Eurovision 2026 al centro delle polemiche: oltre 1000 artisti, tra cui Peter Gabriel e Roger Waters, chiedono il boicottaggio contro la partecipazione di Israele.
A poche settimane dall’Eurovision Song Contest 2026, in programma a Vienna, il contest musicale più seguito al mondo finisce al centro di una durissima polemica internazionale. Oltre mille artisti e operatori culturali hanno firmato una lettera aperta per chiedere il boicottaggio dell’evento, puntando il dito contro la partecipazione di Israele.
Tra i nomi più noti spiccano Peter Gabriel, Roger Waters, Brian Eno, Massive Attack e molti altri protagonisti della scena musicale globale.
«Nessun palcoscenico al genocidio»
La lettera, promossa dalla campagna No Music for Genocide, è netta:
«Rifiutiamo che l’Eurovision venga utilizzato per insabbiare e normalizzare il genocidio, l’assedio e la brutale occupazione militare di Israele contro i palestinesi».
Un’accusa forte che chiama in causa direttamente l’European Broadcasting Union (EBU), responsabile dell’organizzazione del contest.
Il nodo del “doppio standard”
Al centro della protesta c’è il confronto con la Russia, esclusa dall’Eurovision dopo l’invasione dell’Ucraina. Gli artisti parlano apertamente di disparità di trattamento:
«Nel 2022 l’EBU ha detto che la presenza della Russia avrebbe “screditato la competizione”. Eppure oltre 30 mesi di genocidio a Gaza non bastano per applicare la stessa politica a Israele».
Una posizione che riaccende il dibattito sulla neutralità della manifestazione.
Appello al boicottaggio
Il documento invita artisti, emittenti e pubblico a prendere posizione:
«Ci rifiutiamo di tacere. Ci rifiutiamo di essere complici. Invitiamo tutti a unirsi al boicottaggio».
Nel testo viene anche elogiata la scelta di alcune emittenti europee e artisti che avrebbero già deciso di non partecipare, definendola una decisione «basata su solidi principi».
Eurovision tra musica e politica
Non è la prima volta che l’Eurovision si trova coinvolto in tensioni geopolitiche, ma la mobilitazione di oltre mille artisti rappresenta un segnale senza precedenti.
Mentre cresce l’attesa per lo show di Vienna, resta aperta una domanda cruciale: è ancora possibile separare musica e politica su un palco globale come quello dell’Eurovision?
La musica è la sua grande passione, segue come inviata l’Eurovision Song Contest e il Festival di Sanremo. Negli anni ha collaborato con diverse emittenti radiofoniche. Ama i gatti, il Giappone e la cultura manga!
