Nausica

Si avvicina la finalissima di Sanremo Giovani e vi proponiamo la nostra intervista a Nausica, all’anagrafe Giordana Petralia, una dei dodici protagonisti di questa edizione 2023 del contest che consente a tre artisti di partecipare al 74esimo Festival della canzone italiana.

“Favole” è il titolo del brano inedito che la giovane cantautrice catanese presenterà dal vivo il prossimo 19 dicembre, nel corso dell’evento in scena al Casinò di Sanremo e in onda in prima serata su Rai Uno.

Il suo progetto è improntato sull’urban pop, il tutto accompagnato dalla sua inseparabile arpa di nome Kitty. Approfondiamo la sua, anzi la loro, conoscenza!

Sanremo Giovani 2023, intervista a Nausica

Qual è stata la prima cosa che hai pensato nel momento in cui ti hanno proclamato vincitrice di Area Sanremo e hai realizzato che saresti stata una finalista di Sanremo Giovani?

«Un mix di emozioni, forse perché sin dall’inizio non è stato facile realizzare una cosa così grande. Sin da piccolina è sempre stato il sogno, sia mio che della mia famiglia legata alla storia della musica italiana. Mia nonna, che purtroppo non c’è più, mi diceva sempre: “non vedo l’ora di vederti a Sanremo”. Diciamo che c’è questa promessa in debito, per quello che sarebbe uno dei sogni più grandi di questo mio progetto artistico».

“Favole” è il titolo del brano che presenterai dal vivo durante la finalissima. Da quali stati d’animo e da quali riflessioni è stato ispirato?

«Il brano racconta della fine di una storia importante, situazione che ho vissuto in prima persona poco tempo fa. Ogni volta che canto dal vivo “Favole”, rivivo quegli stati d’animo. Penso, dentro di me, che questa persona continuerò ad amarla eternamente, perchè è un po’ vero quando si dice appunto che il primo amore non si scorda mai. Però, era una storia che purtroppo doveva finire e non è stato facile chiuderla. In un momento devastante, una notte, mi sono messa a scrivere ripercorrendo tutto quello che avevo vissuto. Buttando giù tutte le tue emozioni, riesci in qualche modo a metabolizzare ciò che ti è accaduto. Il pezzo parla quindi di vero amore, quello tipico delle fiabe che in genere hanno sempre un lieto fine, anche se ho imparato sulla mia pelle che questo sentimento si può esprimere in varie forme».

L’amore è un serbatoio infinito di spunti, il tema sicuramente più cantato e più saccheggiato se vogliamo da ogni forma d’arte. Ogni volta però non è mai banale raccontarlo

«Assolutamente sì, penso che l’amore in generale accumuli una serie di emozioni che, prima o poi, tutti quanti proviamo in qualsiasi modo, sia che si tratti di una relazione o che si tratti di un’amicizia. In particolare, mi riferisco a quei sentimenti sinceri che ti lasciano sempre qualcosa e che includono stati d’animo differenti, spesso anche in contrasto. Le persone emotive, proprio come sono io, rischiano in determinati momenti di non riuscire a trovare un giusto equilibrio e vivono in modo amplificato sia i momenti felici che quelli tristi. Sicuramente è stato difficile parlarne, però mi è servito per liberarmi da questo peso, tornare a credere in me e a concentrarmi su me stessa».

Nausica

Tu sei giovanissima, hai 21 anni, ti sei avvicinata alla musica da bambina, prima studiando canto e poi vari strumenti, tra cui l’arpa. Il vostro è un vero e proprio rapporto, al punto che le hai dato un nome, si chiama Kitty. Ci spieghi cosa ti affascina così tanto dell’arpa, cosa hanno quelle 47 corde in più per te rispetto agli altri strumenti?

«Non riesco a spiegarlo a parole, so soltanto che ho provato vari strumenti nel corso dei miei studi, dal pianoforte alla chitarra, passando per il basso e qualche lezione di batteria, ma quando è arrivata l’arpa ho sentito una qualcosa smuoversi dentro di me. Lì ho capito che nessun altro strumento sarebbe stato in grado di darmi quelle stesse vibrazioni. Sin dal primo momento in cui mi sono seduta e ho toccato quelle corde, ho avvertito un sentimento eterno. L’arpa è la mia compagna di vita, per me non è un semplice oggetto e non scherzo quando dico che ci parlo. Quando saliamo sul palco, tra me e Kitty si crea un’atmosfera magica, quai come se fossimo complementari e ci incastrassimo a vicenda. Ringrazio anche Dafne che è la sorellina più piccola, altrimenti si offende (sorride, ndr)».

Venendo a Sanremo Giovani, ti esibirai insieme ai tuoi colleghi al Casinò, un luogo che ha ospitato le primissime edizioni della rassegna e dove si respira la storia della musica italiana. Tu che rapporto hai con il Festival? Quali ricordi e quali esibizioni ti legano a questa rassegna?

«Come dicevo all’inizio, sin da piccolina ho seguito il Festival con la mia famiglia davanti alla tv. Ricordo il mese di febbraio come “i giorni di Saremo”, così ho sempre avuto un bel ricordo. Ho un’esibizione legata a un’artista che amo follemente, ovvero Ornella Vanoni, quando nel 2018 si presentò in trio con Bungaro e Pacifico con “Imparare ad amarsi”. Lei per me è un idolo, sia a livello umano che artistico. Credo non ci siano parole per descrivere il suo talento e la sua voce».

Per concludere, al di là della vittoria e della conseguente possibilità di calcare il palco dell’Ariston, quale sarebbe per te l’obiettivo più importante che potresti trarre da questa esperienza di Sanremo Giovani?

«Sinceramente penso che sia già un traguardo enorme essere arrivati fin qui, per me questa è già una vittoria. Quest’anno il livello delle proposte è molto alto, gli altri ragazzi sono tutti bravissimi e super carini, mi sono trovata molto bene con loro e penso che ognuno di noi stia andando lì per portare il proprio mondo. Io vorrei tornare a casa con la consapevolezza di aver dato il massimo, senza rimpianti. Vorrei trasmettere tutto quello che dentro alle persone e provare a dire la mia lasciandomi andare. Grazie a Kitty sono certa che riuscirò a farlo».

Sanremo Giovani 2023, videointervista a Nausica