Sanremo 2023 pagelle brani.
Nuovo passo verso Sanremo 2023. Oggi nella sede Rai di Via Mecenate a Milano (e contestualmente al Teatro delle Vittorie di Roma) si è svolta la sessione di ascolto in anteprima dei brani in gara al Festival della Canzone Italiana.
Un momento importante che offre alla stampa la possibilità di fornire una prima panoramica su quella che sarà la tendenza musicale dell’edizione 2023 della kermesse.
La prima impressione è decisamente positiva, con diverse sorprese in positivo e qualche brano che spiazza per tematica o per scelta artistica. Un melting pot musicale notevole, in cui spicca la capacità di Amadeus di scegliere brani obiettivamente attuali e che potenzialmente potrebbero essere fortissimi, in grado di mantenersi freschi fino all’estate e oltre! Pezzi differenti rispetto allo scorso anno. Per il 2023 si punta sull’introspezione, ma non mancano divertimento e brani uptempo!
Vediamo nel dettaglio il nostro resoconto sull’ascolto dei pezzi. Sanremo 2023 pagelle brani.
Sanremo 2023, l’ascolto in anteprima e le pagelle ai brani in gara al Festival
Gianluca Grignani – Quando ti manca il fiato
Un brano sentito, viscerale, in cui Gianluca Grignani parla del padre e del loro rapporto distante e difficile. Una ballata melodicamente rock che si apre con un intro di pianoforte e che si struttura crescendo con archi e chitarre elettriche. Un dialogo continuo tra gli archi e un’attitudine rock che rimanda alle produzioni del cantautore di anni fa. Il brano non sarà semplice da cantare dal vivo, ma dimostra che l’artista sa ancora regalare emozioni.
Voto – 6,5
Colapesce e Dimartino – Splash
Che non si tratta di un brano sulla falsa riga di Musica Leggerissima è chiaro fin dal primo accordo. L’intro crea quell’atmosfera nostalgica che rappresenta il climax soprattutto nella prima parte, quando sono veramente evidenti i riferimenti a diversi brani della produzioni di Lucio Battisti degli anni ’70. Il pezzo poi evolve spostandosi su atmosfere più elettroniche e legate agli anni ’80. L’inciso, pur non raggiungendo livelli di orecchiabilità del pezzo di Sanremo 2021, è forte e di sicuro sarà tutto da cantare, grazie al sapiente utilizzo di un testo d’impatto, supportato da synth e archi, in un dialogo continuo e pressante. Il titolo… solo nel verso finale!
Voto 7
Articolo 31 – Un bel viaggio
Coloro che hanno lasciato il cuore negli anni ’90 resteranno folgorati da un brano che, obiettivamente, mette più in risalto il mondo di J Ax che quello degli Articolo 31. Il testo, però, è un colpo al cuore e, pur raccontando la storia di due amici che dal nulla si sono ritrovati nell’Olimpo per poi cadere e ricostruirsi, ha quell’approccio nostalgico nel quale in molti si riconosceranno. Una storia vera, di provincia, di vita, di alti e bassi che in certi passaggi farà scendere qualche lacrimuccia. Musicalmente forte, il pezzo funziona, anche grazie al bridge in cui si sente in maniera distinta lo Scratch di Dj Jad.
Voto 8 –
gIANMARIA – Mostro
Il vincitore di Sanremo Giovani si presenta sul palco del Festival 2023 con un pezzo credibile e in cui l’aspetto più riconoscibile è il suo approccio e una voce che pian piano sta diventando un marchio indelebile. Un pezzo divertente nel mood, ma allo stesso tempo semplice e introspettivo, con una cassa che fa da tappeto a quasi tutto il brano. Radiofonicamente un brano che potenzialmente avrà un appeal piuttosto forte.
Voto 6,5
Anna Oxa – Sali (Canto dell’anima)
L’eleganza contaminata di Anna Oxa dialoga con la costruzione insolita di un pezzo forte nel testo e nella produzione in crescendo, con un’orchestra che pian piano assume lo spazio che merita. In alcuni tratti la voce della cantante due volte vincitrice all’Ariston si contrappone alle percussioni, creando un effetto magico e allo stesso tempo straniante. Una canzone emozionante, interpretata magistralmente in cui ogni elemento è valorizzato da un lavoro di squadra notevole. Sicuramente non da primo ascolto, ma è un brano di classe in cui si riconoscono le qualità compositive di Kaballà e Francesco Bianconi.
