Le pagelle delle esibizioni del pomeriggio sul palco di Piazza San Giovanni di Roma del Concerto del Primo Maggio 2026.
Concerto del Primo Maggio Roma 2026, le pagelle (pomeriggio)
Arisa – voto 8
Arisa apre il Concertone con classe ed eleganza. Il brano di Lucio Dalla va ascoltato in silenzio, a occhi chiusi. La cantautrice lucana ne restituisce l’essenza senza strafare, ma con personalità. Un inizio decisamente migliore rispetto a 12 mesi fa, quando l’opening fu affidato all’improbabile Leo Gassmann.
Paolo Belli – voto 7
Lui è il re delle piazze e conosce alla perfezione i meccanismi dello show business. Il pubblico del concertone non è il suo, anzi, ma Paolo non si snatura e si diverte con due brani profondamente diversi tra loro, ma molto coinvolgenti. Bene, davvero bene.
rob – voto 5
Brava, ma… anche meno! Su, dai! Bei messaggi, da Primo Maggio, ma espressi in maniera un po’ eccessiva e confusa. Rivoluzione? Canti “100 ragazze”, non “La locomotiva”. La stoffa c’è, ma il talento va gestito. Da rivedere anche il look.
Santamarea – voto 7.5
Performance energica e convincente. Il progetto funziona e, come si può notare da Piazza San Giovanni, ci sono argomenti e credibilità. Tutto molto bello.
Francamente – voto 7,5
Un’essenzialità che funziona e che in un contesto come il Concertone serve per amplificare il messaggio dei brani. Un’artista che merita tutta la considerazione possibile. Avanti così.
Casadilego – voto 7
“La musica c’è sempre nel momento del bisogno.” Un messaggio che anticipa un’esibizione intimista, Senza fronzoli, ma potente. Un’artista che si è ricostruita e ora ha trovato la sua dimensione.
Primogenito – voto 5,5
La sua classe (soprattutto autorale) non si discute, ma la performance è da rivedere. Outfit nel suo stile, ma insufficiente, esibizione discreta, ma soprattutto grazie alla band e alla scelta sonora. La voce un po’ incerta. Bravo, ma non ancora pronto per un palco così. “Sono un disadattato e voglio rimaner così”. Vaaaa beneeeee
Birthh – voto 5
Birthh conosce il palco, ma in questo caso Piazza San Giovanni non è troppo funzionale al suo messaggio. Un’esibizione visionaria, ricca di spunti, ma poco adatta al Concertone.
Nico Arezzo – voto 5
Nico è bravo, ha scelto una strada non semplice e (dopo qualche vano tentativo nel mainstream) ora ha trovato una dimensione credibile e personale. Ma siamo sicuri che questo strano mix di elementi poco comprensibili dal pubblico medio sia adeguato al palco di Piazza San Giovanni? La mia risposta è no. Giusto non snaturarsi, ma neanche sforzarsi per essere alternativi per forza. Anche perchè ci si ricorda di lui a X Factor, non proprio il dopolavoro ferroviario…
Sissi – voto 7
Il pubblico mainstream la ricorda ad Amici e X Factor, ma lei è riuscita a costruirsi un percorso alternativo e più adatto alle sue caratteristiche vocali e artistiche. Cantare un classicissimo della canzone italiana era rischioso, ma Sissi ha superato brillantemente la priva. Ora si tratta solo di spiccare il volo, ma la performance al Concertone dimostra che la strada è quella giusta.
Roshelle – voto 7
La nouvelle vague di Roshelle è un conforto emotivo per chi ama la musica. Lei è bravissima, ma non so quanto il palco del Concertone abbia realmente messo in risalto le sue potenzialità. Però per certi versi… l’importante è essere lì!
Dutch Nazari – voto 6,5
Esibizione coerente con il suo percorso artistico. Asciutta, ma ricca di significato, proprio come il messaggio lanciato tra una canzone e l’altra.
