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Gemitaiz attacca i rapper italiani: “Siete cani ammaestrati col Rolex e la macchina di lusso”

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Gemitaiz attacca i rapper italiani sui social: «Cani ammaestrati col Rolex». Lo sfogo riaccende il dibattito sulle proteste e sull’impegno degli artisti.

Gemitaiz si scaglia contro una parte del rap italiano e accende il dibattito sul ruolo degli artisti di fronte alle proteste che stanno attraversando il Paese. Il rapper romano ha affidato a una storia Instagram il proprio sfogo, criticando duramente quei colleghi che, a suo giudizio, non avrebbero espresso solidarietà né preso posizione rispetto alle manifestazioni delle ultime settimane.

Parole durissime, che chiamano in causa direttamente la credibilità di chi racconta la realtà attraverso la musica, ma che, nel messaggio pubblicato sui social, non sono accompagnate da nomi specifici.

Gemitaiz contro i colleghi: «I vostri dischi parlano del niente»

«Mai una parola, mai una presa di posizione. Non avete il rispetto di nessuno. Siete dei cani ammaestrati col Rolex e la macchina di lusso», ha scritto Gemitaiz, attaccando chi, secondo lui, preferisce rimanere in silenzio davanti alle tensioni sociali.

Il rapper ha poi rincarato la dose con un’ulteriore stoccata: «I vostri dischi, parlando del niente, siete niente».

Un intervento che riporta al centro una questione ricorrente nella scena hip hop: il rapporto tra musica, successo commerciale e responsabilità sociale. Per Gemitaiz, il silenzio di alcuni colleghi sarebbe in contrasto con l’immagine e i contenuti che una parte del rap propone da anni, soprattutto quando racconta disuguaglianze, marginalità e difficoltà quotidiane.

Rap italiano e proteste: il dibattito sulle responsabilità degli artisti

Nelle ultime settimane diversi protagonisti della scena hanno espresso posizioni differenti. Marracash, Artie 5ive e Sayf hanno manifestato sostegno alle proteste, mentre Kid Yugi ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà del Sud Italia.

Fedez ha invece sollevato dubbi sulla credibilità di alcuni interventi pubblici dei rapper, alimentando un confronto al quale ha risposto anche nayt.

La discussione è arrivata persino al Premio Tenco, dove Fabri Fibra si è detto sorpreso che i giovani non fossero scesi in piazza prima.

Con il suo sfogo, Gemitaiz riapre così una domanda centrale per il rap italiano: un artista deve limitarsi a raccontare la società attraverso le canzoni oppure ha anche la responsabilità di intervenire quando il contesto politico e sociale lo richiede? Un confronto che coinvolge identità, coerenza e libertà di espressione, e che continua ad animare la scena musicale italiana.

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