Voto 7
Mr. Rain – Supereroi
Mr. Rain descrive la propria battaglia con la depressione, aprendo il pezzo con “Non puoi combattere una guerra da solo”. Un brano consapevole, una presa di coscienza con un inciso orecchiabile (e cantato con un coro di bambini in leggero sottofondo), in cui la produzione non prevale su un testo prezioso e ricco di sfumature. Mr. Rain racconta le proprie fragilità utilizzando anche figure semplici, ma efficaci, fornendo all’ascoltatore un messaggio di vita. Nella costruzione armonica del pezzo di avverte il tocco di Federica Abbate, mentre merita un plauso il bridge creato con un sapiente utilizzo degli archi.
Voto 7 +
Rosa Chemical – Made in Italy
Come essere dissacranti, ma allo stesso tempo divertenti e credibili. Su una base in cui si avvertono riferimenti alla urban street anni ’90, Rosa Chemical costruisce un pezzo ricco di riferimenti (Vasco, Carosone, Celentano) e immagini che rimandano all’idea del Made in Italy (sesso, amore, sogno, storia). Un pezzo fortemente ironico e autoironico, un inno alla libertà di chi sa come non prendersi troppo sul serio, giocando su più livelli.
Voto 7
Giorgia – Parole dette male
Giorgia non eccede nella sperimentazione e propone al Festival di Sanremo 2023 un pezzo credibile, in cui spicca la sua attitudine soul e una produzione, a tratti anche minimale, che strizza l’occhio a quella forma di r’n’b dei primi anni 2000 che la cantautrice romana aveva già sfiorato in passato. Il riferimento è vicino a Sophie Ellis-Bextor, con un testo interpretato con maestria e un inciso orecchiabile. Un brano semplice, ma di classe. Un esercizio di stile di chi è semplicemente sé stesso, senza nulla da dimostrare, ma che sa come arrivare al punto.
Voto 7,5
LDA – Se poi domani
Luca è un artista bravo, con un’idea melodica precisa e un’attitudine alla sperimentazione notevole. Peccato che in Se poi domani queste caratteristiche non si notino. Il brano è sicuramente sentito e in molti si riconosceranno in una canzone d’amore delicata, soave, interpretata bene, ma troppo semplice e con pochi guizzi creativi. Notevoli i riferimenti a Ed Sheeran, ma il risultato è davvero troppo poco. Il ritornello è orecchiabile al punto giusto, ma non basta per la sufficienza. Peccato, al primo ascolto sembra un’occasione persa. Pronti a ricrederci dopo l’esibizione live.
Voto 5,5
Lazza – Cenere
Lazza non ha niente da dimostrare e questo è probabilmente uno dei motivi per cui l’artista, dominatore delle charts 2022, propone uno dei pezzi migliori del suo repertorio proprio per il Festival 2023. Costruzione moderna, produzione fortissima, beat incalzante e dal respiro internazionale. Un loop ipnotico con un inciso pulsante che ripete la parola ‘cenere’ in maniera ossessiva, proprio per fissarla nella mente. Un pezzo che potenzialmente dal vivo potrebbe crescere ulteriormente.
Voto 8
Ariete – Mare di guai
La voce e l’approccio stilistico di Ariete sono un marchio e la cantautrice non si distacca da sé stessa e da un mood consolidato. La storia personale narrata nella canzone è coinvolgente e offre quel tocco emozionale ed emozionante che rappresenta un valore aggiunto, che va di pari passo con il tocco di Calcutta. Il pezzo, però, non esplode mai e solo nel bridge trova un guizzo veramente interessante. Pezzo sufficiente, che potrebbe crescere con l’esibizione live.
Voto 6 +
Sethu – Cause Perse
Atmosfere post punk e vagamente anni ’80 per un pezzo orecchiabile, ma forse eccessivamente sincopato. La produzione a volte copre e distoglie l’attenzione da un testo in cui si avvertono riferimenti autobiografici interessanti e nei quali molti si riconosceranno. Un up-tempo musicalmente da non sottovalutare e un’esibizione che, grazie al look dell’artista savonese, potrebbe colpire.
Voto 6 +
Tananani – Tango
Tananai ormai non stupisce più. E’ un artista completo che non ha niente da dimostrare e che con il singolo Abissale aveva mostrato un lato di sé inedito, ma totalmente credibile. Il mood prosegue ora con Tango, pezzo in cui l’interpretazione è sentita e in cui lo spirito della ballata di matrice orchestrale è ancora più marcato. L’inciso, arricchito da un preponderante tappeto di archi, risulta uno dei momenti più intensi di un pezzo che ha anche nel testo uno dei punti di forza.
