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Eurovision 2026, a Vienna inaugurato il murale più grande d’Austria: “In Equality” trasforma l’ex APA Tower

Gemeinderat Thomas Mader, Andreas Holler, Geschäftsführer der BUWOG, stellvertretende Bezirksvorsteherin von Döbling, Mahboobeh Bayat, Stadträtin Ulli Sima, NEOS Selma Arapović, Jakob Kattner, Kurator und Vorstandsvorsitzender von Calle Libre, Abteilungsleiter MA 21A Bernhard Steger und Bezirksvorsteher Daniel Resch

A Vienna inaugurato “In Equality”, il murale più grande mai realizzato in Austria; l’opera di Okuda San Miguel fa parte del programma culturale dell’Eurovision Song Contest 2026 e segna la rinascita urbana dell’ex APA Tower.

Vienna si colora in vista dell’Eurovision Song Contest 2026. Nella capitale austriaca è stato infatti inaugurato “In Equality”, il murale più grande mai realizzato in Austria, una gigantesca opera firmata dallo street artist spagnolo Okuda San Miguel che trasforma l’ex APA Tower in un nuovo simbolo urbano della città.

L’opera, realizzata sulla facciata del vecchio grattacielo nel distretto di Döbling, occupa una superficie di circa 1.100 metri quadrati e rappresenta uno dei progetti culturali più ambiziosi collegati all’Eurovision Song Contest 2026. Un intervento che unisce arte contemporanea, rigenerazione urbana e messaggi sociali legati a diversità, inclusione e uguaglianza.

Gemeinderat Thomas Mader, Andreas Holler, Geschäftsführer der BUWOG, stellvertretende Bezirksvorsteherin von Döbling, Mahboobeh Bayat, Stadträtin Ulli Sima, NEOS Selma Arapović, Jakob Kattner, Kurator und Vorstandsvorsitzender von Calle Libre, Abteilungsleiter MA 21A Bernhard Steger und Bezirksvorsteher Daniel Resch

“In Equality”, il significato del murale di Okuda San Miguel

L’opera si intitola “In Equality” e porta la firma visiva inconfondibile di Okuda San Miguel: geometrie astratte, figure ibride e colori accesi che dialogano con l’architettura della torre alta 52 metri.

Secondo l’artista, il murale vuole riflettere sulle “disuguaglianze presenti nelle strutture sociali, nei rapporti umani e nelle realtà di genere”, trasformando l’edificio in “un manifesto visivo di diversità, tolleranza e apertura”.

“Invito il pubblico a osservare lo spazio urbano da una prospettiva nuova, vibrante ed entusiasmante”, ha spiegato Okuda durante la presentazione ufficiale del progetto.

Per completare il murale sono servite tre settimane di lavoro, circa 800 litri di vernice e oltre 830 bombolette spray. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la città di Vienna, la società immobiliare BUWOG e l’organizzazione viennese di street art Calle Libre.

L’ex APA Tower rinasce grazie all’Eurovision 2026

L’edificio scelto per ospitare il murale non è casuale. L’ex APA Tower, inaugurata negli anni Settanta e sede dell’agenzia di stampa austriaca fino al 2005, era rimasta vuota per oltre vent’anni.

Oggi quella struttura abbandonata diventa invece uno dei punti simbolici dell’Eurovision Song Contest 2026, inserita nel programma off-stage della manifestazione musicale che quest’anno trasformerà Vienna in un grande hub culturale internazionale.

“Con un tocco di colore e la musica dell’Eurovision abbiamo risvegliato la torre dopo 21 anni di silenzio”, ha dichiarato l’assessora allo sviluppo urbano Ulli Sima, sottolineando come il murale rappresenti “l’inizio di una nuova fase di sviluppo urbano per l’intera area”.

Un nuovo quartiere tra case, spazi verdi e cultura

Il progetto non riguarda soltanto l’arte urbana. L’area di Gunoldstraße, che si estende per circa 2,5 ettari, sarà infatti al centro di una vasta operazione di riqualificazione.

Sono previsti nuovi alloggi, spazi commerciali, aree verdi e zone dedicate alla socialità. Il futuro della torre, però, resta ancora incerto: secondo BUWOG potrebbe essere recuperata e riutilizzata, ma non viene esclusa nemmeno un’eventuale demolizione.

Nel frattempo, “In Equality” è già diventato uno dei luoghi più fotografati della città e una delle immagini simbolo dell’Eurovision 2026.

Eurovision 2026 e arte urbana: Vienna punta sulla cultura diffusa

Il murale si inserisce perfettamente nello spirito dell’Eurovision Song Contest 2026 e nel motto “United by Music”. Non soltanto concerti e gare musicali, dunque, ma anche installazioni artistiche, eventi pubblici e iniziative partecipative che coinvolgono cittadini e visitatori.

“Dove un tempo si producevano notizie, oggi una facciata nello spazio pubblico trasmette un messaggio”, ha spiegato Jakob Kattner di Calle Libre, sottolineando come il progetto voglia trasformare un edificio dimenticato in un simbolo di rinascita e inclusione.

E mentre Vienna si prepara ad accogliere delegazioni e fan da tutta Europa, “In Equality” si candida già a diventare uno dei landmark più iconici di questa edizione dell’Eurovision.

Photo Copyright: Città di Vienna/Christian Fürthner

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