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Biagio Antonacci, verso il nuovo album: “Sarà l’ultimo disco pop della mia vita”. E su Sanremo…

Biagio Antonacci - You&Me

Biagio Antonacci presenta il singolo “You & Me”, annuncia il nuovo album del 2026 e sorprende: “Sarà l’ultimo disco pop della mia vita”. Il cantautore parla anche di Sanremo e dei live estivi.

Biagio Antonacci torna con nuova musica e lo fa con una dichiarazione che sorprende i fan. Dopo due anni di silenzio discografico, il cantautore presenta “You & Me”, una ballad pop romantica e intensa, ma soprattutto anticipa quello che potrebbe essere un passaggio decisivo della sua carriera: il nuovo album del 2026 potrebbe essere il suo ultimo vero disco pop.

In un’intervista al Corriere della Sera, Antonacci ha raccontato il significato del singolo, il rapporto con la scrittura, i concerti estivi e il suo pensiero su Sanremo, lasciando intendere che il futuro artistico potrebbe prendere una direzione completamente diversa.

“You&Me”, il ritorno con una ballad romantica

Il nuovo singolo nasce da una riflessione sulla quotidianità e sul bisogno di leggerezza in tempi complessi.

“Cerco leggerezza, non allegria, con questa canzone”.

L’ispirazione arriva durante una mattina apparentemente normale, mentre accompagna il figlio Carlo a scuola insieme alla compagna Paola Cardinale.

“La guerra soffiava in radio, la sentivo sulla pelle. C’era talmente tanta tensione che abbiamo rinviato una vacanza”.

Tra traffico, semafori, telefoni che squillano e la vita che corre, Antonacci si è chiesto se esista ancora uno spazio per essere semplicemente persone.

“Vedevo la gente in fila e mi domandavo se avessero anche un tempo per loro, per essere anche uomini e donne”.

Da qui nasce You&Me, una canzone che mette al centro la coppia, i legami e quella che lui definisce una risposta ai grandi traumi universali.

Il nuovo album

La frase che più ha colpito i fan riguarda il prossimo progetto discografico.

“Nel 2026 arriva l’album. Sarà l’ultimo disco pop della mia vita”.

Una dichiarazione netta, che apre a una nuova fase artistica.

“Poi mi piacerebbe andare verso il minimalismo voce e chitarra o verso l’elettronica spinta”.

Biagio Antonacci non rinnega la sua identità musicale, ma sente il bisogno di cambiare.

“Sono un uomo pop, difficile uscire da lì, ma sono attratto da altro”.

Una svolta che potrebbe segnare la fine di un’epoca per uno degli artisti più rappresentativi del pop italiano.

I concerti estivi: “Più poetici che rock”

L’estate 2026 vedrà Antonacci protagonista di 40 concerti in quattro location iconiche: il Teatro Greco di Tindari, l’Anfiteatro Romano di Lucera, il Vittoriale di Gardone e il Teatro Grande di Pompei.

“Andiamo in provincia in spazi che hanno una storia da raccontare”.

Sarà uno spettacolo diverso dal solito.

“Un concerto acustico, mezz’ora addirittura solo chitarra e voce, più poetico che rock”.

Ci sarà anche una parte narrativa, quasi autobiografica.

“Spiegherò chi ero quando ho scritto certe canzoni”.

Un viaggio emotivo tra i grandi classici come Liberatemi e Iris, brani che hanno segnato la sua carriera.

Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Da “Liberatemi” a “Iris”: i brani della svolta

Parlando del suo primo successo, Antonacci ricorda quanto fosse decisivo.

“Liberatemi era la mia ultima chance. Ero al terzo disco e pensavo di non potercela fare: se fosse andata male sarei tornato a fare il geometra”.

Su Iris, invece, svela un retroscena curioso.

“Nasceva come ‘Sara tra le tue poesie’, ma c’era già la Sara di Venditti”.

Fu un amico a suggerire il nome Iris.

“Alle fan che mi fermano per strada la dedico mettendoci il loro nome”.

Sanremo, il rimpianto che ritorna

E il Festival di Sanremo? Biagio Antonacci non chiude affatto la porta.

“È qualche anno che alla prima puntata penso: sarei dovuto andare questa volta”.

Poi però arriva sempre la stessa conclusione.

“Alla fine mi dico: è andata meglio così”.

Una risposta che sa di nostalgia, ma anche di possibilità future. Perché quando un artista come Antonacci parla così di Sanremo, il ritorno resta sempre un’ipotesi concreta.

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