Giorgio Panariello torna a parlare di Sanremo 2006, edizione ben poco fortunata e che di fatto ha pesantemente rallentato la carriera televisiva dell’attore e showman toscano.
Un Festival dimenticabile di cui Panariello parlò apertamente lo scorso anno a TvTalk. Ora, ospite di Mara Venier a Domenica In insieme a Vincenzo Mollica, ha nuovamente fornito un punto di vista discutibile su quello che non funzionò.
“Di base ero un po’ arrabbiato. Sanremo ad un certo punto ti fa incazzare, quando vivi un Sanremo complicato, difficile. Dopo quindici giorni dalla firma del contratto sono venuto a sapere che non c’erano i cantanti. Era l’anno in cui c’era stato l’embargo da parte delle radio e non mandavano i cantanti. Dovevo forse suonare e cantarmela da me. Ero arrabbiato molto per questo motivo.”
Sanremo, Giorgio Panariello ricorda il suo Festival
Una giustificazione che decisamente non regge, anche perché il Festival 2006 aveva un cast di cantanti in gara discreto e un parterre di ospiti di primissimo piano.
Vinse Povia con la non memorabile Vorrei avere il becco, ma il cantante era reduce dal successo dell’anno precedente con I Bambini fanno Oh.
In gara anche Dolcenera, che all’epoca aveva una forte popolarità televisiva grazie a Music Farm, e anche artisti musicalmente importanti come Anna Oxa, Michele Zarrillo, la superstar israeliana Noa, ma anche Mario Venuti, sempre forte in radio, i Nomadi e gli Zero Assoluto, che, pur non vincendo, ebbero un grande successo di vendite e in radio con Svegliarsi la mattina.
La categoria giovani fu vinta da Riccardo Maffoni, ma in gara c’erano L’Aura e soprattutto Simone Cristicchi, oltre a un giovanissimo Ermal Meta (all’epoca chitarrista degli Ameba4).
Più che nutrito il cast degli ospiti musicali e non musicali. Salirono sul palco le tre eccellenze della musica italiana all’estero, ovvero Andrea Bocelli, Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, ma anche Tiziano Ferro, i Negramaro, Anastacia e Christina Aguilera.
Quindi, cosa non funzionò? La conduzione fu davvero sottotono. Panariello poco a proprio agio sul palco e non adeguatamente supportato da Ilary Blasi e Victoria Cabello. Inoltre la scenografia, ideata da Dante Ferretti, fu abominevole e ben poco adatta all’Ariston (eccezion fatta per il logo e per l’allestimento esterno, bucolico, ma che ricordano solo coloro che durante la settimana furono inviati in Riviera).
Altro punto debole la scelta di mantenere le categorie come l’anno precedente (uomini, donne e gruppi), anche se con minore decisione! Per esempio Mario Venuti fu inserito tra… i gruppi!
Perchè, quindi, continuare a dare colpe ad altri e non ammettere di aver cercato di profanare la profezia sanremese ottenendo un risultato mediocre? Dopo 16 anni, anche per onestà intellettuale, sarebbe ora…
Speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali. In vent’anni ha realizzato oltre 8.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia” e nel 2205 “Ride bene chi ride ultimo”
