Fabrizio Moro

Il mio canto libero, brano di Mogol e Lucio Battisti qui interpretato da Fabrizio Moro, ha vinto Canzonissima 2026.

La celebre canzone, in passato interpretata anche da altri artisti, tra cui Laura Pausini, Francesca Michielin, Amedeo Minghi, Fiorello e Juanes, ha battuto la concorrenza di Riccardo Cocciante (Margherita), Arisa (La Notte e La leva calcistica della classe ’68), Leo Gassmann (Un Senso) e Vittorio Grigolo (Caruso).

“Il mio canto libero” è uno dei brani più celebri della musica italiana, scritto nel 1972 da Lucio Battisti e Mogol. La canzone fu pubblicata come ultima traccia dell’album omonimo e, poco prima, come lato A del singolo “Il mio canto libero/Confusione”, diventando rapidamente un simbolo della produzione artistica del duo.

Il testo racconta la nascita di un sentimento profondo e autentico, capace di elevarsi sopra il dolore, i giudizi della gente e i condizionamenti del passato. Il messaggio centrale è quello di un amore puro e libero, che si afferma senza paura e senza compromessi, sorretto da un forte desiderio di verità e libertà emotiva.

Il brano ha anche una forte componente autobiografica. Mogol lo scrisse dopo la separzione dalla moglie e l’incontro con la sua nuova compagna, la pittrice e poetessa Gabriella Marazzi. Insieme acquistarono un mulino, poi trasformato nello studio di registrazione Il Mulino, e un vecchio cascinale immerso nella natura.

Oltre alla versione italiana originale, con la partecipazione vocale di Vanda Radicchi, Lucio Battisti incise il brano anche in spagnolo, francese, tedesco e inglese, portandolo così anche al pubblico internazionale.

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