Voto 7
Levante – Vivo
La cantautrice siciliana racconta un momento intimo, privato e personale, utilizzando metafore, ma anche e soprattutto immagini a tratti forti. Un pezzo musicalmente vario, che si caratterizza per l’utilizzo si synth e percussioni, ancora più vibranti. Il ritornello ha una forza travolgente grazie a un testo sentito e a un tappeto sonoro ricco di contaminazioni. Un inno alla consapevolezza personale e un messaggio di cambiamento interiore supportato da un mood uptempo.
Voto 7
Leo Gassmann – Tre Cuori
Il vincitore tra i Giovani del Festival di Sanremo 2020 propone un pezzo sorprendente, in cui si avverte, nel testo e nella produzione, il tocco autorale di Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari. Un’interpretazione al servizio del brano arricchisce una canzone convincente e che offre il giusto mix tra un testo molto interessante e un arrangiamento mai troppo preponderante. Un plauso anche per il bridge in cui Leo canta: “Non mi importa di avere ragione se poi resto solo.”
Voto 7 +
Modà – Lasciami
I Modà non deludono le aspettative proponendo un brano in cui sente in maniera chiara la loro impronta sonora. Un mood che si ripete, ma che non risulta ripetitivo, soprattutto in questo caso in cui Kekko Silvestre parla di depressione e, con figure e immagini chiare, delineate, ma sibilline, si rivolge alla malattia in prima persona. Un dialogo che è anche un flusso di coscienza, accompagnato da un sound che non tradisce e un inciso riconoscibile, orecchiabile, ma che non distoglie l’attenzione sul tema. Obiettivo è raggiunto.
Voto 7
Marco Mengoni – Due Vite
Marco Mengoni torna sul palco dell’Ariston con un brano intenso, una up ballad moderna nel testo e nella produzione. Una canzone sicuramente non da primissimo ascolto, ma in cui sono chiari i passi che l’artista, vincitore all’Ariston 10 anni fa, ha percorso anche recentemente. Nella canzone si avverte una ricerca sonora che non risulta leziosa, ma semplicemente un artificio per creare un senso di vicinanza. L’inciso è forte, anche se non immediato e che contiene elementi orchestrali che ne valorizzeranno l’esibizione dal vivo. Un candidato alla vittoria che dimostra di non avere nulla da dimostrare.
Voto 8
Shari – Egoista
Un pezzo dalla forte impronta urban moderna e orecchiabile. Il testo è sincopato al punto giusto e si conforma come una vera e propria dichiarazione d’amore verso sé stessi. Un contemporaneo flusso di coscienza che sul finale diventa ancora più libero dagli schemi. Da riascoltare, soprattutto dal vivo dove l’esibizione potrebbe risultare determinante.
Voto 6 +
Paola e Chiara – Furore
Le prime note e… subito è Festivalbar! Le sorelle Iezzi non tradiscono e propongono un brano uptempo, orecchiabile e con numerosi riferimenti musicali di inizio millennio. I primi trenta secondi del brano evocano attesa prima di un’esplosione notevole. Paola e Chiara sono tornate e nonostante siano passati tanti anni dalle loro ultime hit, la forza della loro musica è immutata. Nonostante qualche citazione, anche involontaria, a qualche pezzo del passato (su tutti gli archi di Viva el amor), il pezzo risulta fresco e travolgente. Il cambio di tonalità per l’inciso finale offre quel tocco vintage che proprio non guasta!
Voto 7,5
Cugini di Campagna – Lettera 22
Chi si aspettava dai Cugini di Campagna un brano vagamente trash o ricco di falsetti resterà deluso, perchè Lettera 22 è davvero una canzone sorprendente. La prima parte del pezzo è un chiaro riferimento ai complessi degli anni ’70, ma il crescendo è notevole, così come l’esplosione in un ritornello molto orecchiabile, contaminato e in cui si avvertono tutti i riferimenti a cui ci ha abituato La Rappresentante di Lista. Un pezzo dalla costruzione non eccessivamente classica che speriamo non sia rovinato da un’esibizione sul palco troppo sopra le righe.
Voto 6,5
Olly – Povere
Dopo aver conquistato il pass per il Festival 2023 attraverso Sanremo Giovani, Olly porta un pezzo in cui amplifica la sua attitudine danzereccia e uptempo. Un brano che funziona grazie a una cassa pressante e che costituisce il fulcro del pezzo, unita a un dialogo con l’orchestra che a tratti rende il pezzo davvero musicalmente prezioso. L’interpretazione di Olly, con una ‘r’ moscia davvero invitante, è un valore aggiunto che non si può non sottolineare.
