Colapesce Dimartino Cose da pazzi

Colapesce e Dimartino, due anni dopo il grande successo di Musica Leggerissima, tornano al Festival e a Sanremo 2023 proporranno Splash. Il brano sarà accompagnato da un videoclip che, tra fantascienza e complottismo, vedrà la straordinaria partecipazione di… Mahmood!

I due cantautori hanno rilasciato un’intervista a Rolling Stone, parlando dell’esperienza nella Città dei Fiori e svelando alche qualche dettaglio sul brano in gara.

Rischi solo se hai una canzone di merda. Se la canzone non è di merda, secondo me non rischi mai. Noi di Splash, il pezzo che portiamo quest’anno, siamo molto convinti. Al cento per cento. Se poi sarà un qualcosa in cui si identificheranno in sei o in centomila, a un certo punto esce dai nostri compiti e dalle nostre responsabilità. Il nostro compito è fare canzoni. Possibilmente belle. Il resto, non lo decidiamo noi.”

Sanremo 2023, Colapesce e Dimartino

Se per molto tempo Sanremo è stata snobbata da una non piccola parte della scena musicale nel suo insieme, oggi forse si può dire che è l’unica manifestazione davvero importante in cui possa essere messa un po’ di luce sopra le canzoni, sopra l’arte di scriverle.”

Io brano sanremese farà parte della colonna sonora del film La primavera della mia vita, scritto e diretto da Colapesce e Dimartino.

Il 20 febbraio esce il nostro film e Splash ne faceva già parte, l’avevamo messa nei titoli di coda e ne avevamo usato pure alcuni temi in un po’ di scene e, in generale, è una traccia molto coerente rispetto all’immaginario appunto del film stesso. E allora, senza fare troppo i romantici: il 20 febbraio esce il film, due settimane prima c’è Sanremo, abbiamo questa canzone che ci piace e che ci rappresenta: come non mettere insieme le cose? Era una occasione forse irripetibile. Anche perché, chissà, può essere che un film non lo faremo mai più.”

Il brano è molto differente rispetto a Musica Leggerissima.

Ormai è una canzone che ha vita propria. Fa quello che vuole. Vivere perennemente attaccati a qualcosa che in passato ti è riuscito bene è, artisticamente parlando, la cosa peggiore che tu possa fare. […] Diventare la copia di se stessi trovo sia una delle cose più imbarazzanti in assoluto.”