Con l’anteprima all’Arena di Verona in occasione della terza edizione di Heroes, prenderà il via il Back To The Future Live Tour di Elisa, che proseguirà da fine giugno (Qui tutte le date).
Non un semplice tour, ma un progetto più ampio tra musica e sostenibilità, presentato a Milano.
Ferdinando Salzano, amministratore delegato F&P Group, ha preso la parola.
“Elisa ci ha trasmesso un meraviglioso sogno, qualcosa che aveva dentro da anni. Siamo convinti che la sostenibilità non sia una moda, ma un modus operandi, ma ha bisogno di progettualità. Ognuno di noi deve metterci del suo.
Non è mai stato creato un binomio così forte tra musica e ambiente. Si tratta di una tournée stranissima come concept. C’è di tutto. Dai laghi, ai castelli, alle cave, qui il contenitore non è il fine!
Toccheremo tutte le regioni e… in Sardegna faremo una grande festa della sostenibilità.”
Parola, poi, a Max Brigante, manager di Elisa.
“Abbiamo creato qualcosa di diverso e straordinario e la sensazione è che stiamo creando qualcosa di importante. La musica può cambiare le cose, è un mezzo per modificare la quotidianità nei piccoli gesti.”
Durante il tour ci saranno numerosi ospiti, ma quelli per ora svelati sono Rkomi, Marracash, Elodie.
Gli spettacoli all’Arena di Verona saranno aperti da Joan Thiele, Chiello e Venerus.
Videointervista a Elisa
Le parole di Elisa in conferenza stampa
“Sono super onorata di quello che stiamo creando. Prima ero più sola e ora sono parte di un gruppo che mi permetterà di portare avanti le mie missioni.
Abbiamo molte idee, anche per limitare l’utilizzo di tir, cercando sul posto i materiali da utilizzare per il palco. Una scelta ecologica che coinvolge ogni aspetto del tour. Sarà un lavoro portato avanti in concerto con i promoter locali.
Non è un progetto semplice, ma un primo passo. Per esempio in Italia non ci sono ancora venue alimentate da pannelli solari. Dobbiamo accelerare un processo verso la sostenibilità, senza tralasciare l’idea dello spettacolo.
Anche perché dobbiamo restituire al pubblico la magia che è mancata.
La volontà è di ispirare un cambiamento nell’atteggiamento. Un concerto deve essere un concerto. I contenuti devono comunqe essere poetici e il tema della sostenibilità ci sarà, ma in maniera artistica.
Anche la leggerezza del concerto è sacrosanta. Dobbiamo sentire che stiamo facendo qualcosa di bello, senza la sensazione che qualcuno ci stia sgridando. Ogni cosa, quindi, avrà uno sfondo artistico. Un’immersione in una presa di coscienza del problema reale.”
Un tour più sostenibile con alla base un concetto preciso.
“I concerti saranno una festa di piazza in uno stato utopico. Vorremmo portare un’idea di condivisione di arte, cultura e umanità, tanti valori di cui si parla spesso.
Dobbiamo uscire dai canoni estetici, in questo caso vale più il contenuto della forma.
Prima facevo il mio show non sapendo quanto materiale serviva per costruirlo. Non posso cambiare tutto subito, ma posso contribuire a farlo. Troverò il modo per parlare al mio pubblico anche di questo.”

Elisa condivide l’idea della sostenibilità con altri colleghi.
“Jovanotti è sempre stato legato al pianeta terra ed è bello che porti avanti da così tanto tempo certi concetti. Quest’estate vorrei andare a seguire una tappa del Jova Beach Party.
Poi c’è Bjork, grande sostenitrice della natura e anche i Coldplay, che stanno facendo un lavoro enorme.”
Musicalmente, come sarà strutturata la scaletta?
“Sto lavorando su un repertorio enorme! Saranno le prove più faticose che abbia mai fatto. La lista di canzoni è lunghissima visto il mio repertorio, ma anche il doppio album appena uscito. Con me avrò una band che suonerà tanto, composta da 5 elementi ai quali si aggiungeranno 5 coriste.
All’Arena di Verona avremo anche un ensemble di archi e dei fiati! Ho tanto da fare per provare tutto!”
Un concerto che cambia l’approccio ai live.
“Sarà un concerto solidale, ma non ci saranno grandi variazioni di prezzi. Ci saranno biglietti economici e altri più costosi.
E’ bello che stia cambiando l’approccio ai concerti. Oggi si portano i bambini, ci si sta tutto il giorno. Una tendenza che in Europa c’è da un sacco di tempo. Prima anche gli organizzatori erano perplessi nell’organizzare un Festival, ma ora è diverso. Questo è un ottimo segno per la cultura.”
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.