Voto 7 –
Ultimo – Alba
Le prime note di solo pianoforte invitano l’ascoltatore a chiudere gli occhi e a farsi cullare verso lidi sconosciuti. La voce di Ultimo, accompagnata soltanto dallo strumento, colpisce, così come la poesia dei primi versi “Amo l’alba perchè è come se fosse solo mia”. Dopo un primo special entra la ritmica e l’effetto è nostalgico, così come per la seconda strofa in cui le percussioni creano il rumore del battito del cuore, in un crescendo emotivo che esplode in una sorta di inciso in cui si avverte tutta la forza interpretativa del cantautore. La chiusura del pezzo è ancora minimale, intima, soave, con Ultimo che esalta un’idea onirica di libertà, in una chiusura che lascia spazio a mille interpretazioni. Un pezzo che dal vivo non può che crescere.
Voto 7,5
Madame – Il bene nel male
Al di là di ogni polemica, il brano di Madame è uno tra i migliori di tutto il Festival. L’artista vicentina si muove con disinvoltura su un’intelaiatura contaminata tra urban e pop, tra elettronica e melodia, creando con la sua voce un filo conduttore che a volte spiazza. Un testo per nulla scontato è supportato da sonorità da club che ricordano certe produzioni anni ’90, attualizzate da synth moderni con riferimenti analogici. Un pezzo in continuo movimento che cresce grazie alla ripetizione ossessiva delle parole ‘bene’ e ‘male’ che creano un effetto ipnotico straordinario.
Voto 8
Will – Stupido
La musica di Will si caratterizza per una semplicità di fondo che guida anche Stupido, il pezzo con cui fa il suo esordio al Festival di Sanremo. Un flusso di coscienza in cui frasi instagrammabili si intrecciano in una melodia orecchiabile e riconoscibile. Un’interpretazione sentita e coinvolta rende il pezzo interessante, grazie anche a un inciso che già immagino come colonna sonora di video TikTok. Un esempio di come con semplicità (e senza troppe sovrastrutture) si può raggiungere un risultato.
Voto 7
Mara Sattei – Duemilaminuti
L’incontro tra Damiano David dei Maneskin e Tha Sup è formidabile e da vita a un brano bello, intenso e interpretato con un vigoroso e consapevole dolore. Duemilaminuti è una ballata moderna, dove ogni dettaglio è curato alla perfezione. Nell’arrangiamento orchestrale del primo ritornello si aggiunge una chitarra acustica, che nel secondo è sostituita da un pianoforte elettrico. La seconda strofa si caratterizza per un sapore più incalzante che evoca attesa, ritagliandosi un attimo di classicità in un’architettura armonica piuttosto moderna e libera. Un mix sonoro davvero interessante e dal sapore internazionale, che val al di là di un’idea postmoderna di contemporaneità.
Voto 8
Colla Zio – Non Mi Va
Il mood festaiolo del brano fa pensare all’esibizione sul palco di Sanremo Giovani e immaginare a quello che i cinque ragazzi potranno combinare all’Ariston. Un pezzo con riferimenti contaminati, che affondano le radici negli anni ’70, ’80 e ’90, con un incalzare che ricorda a tratti If Ya Gettin’ Down dei 5ive e I Just Wanna Live dei Good Charlotte.
Voto 7 +
Coma Cose – L’addio
Nonostante una costruzione classica, il pezzo risulta moderno grazie a sonorità curate e che esaltano le voci di California e Fausto. Il brano parla di una storia d’amore giunta a un punto morto, un punto in cui è necessaria una svolta e i due artisti la interpretano senza fronzoli. Un testo indie (con un riferimento anche a ‘Fiamme negli occhi’), a volte anche crudo, ma in cui si leggono numerosi sentimenti anche discordanti. Rabbia, delusione, frustrazione, ma anche amore, speranza e quella nostalgia positiva che porta a rivalutare le decisioni. L’inciso è una perla, così come la sua conclusione “l’addio non è una possibilità”. Una bella sorpresa.
Voto 7,5
Elodie – Due
Elodie prosegue nel suo percorso di sperimentazione sonora, proponendo un pezzo che ha tutte le caratteristiche per far ballare l’Ariston. Al di là delle velleità di classifica, l’artista romana è sé stessa, in un pezzo che esalta le sue doti di interprete e performer. Un crescendo sensuale, ma allo stesso tempo percussivo e vibrante che esplode in un inciso iper orecchiabile che non fa che confermare che la strada intrapresa ormai alcuni anni fa è quella giusta. Merita una menzione il bridge in cui archi e percussioni trovano un interessante punto di incontro.
Voto 7,5

Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
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