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Geolier ricorda Giogiò Cutolo al Concertone del Primo Maggio

Geolier

Il gesto di Geolier sul palco del Concertone del Primo Maggio 2026 a Roma ha emozionato il pubblico e toccato profondamente Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista Cutolo, conosciuto da tutti come Giogiò, il giovane musicista ucciso nell’agosto 2023 a Napoli.

Durante la sua esibizione, il rapper napoletano ha voluto ricordare alcune giovani vittime innocenti della violenza, citando anche il nome di Giogiò Cutolo insieme a Santo Romano e Francesco Pio Maimone. Un momento intenso che ha riportato alla memoria una promessa fatta proprio davanti alla bara del ragazzo.

“Sono veramente felice che da quella promessa sia iniziata una ‘rivoluzione gentile’. Un seme piantato nel dolore dell’agosto del 2023 che oggi vedo fiorire e mi scalda il cuore”, ha dichiarato Daniela Di Maggio all’Adnkronos.

La madre del giovane musicista ha raccontato il momento in cui tutto è cominciato: “Quando mio figlio è morto, davanti alla sua bara, feci un appello. Chiesi ai cantanti neomelodici e a Geolier di venire, per far vedere da che parte stavano, quella dei giusti”.

Poi il ricordo più forte, quello della promessa fatta da Geolier: “Lì, davanti alla bara, gli chiesi: ‘Emanuele, tu mi prometti che non scriverai più canzoni con le pistole?’. E lui, davanti al sangue di Giogiò, mi disse: ‘Te lo prometto’. Mi portò anche un mazzo di fiori bellissimo, e lì è iniziata questa forma catartica del cambiamento”.

Secondo Daniela Di Maggio, da quel momento qualcosa è cambiato davvero nell’artista: “Da Sanremo ho visto in lui una nuova gentilezza, è diventato un altro ragazzo. Io sento che in questo cambiamento c’è anche la mano di mio figlio”.

Infine, il ringraziamento per quanto accaduto sul palco del Primo Maggio: “Ieri, su quel palco enorme e importante, quando ha letto i nomi dei ragazzi vittime innocenti come Giogiò, Santo Romano e Francesco Pio Maimone, mi ha dimostrato di aver mantenuto quella promessa fatta quasi tre anni fa. È la dimostrazione che Giogiò è riuscito a fare qualcosa anche da lassù”.

Un gesto semplice ma potente, che trasforma la memoria in responsabilità e la musica in un messaggio di cambiamento.

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