Vale LP

Si avvicina la finalissima di Sanremo Giovani e vi proponiamo la nostra intervista a Vale LP, uno dei dodici protagonisti di questa edizione 2023 del contest che consente a tre artisti di partecipare al 74esimo Festival della canzone italiana.

“Stronza” è il titolo del brano inedito che la giovane cantautrice napoletana presenterà dal vivo il prossimo 19 dicembre, nel corso dell’evento in scena al Casinò di Sanremo e in onda in prima serata su Rai Uno.

Prodotto da Cali Low, il brano è stato scritto da Vale LP, Mario Cianchi, Simone Guzzino e Andrea Bonomo, e rappresenta una vera e propria dichiarazione di intenti, oltre che un compendio delle proprie fragilità e dei propri punti di forza.

Sanremo Giovani 2023, intervista a Vale LP

Come stai esorcizzando l’attesa che ti separa dalla finalissima di Sanremo Giovani?

«In realtà, alcune volte penso di manipolare la mia testa per star serena, ma poi mi rendo conto che si tratta semplicemente di un allenamento: mandare via i pensieri intrusivi e concentrarmi soltanto su ciò che è realmente controllabile. Sono felice che Amadeus e la commissione abbiano ritenuto il mio brano all’altezza di quel contesto e per me sarà un onore esibirmi su quel palco».

“Stronza” è il titolo del brano che ti ha permesso di arrivare a giocarti un biglietto d’ingresso per il Festival di febbraio. Ci racconti cosa ti ha spinto a scegliere proprio questo pezzo, immagino insieme a tanti altri e insieme al tuo team, per questo appuntamento?

«L’idea di presentarmi a Sanremo è arrivata dopo la chiusura del disco, mi mancavano giusto le ultime sessioni per mettere a posto alcune cose. Quando si è presentato il discorso e abbiamo deciso di candidarci, all’inizio non mi sentivo pronta per affrontare una parentesi del genere, perché comunque venivo da un anno molto delicato, in cui mi sono ritrovata a ripartire quasi da zero. Messa nelle condizioni di poter fare un determinato tipo di percorso prima di arrivare a questo momento, spinta dall’affetto e dalla professionalità delle persone che ho intorno, mi sono lasciata convincere. La scelta è poi ricaduta su “Stronza” perché è una canzone che mi racconta molto, in maniera diretta e con una forma narrativa particolare, diciamo pure inedita per me».

Nei tuoi testi riesci sempre a dare un punto di vista differente, quali obiettivi ti poni tra le righe di questo pezzo?

«La mia musica si è un po’ distaccata da un discorso egoriferito, ad oggi è diventata qualcosa di più. A muovermi è la condivisione, il desiderio di scrivere per me come per gli altri. Questo brano, a partire dall’ideazione, mi ha anche imposto la forma. Quindi a me stessa dico non avere paura di fare tanti conti con ciò che sono, anche con il senso forte di inadeguatezza e in maniera collaterale, anche con questa forma di iperperfezionismo. Bisogna lasciarmi andare, urlare magari per l’ultima volta, ma urlare per dirti che ti amo, non urlare per dire che voglio fare la guerra. Mi libero di questo peso dicendoti chi sono e che ho paura che tu te ne vada».

Vale LP Stronza

Un altro aspetto interessante di questa proposta è la struttura, la composizione della forma canzone. Tutto è costruito ad hoc e ogni cosa è al proprio posto. Insomma si sente che c’è tanto lavoro dietro, ma che questo non ha comunque intaccato lo spirito e l’istinto iniziale… no?

«Sì, sì, sì, in realtà il lavoro che c’è è veramente stato solo di rifinitura, quindi è stato comunque tutto generato in quel momento, in quella stanza e il lavoro dopo è stato di gusto, di scelta di suono, ma le mie take sono le take del primo giorno. È una roba che ho capito, anche facendo interviste, anche dopo la partecipazione ad X Factor, ma alla fine io vengo fuori meglio quanto naturale, quando esprimo ciò che penso senza troppi filtri, dicendo le cose in maniera diretta e senza girarci troppo intorno».

Sei reduce dall’apertura dei concerti di Madame, che esperienza è stata per te?

«Meravigliosa, ringrazio Francesca per avermi regalato questa grande opportunità. Stupendo è stato il contesto, vale a dire avere l’opportunità di cantare nei teatri più belli d’Italia: dal Parco della Musica a Roma, all’Europauditorium di Bologna, l’Arcinboldi a Milano, fino ad arrivare al Palapartenope nella mia Napoli. Fino a un anno fa, immaginare tutto questo per me sarebbe stato utopico, anche dopo aver partecipato ad un’esperienza come quella di X Factor, perché non è che una situazione ti determina e non ci si può aspettare mai nulla di più. Il mio obiettivo è quello di stare bene e di stare in pace con me stessa, sapere che ciò che ricevo lo ottengo perché me lo merito e che tutto ciò che accade cammina di pari passo con me. Solo così riesco a godermi le cose appieno».

Per concludere, al di là della vittoria di Sanremo Giovani e della conseguente possibilità di calcare il palco dell’Ariston a febbraio, come valuti il tuo rapporto con il Festival? È una rassegna che hai sempre seguito o a cui ti sei avvicinata negli ultimi anni?

«Mi sono avvicinata più recentemente, anche perchè non guardo la televisione in generale, ho questa pecca. Anche prima della partecipazione ad X Factor, non avevo mai visto una puntata del programma. Negli ultimi anni ho seguito il Festival anche perché hanno partecipato tante persone che conosco, ma riconosco la grandezza e l’importanza di Sanremo. Per me rappresenta un qualcosa di enorme e che non posso controllare, anche se volessi mettere nel mio bagaglio ciò che significa un’esperienza del genere per me, non so se sarebbe del tutto produttivo. Mi vedo come una sorta di chef, per me la cosa che conta è sempre l’ultimo piatto, anche se nella tua carriera hai vinto una stella Michelin. Quindi, riconosco che quello sia un palco importante, ma so che devo restare concentrata per riuscire a gestire al meglio le mie emozioni. Un’esperienza come Sanremo non è che la riesci a spiegare, è un po’ come il matrimonio, un momento che non ritornerà più ed è per questo che si cercherà di vivermelo al cento per cento».

Videointervista a Vale LP