Vasco Rossi riceve il dottorato honoris causa in Politica e Comunicazione all’Università di Salerno: “Da oggi sono un prof anch’io”.
Vasco Rossi è diventato dottore di ricerca honoris causa in Politica e Comunicazione. Il riconoscimento gli è stato conferito dall’Università degli Studi di Salerno, che ha accolto il rocker di Zocca in un’aula magna gremita di studenti, docenti e fan. Una giornata carica di emozione, ma anche di ironia, nel perfetto stile del Blasco.
“Dottorato di ricerca per me? Questa proprio non me l’aspettavo”, ha scherzato Vasco appena ricevuto il titolo dal rettore Virgilio D’Antonio. E poi ha aggiunto: “Da oggi sono un prof anch’io. Tranquilli: non darò voti, al massimo chiederò il bis”.
Durante la sua lectio magistralis, il cantautore ha riflettuto sul legame tra musica, politica e comunicazione, temi che, come ha spiegato, non ha studiato sui libri ma vissuto in prima persona nel corso di oltre cinquant’anni di carriera.
“Una canzone non è soltanto una canzone. È un messaggio che viaggia senza ufficio stampa”, ha affermato Vasco Rossi, sottolineando come la musica sia capace di suscitare emozioni, porre domande e dare voce a disagi collettivi prima ancora che questi trovino una rappresentazione pubblica.
Il rocker ha poi parlato del valore delle parole, definite “un’arma potente”: possono creare inclusione oppure alimentare paure e divisioni. In un’epoca dominata da social network e algoritmi, Vasco ha lanciato un invito semplice ma significativo: “Prima di parlare bisognerebbe imparare ad ascoltare”.
Non è mancato un riferimento alle polemiche che in passato lo hanno accompagnato. Il cantante ha ricordato con ironia di essere stato spesso considerato un artista “divisivo” e ha citato la vecchia leggenda secondo cui avrebbe offeso il Sud: “Voi avete scelto di guardare oltre etichette e pregiudizi”, ha detto rivolgendosi al corpo accademico.
Per Vasco Rossi si tratta del secondo riconoscimento universitario di questo tipo, dopo la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione ricevuta allo IULM di Milano nel 2005.
La cerimonia si è conclusa tra applausi, cori e le note di Vita spericolata, cantata dai tanti studenti presenti all’esterno dell’università. Un omaggio a un artista che, a 74 anni, continua a essere una delle voci più influenti della musica italiana e che oggi aggiunge un nuovo titolo alla sua lunga carriera: quello di professore, almeno per un giorno.
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