Eurovision 2026 Vienna

Eurovision 2026, secondo giorno di prove a Vienna: Montenegro, Estonia, Israele, Belgio, Lituania, San Marino, Polonia e Serbia conquistano il palco della Wiener Stadthalle

Seconda giornata di prime prove per l’Eurovision Song Contest 2026 alla Wiener Stadthalle di Vienna e il livello dello spettacolo continua a salire. Dopo il debutto di Moldova, Svezia, Croazia e degli altri protagonisti del Day 1, oggi è stato il turno di otto nuove delegazioni della prima semifinale: Montenegro, Estonia, Israele, Belgio, Lituania, San Marino, Polonia e Serbia.

Tra mantelli di ghiaccio, diamanti giganti, ritorni attesissimi e una valanga di pyro, il Day 2 ha confermato una cosa: Vienna 2026 punta tutto sulla spettacolarità televisiva e sulle performance memorabili.

Qui quanto riportato su Reddit.

Montenegro apre con Tamara Živković: “Nova Zora” è puro teatro

Ad aprire la giornata è stata Tamara Živković per il Montenegro con Nova Zora, una delle performance più teatrali viste finora.

Vestita con un corsetto nero tempestato di pietre scure, colletto elisabettiano e rossetto nero, Tamara inizia letteralmente sdraiata sul palco, trascinata da quattro figure misteriose.

Lo show si sviluppa in tre atti, segnati da numeri romani sul ledwall: “Act I, Act II, Act III”.

Coreografie intricate, atmosfere dark, fulmini, lava e luci rosso sangue trasformano l’esibizione in un piccolo musical gotico che cattura immediatamente l’attenzione.

Estonia, il ritorno delle Vanilla Ninja: “Too Epic To Be True” diventa una bomba rock

Grande curiosità per il ritorno delle Vanilla Ninja, già all’Eurovision nel 2005 con la Svizzera e ora in gara per l’Estonia.

La loro Too Epic To Be True arriva a Vienna con un deciso revamp rock: più potente, più aggressiva e con un finale di puro fuoco.

“Hand claps are encouraged”, raccontano dal live blog, perché il middle-eight è costruito proprio per incendiare il pubblico.

Il gran finale? “A pure pyro finish”. E basta questo per capire tutto.

Israele: Noam Bettan e il diamante gigante di “Michelle”

Tra le performance più scenografiche del giorno spicca quella di Noam Bettan per Israele con Michelle.

La canzone inizia dentro un gigantesco diamante specchiato, una sorta di camera di cristallo che crea un forte effetto visivo per il pubblico da casa.

Noam indossa pelle nera e seta nera, perfettamente coordinato con l’estetica specchiata della scena.

Quando esce dalla struttura, viene raggiunto da cinque ballerini che lo accompagnano con una fitta hand choreography fino alla fine del brano.

Belgio: ESSYLA trasforma Vienna in una tempesta di neve

Con Dancing on the Ice, ESSYLA porta letteralmente l’inverno sul palco.

Mantello trasparente effetto ghiaccio, look total white, armatura di cristalli appuntiti e una snow machine attivata durante il terzo run-through.

“Una snowstorm ha colpito Vienna”, scrivono dal live thread.

La performance gioca continuamente sul contrasto tra fuoco e ghiaccio, ma è chiaramente la regina del gelo a vincere.

Lituania: Lion Ceccah è cinema puro

Con Sólo Quiero Más, Lion Ceccah regala una delle performance più cinematografiche dell’intera giornata.

Due outfit spettacolari, make-up argentato, sottotitoli in inglese e perfino un passaggio in bianco e nero trasformano l’esibizione in un vero film.

“Abbiamo assistito a un classico della golden era del cinema”, scrivono dal blog ufficiale.

Camp, dramma e ironia convivono perfettamente.

San Marino: SENHIT con Boy George, tutto è camp

Quando c’è SENHIT, lo spettacolo è garantito. Ma stavolta c’è anche Boy George.

Per Superstar, San Marino punta su mirrorball jumpsuit, due misteriosi props top secret, luci arcobaleno e tantissimo chrome.

“Questo staging è così camp che perfino gli spotlights brillano rainbow”.

Il finale vede SENHIT e Boy George mano nella mano sulla catwalk, tra pyro e tramonto arcobaleno.

Polonia: finalmente ALICJA

Uno dei momenti più emozionanti del Day 2 è stato il debutto di ALICJA, scelta per l’Eurovision 2020 poi cancellato.

“Una rehearsal six years in the making”.

Con Pray, la cantante polacca presenta uno staging completamente nuovo, centrato su un grande prop misterioso che la produzione non può ancora svelare.

Il risultato è elegante, gospel e visivamente fortissimo.

Serbia chiude col fuoco: LAVINA e “Kraj Mene”

A chiudere il Day 2 ci pensa la Serbia con LAVINA, che porta sul palco uno degli show più aggressivi e potenti.

Spade, armature oversize, mantelli di pelliccia, artigli ancora più lunghi e tantissimo pyro.

“È il primo pyro della stagione che abbiamo sentito sul viso”.

Tradotto: calore vero.

Il microfono è persino incastonato in una spada infilata nella roccia. E sinceramente, è esattamente quello che volevamo.

Eurovision 2026 entra nel vivo

Dopo due giorni di prove, Vienna 2026 mostra già chiaramente la sua direzione: performance visive fortissime, ritorni iconici e una produzione che punta al massimo impatto televisivo.

E siamo solo all’inizio.

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