Non ci sembra vero; sono da poco passate le 23 e la prima semifinale dell’Eurovision Song Contest 2024 è già finita; ecco le nostre irriverenti pagelle.
Eurovision 2024, le irriverenti pagelle della prima semifinale
Windows95man – voto 10
L’Eurovision Song Contest per anni è stata una kermesse nella quale era tassativamente vietato prendersi sul serio. Dopo la (macabra) vittoria del 2017 di Salvador Sobral la situazione è un po’ cambiata e certe proposte divertenti sono state un po’ snobbate. Dopo il secondo posto dello scorso anno, la Finlandia aveva il difficile compito di non ripetersi, ma di cercare ugualmente un risultato importante. Obiettivo raggiunto! Al di là di quella che sarà la classifica finale, la proposta di Windows95man è divertente, irriverente, scanzonata. Un po’ Austin Power, un po’ Mr Bean. Divertente e mai volgare, proprio come lo spirito della canzone… No Rules!
Bambie Thug – voto 9
La miglior proposta irlandese da almeno due decenni. Libera, ma folle. Inquietante e delicata. Musicalmente difficilmente inquadrabile, ma una sorpresa che nella settimana eurovisiva potrebbe fungere da mina vagante, soprattutto visto che il risultato finale sembra scritto. Un piazzamento sul podio non mi sorprenderebbe per nulla.
Non ho dato il massimo dei voti perchè penso a mia suocera Manuela che dopo aver visto l’esibizione si sarà chiusa impaurita in camera con sul petto una foto del suo ex cane da guardia Portobello (ex in quanto defunto ed evocato dalla cantante irlandese).
Baby Lasagna – voto 8
Il rappresentante croato è il gran favorito dell’Eurovision 2024 e la solidità dell’esibizione sul palco di Malmö conferma che le previsioni dei bookmakers hanno un senso. La favola del ripescato alla selezione nazionale potrebbe ripetersi 11 anni dopo la danese Emmelie De Forest, ma questa volta il pezzo ha le caratteristiche per restare una pietra miliare in chiave eurovisiva. Il riferimento a una certa forma di eurodance contaminata dal rock è un must in un’edizione in cui musicalmente non abbiamo assistito a troppi guizzi. A Umago stanno già festeggiando e in Croazia pensano a dove organizzare la prossima edizione della kermesse.
Johnny Logan – voto 7
La classe non è acqua e Mister Eurovision lo dimostra anche sul palco di Malmö. Gli anni (tanti…) sono passati, ma la presenza scenica di Johnny Logan è ancora intatta. I capelli brizzolati e la voce ancora più roca aggiungono un tocco di signorilità a un artista incredibile, osannato dal popolo eurovisivo. Unica (grande) pecca: perchè ha cantato Euphoria? Bellissima la versione proposta, ma… perchè il cantautore non ha proposto uno dei suoi pezzi storici? Un vero mistero…
La conduzione – voto 6
La prima prova in Arena è stata una delusione. Petra Mede, vera e propria icona eurovisiva, si è ripresa nel jury show e nella prova di oggi pomeriggio, ma è ben lontana dalla performance soprattutto dell’edizione 2016, dove fu vera e propria mattatrice insieme a Måns Zelmerlöw. Simpatica? Certo, ma per ora la sua comicità sembra affievolita… L’effetto “… Anche la più bella rosa diventa appassita” è dietro l’angolo. Ci sono però ancora due serate per invertire la rotta…
Isaak – voto 5
L’artista tedesco è bravo, ma difficilmente si piazzerà in un buona posizione. La Germania non crede nell’Eurovision Song Contest (questo è ormai un dato di fatto) e di conseguenza gli artisti molto spesso appaiono svogliati. Non fu così lo scorso anno con i Lord of the Lost che nonostante l’ultimo posto si fecero conoscere da un pubblico molto diverso da quello abituale. Isaak canta bene, a Malmö sta provando a recuperare terreno con qualche operazione simpatia (tra cui la cartolina con il cagnolino strappato a un canile di Colonia), ma… è troppo poco convinto. Dispiace, ma è insufficiente!
