Testo e significato di Ddoje Criature, brano con cui Deddè è in gara a Sanremo Giovani 2025, sognando l’Ariston…
Il titolo, in dialetto napoletano, significa “due bambini” e racconta l’amicizia tra due ragazzi cresciuti insieme tra giochi in strada, urla dalle finestre delle mamme e prime corse per le vie del quartiere.
Scritto insieme a Emmanuel Di Donna e Davide De Blasio, il brano è la fotografia di momenti semplici e legami autentici: ricordi che restano impressi nel tempo e celebrano rapporti capaci di resistere alla distanza e ai cambiamenti. Ogni verso richiama frammenti di vita quotidiana: le partite improvvisate, le serate passate a cantare e a sognare, le notti di confidenze.
Musicalmente, “Ddoje Criature” porta avanti la cifra stilistica di Deddè, unendo la modernità dell’urban-pop a un’anima profondamente radicata nella cultura napoletana. Il brano alterna momenti intimi ed esplosioni emotive, costruendo un crescendo che restituisce l’affetto e la complicità di un legame speciale.
Con questa uscita, Deddè conferma il suo percorso di crescita artistica e personale, mostrando un lato più intimo della sua scrittura, capace di trasformare memoria e amicizia in racconto, dimostrandosi come una delle voci emergenti più sincere e autentiche del panorama musicale italiano.
“Ddoje Criature” non è solo una canzone: è una dedica ai ricordi che ci accompagnano nel tempo. Musica che diventa abbraccio, conforto, testimonianza di un affetto che non svanisce.
Deddè, testo e significato del brano “Ddoje Criature”, in gara a Sanremo Giovani 2025
Ho un ricordo sbiadito
Di una notte, a ballare, dentro a un bilocale che adesso è sparito
Chissà dove vanno, ora, tutti i gabbiani che volano via
E il quartiere si svuota, tra gente che torna o non è mai partita
Dimmi quanto costa tornare indietro e venire da te
Doje criature, nu pallon e nient chiù
Mamma allucc ro balcone, s’è fatt tard, turnamm a casa
Ma tu promettimi che tornerai
Se adesso mi chiedi di noi (mi chiedi di noi)
Ho un paio di cose da dimenticare
Altre che vorrei soltanto non fossero mai successe neanche
Ma certi momenti non li puoi scordare
Come il primissimo bacio o le prime mazzate
Noi volevamo scappare
Per fare a botte coi gatti per strada
Metti Vasco e non torniamo a casa
Quelle notti in cui ti manca l’aria
Tu prometti che sarai lo stesso di una vita fa
Mo me scet a matin, nun vec chiù o mare, nun saccij che fai
Te vuless vicin pe te raccuntà c’aggia fatt nu guaje
Tra noi due c’è solo Capodichino, oh-oh
E una foto di te da bambino
Dimmi quanto costa tornare indietro e venire da te
Doje criature, nu pallon e nient chiù
Mamma allucc ro balcone, s’è fatt tard, turnamm a casa
Ma tu promettimi che tornerai
Se adesso mi chiedi di noi (mi chiedi di noi)
Ho un paio di cose da dimenticare
Altre che vorrei soltanto non fossero mai successe neanche
Ma certi momenti non li puoi scordare
Come il primissimo bacio o le prime mazzate
Noi volevamo scappare
Per fare a botte coi gatti per strada
Metti Vasco e non torniamo a casa
Quelle notti in cui ti manca l’aria
Tu prometti che sarai lo stesso di una vita fa, ah-ah
Ci incontreremo nel solito bar
Magari riuscirò ad offrirti un caffè, eh
Ho un paio di cose da dimenticare
Altre che vorrei soltanto non fossero mai successe neanche
Ma certi momenti non li puoi scordare
Come il primissimo bacio o le prime mazzate
Noi volevamo scappare, eh

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