Silvia Salemi – voto 7
Un messaggio fortissimo, una voce potente, un brano che si spera possa trovare spazio nelle radio. Un’artista che anche in passato avrebbe meritato più considerazione, ma che ora ha trovato una nuova dimensione consapevole.
Okgiorgio – voto 6
6 politico per l’impegno. Ma il palco del Concertone non so quanto può essere adatto a certi esperimenti. L’indifferenza di buona parte del pubblico (inquadrato per qualche millisecondo) è un segnale chiaro.
Senza Cri – voto 8
Semplicemente straordinario. Una performance da headliner. Asciutta, solida, speciale e visionaria nella sua semplicità. Forse è il momento che qualcuno le dia le possibilità che merita. E’ il momento di volare.
Lea Gavino – voto 6
Ha un carisma da attrice e il suo è un pop raffinato, ma allo stesso tempo popolare e orecchiabile. C’è ancora da lavorare su qualche elemento. Così così la cover di “Non succederà più”.
Emma Nolde – voto 7
Un’artista che ancora non ha raccolto quanto seminato, ma la strada è quella giusta e l’esibizione sul palco di Piazza San Giovanni lo dimostra. Avanti così.
Ministri – voto 6,5
La loro presenza in Piazza San Giovanni è una piacevole abitudine. C’è, però, da dire che questa volta la performance è solo sufficiente. I ragazzi hanno svolto il loro compitino, senza guizzi. Però in mezzo a tanta fuffa questo è un gesto che evoca autenticità.
Angelica Bove – voto 7
Una performance essenziale, dove la voce e la presenza scenica di Angelica creano un effetto magico. Sanremo Giovani è stata una tappa di un percorso non facile, ma che potrebbe essere in discesa viste le sue immense potenzialità.
Eddie Brock – voto 4
“Questa è la canzone arrivata ultima a Sanremo”. La strafottenza con cui Eddie Brock sale sul palco merita un voto negativo. Poi la sua performance vocale… conferma l’insufficienza. Il pubblico (che per inciso non lo ha supportato costringendolo a cancellare il tour estivo) lo ha capito. Non è mica te è una hit, ma non ci si può cullare sul successo (social) di quel brano.
Bambole di Pezza – voto 7
Un’esibizione molto più solida rispetto a quella di un anno fa. La band, in gara a Sanremo 2026, ha un’esperienza pluriennale di palco e al Concertone porta tutta l’energia possibile, mescolata con quel tocco di eleganza rock che non guasta. Bene, molto bene.
Chiello – voto 6,5
Chiello fa il suo. Sul palco di Piazza San Giovanni si muove con disinvoltura rock. Proprio quella che lo ha reso celebre e che non lo ha premiato a Sanremo.
Maria Antonietta e Colombre – voto 7
In pochi minuti mettono in scena il loro mondo musicale, creando curiosità a chi ancora non ha potuto apprezzare i loro live. Un approccio disincantato, ma allo stesso tempo efficace, anche su un palco difficile come quello di Piazza San Giovanni.
Dolcenera – voto 7,5
A parte la partecipazione al San Marino Song Contest, in tv non la si vedeva da tempo. La performance sul palco del Concertone dimostra che Manuela non ha mai perso quello smalto che la contraddistingue. Anzi, la consapevolezza degli oltre 20 anni di carriera la porta a gestire il palco con disinvoltura ed emozione rock.
Mobrici – voto 7
Un’esibizione meno rock rispetto al solito, ma ugualmente solida ed efficace. “Prendetevi il futuro”. Queste le parole con cui il cantautore chiude la performance. Un monito che l’artista ex frontman dei Canova dovrebbe seguire, trovando la sua strada.
Delia – voto 8
Delia ha una classe unica e un talento che stiamo imparando a scoprire performance dopo performance. La scelta di rielaborare e rendere propria Bella Ciao contaminandola con la lingua siciliana merita un plauso speciale. Brava brava brava.
Qui le pagelle delle esibizioni della sera.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
