2008.

“Quello che ho visto nel 2008 al Festival era solo l’inizio, la presenza di personaggi da vari ambienti che con la musica non avevano nulla a che fare. Un alveare di corruzione.”

Forse Francesco Testa (questo il suo vero nome che con grande originalità diede vita a una band che sparì in un amen!) non ricorda che quando cantò la dimenticabile Para parà ra rara (che vinse il Premio della Critica…) fu diretto da un certo… Geoff Westley!