Il Parlamento ungherese approva una storica riforma dei media pubblici: MTVA sarà sciolta e sostituita da due nuove istituzioni; possibili conseguenze anche sul ritorno dell’Ungheria all’Eurovision.
L’Ungheria si prepara a una delle più importanti riforme del sistema radiotelevisivo pubblico degli ultimi decenni. Il Parlamento ungherese ha infatti approvato una legge che prevede una profonda riorganizzazione dei media di Stato, con la conseguente dissoluzione di MTVA, l’attuale ente che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo del Paese.
La riforma, promossa dal partito di governo Tisza, è stata approvata con 145 voti favorevoli e 39 contrari, segnando un cambio di rotta rispetto all’assetto introdotto nel 2011 durante il lungo governo di Viktor Orbán.
Addio a MTVA: nasceranno due nuove istituzioni pubbliche
Il provvedimento prevede la soppressione di MTVA e di Duna Média Service, che saranno sostituite da due nuove organizzazioni:
- Magyar Rádió és Televízió (Radio e Televisione Ungherese);
- Magyar Távirati Iroda (Agenzia Telegrafica Ungherese).
La riforma comporterà anche la cessazione degli incarichi degli attuali vertici delle emittenti pubbliche. Una delle principali novità riguarda proprio la governance: i nuovi dirigenti saranno selezionati attraverso procedure pubbliche e concorsi aperti, superando il sistema delle nomine dirette.
Parallelamente, verranno istituiti un Consiglio indipendente per i media pubblici, con funzioni di vigilanza e controllo, e un nuovo Fondo per la stampa, destinato a sostenere economicamente il giornalismo indipendente attraverso contributi e bandi pubblici.
Le accuse di controllo politico sui media pubblici
La riforma affonda le sue radici nelle critiche rivolte negli ultimi anni all’attuale sistema mediatico ungherese. MTVA e Duna Média Service erano nate nel 2011 dalla fusione delle storiche emittenti pubbliche ungheresi e dell’agenzia di stampa nazionale durante il governo di Viktor Orbán, rimasto alla guida del Paese per sedici anni.
Nel corso del tempo, le due strutture sono state spesso accusate da osservatori internazionali, organizzazioni per la libertà di stampa e opposizioni politiche di essere eccessivamente influenzate dal potere governativo.
L’attuale Primo Ministro ungherese Péter Magyar aveva inserito nel proprio programma elettorale proprio la riforma del servizio pubblico, promettendo una revisione profonda dell’intero sistema informativo statale.
Il nodo EBU e il possibile ritorno all’Eurovision
La riforma potrebbe avere conseguenze anche sul fronte internazionale, in particolare nei rapporti con la European Broadcasting Union (EBU), l’organizzazione che riunisce i broadcaster pubblici europei e che organizza l’Eurovision Song Contest.
Al momento non è ancora chiaro se la nuova Magyar Rádió és Televízió sarà considerata erede legale di MTVA e potrà quindi mantenere automaticamente l’appartenenza all’EBU. In caso contrario, il nuovo ente dovrebbe presentare una nuova domanda di adesione.
Esistono tuttavia precedenti che potrebbero facilitare il processo. Nel 2018, ad esempio, l’emittente pubblica israeliana KAN ottenne una deroga speciale per partecipare all’Eurovision durante l’iter di approvazione della propria adesione definitiva all’EBU, poi formalizzata nello stesso anno.
L’Ungheria pensa davvero a tornare all’Eurovision?
La questione assume particolare rilevanza alla luce delle recenti dichiarazioni del Primo Ministro Péter Magyar. In un’intervista concessa all’emittente austriaca ORF nel maggio scorso, il leader ungherese ha rivelato di aver incaricato il Ministero della Cultura di valutare concretamente un possibile ritorno dell’Ungheria all’Eurovision Song Contest.
L’Ungheria manca dalla manifestazione dal 2019 e un eventuale ingresso della nuova emittente pubblica nell’EBU potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per riportare il Paese sul palco della competizione musicale europea.
Una svolta storica per il servizio pubblico ungherese
La riforma approvata dal Parlamento rappresenta dunque una svolta storica per il sistema dei media pubblici ungheresi. L’obiettivo dichiarato dal governo è quello di costruire un servizio pubblico più indipendente, trasparente e pluralista.
Resta ora da capire come verrà gestita la transizione tra il vecchio e il nuovo sistema e quali saranno le ripercussioni internazionali di questa decisione, soprattutto in relazione all’EBU e al possibile ritorno dell’Ungheria all’Eurovision Song Contest.
La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