Chanel – voto 4
L’opening con Eleni Foureira, Eric Saade e Chanel di per sé è una buona idea, ma l’artista spagnola, terza classificata a Torino, accanto a due icone eurovisive come la rappresentante cipriota e lo svedese sembra un pesce fuor d’acqua. Molto interessante l’outfit, ma la canzone è nettamente inferiore rispetto alle altre due. Ancora oggi in molti si chiedono come può essere arrivata sul podio sabaudo. La mia gatta Ukiyo afferma che Malgioglio aveva ragione, mentre suo zio gatto Patatino (pur castrato) fa riferimento alle sue qualità extramusicali.
Electric Fields – voto 3
Per l’Australia non è arrivato il momento di abbandonare la speranza di vincere l’Eurovision? Dopo il buon piazzamento del 2015 e la vittoria sfiorata del 2016 il paese ha portato in scena proposte obiettivamente discutibili e quest’anno… arriviamo addirittura a un aborigeno con un outfit che riprende il Tenerone di Drive In, la Signora Coriandoli e gli abiti eccessivi di Zia Assunta. Il pezzo non è male, ma la performance in sè è abbastanza ridicola. Lo strano strumento portato sul palco da un sedicente musicista aborigeno nulla aggiunge e nulla toglie a una proposta mediocre.
Olly Alexander – voto 2
Olly Alexander è un artista dalla voce e dalle potenzialità incredibili, ma lo staging è imbarazzante. Interessante la proposta scenica, ma molto, troppo volgare. Lungi da me essere bacchettona, ma l’atmosfera da orgia gay proprio non ci piace! Olly Alexander gioca a fare il Freddie Mercury, ma il risultato è molto più simile a una brutta imitazione del Lorenzo Licitra visto nel 2023 a Una Voce per San Marino. Non ci siamo proprio! La canottierina di pizzo, poi… è una via di mezzo tra quella indossata a Sanremo da Giovanni Truppi e le mutandine di Arisa ogni tanto sfoggiate sui social.
P.s. mio marito ha acquistato durante il nostro viaggio di nozze due meravigliosi calzoncini da thai boxe! Nonostante pesi 125 chili, stanno meglio a lui che agli scosciati ballerini.
I leoni da tastiera – voto 1
L’hashtag #eurovision come prevedibile è in trend topic non solo nel Vecchio Continente. L’effetto Eurovision è ormai noto a tutti, anche nel nostro paese, dove la kermesse è stata snobbata per tanti, troppi anni. I leoni da tastiera, però, hanno continuamente da ridire. C’è chi critica il commento della coppia Gabriele Corsi – Mara Maionchi, chi non apprezza l’outfit di un artista piuttosto che dell’altro, chi massacra gli zebedei per la questione delle bandiere non ammesse in Arena (senza conoscere il regolamento). Prima di parlare non sarebbe il caso di fare una full immersion eurovisiva? L’ESC è una manifestazione meravigliosa, ma (mi rendo sempre più conto) adatta a chi ha la sensibilità di capire certi meccanismi e certe sfumature.
Svezia – voto 0
La Svezia bocciata su tutta la linea! Al di là della proposta degli improbabili gemellini Marcus e Martinus (che non sono svedesi, ma norvegesi!), il paese sta sbagliando tutto. L’approccio non ha nulla di eurovisivo. Il clima non è per nulla festoso, l’accoglienza dei locali è glaciale e poi alcuni dettagli sono davvero pessimi. Tralasciando l’improbabile turquoise carpet, sono almeno mille gli aspetti che fanno capire che la Svezia (o forse solo la città di Malmö?) non aveva nessuna intenzione di organizzare la kermesse. La domanda è, quindi, perchè siamo qui? Non certo per assistere ai concerti all’Eurovillage, su un palco piccolo quanto quello della Sagra dell’alborella del Gurèe, dove ogni tanto quel buongustaio di mio marito mi porta a mangiare i gustosi pesciolini del Lago Maggiore.
La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
