Gianluca Grignani in un’intervista rilasciata a Rolling Stone, parla delle difficoltà della musica italiana, del Festival di Sanremo.
“Se un tempo mi riconoscevo poco nel sistema-musica, oggi per niente. Un tempo firmavi un contratto per tre, quattro dischi, dovevi andare in pari rispetto all’investimento che veniva fatto, ma avevi il tempo e la possibilità di fare qualcosa, di costruirti un’identità, di provare il talento che avevi, se ce l’avevi. Oggi vieni preso e usato ancor più di quanto sono stato usato io. Il risultato è che oggi i cantanti alla fine manco sanno chi sono.”
Spiega Gianluca Grignani che prosegue.
“Il talento di un artista non lo vedi da un singolo che 100 mila ragazzini sentono a ripetizione su TikTok, diventando un caso. Il risultato di questo sistema è che siamo pieni di casi, ma non di talenti. […] Non ho nulla contro questa generazione di ragazzi che fanno musica, anzi, vorrei che il sistema li aiutasse a esprimersi. Ma che stimolo può avere un ragazzo se sa che l’unica cosa che va al momento sono le canzoni fatte, rifatte e replicate secondo un certo modello? Le cose devono cambiare. Gettare fumo negli occhi non aiuta i ragazzi, aiuta solo le persone che stanno sopra di loro.”
Poi un pensiero su Sanremo, kermesse alla quale Gianluca Grignani ha partecipato nel 2023 con Quando ti manca il fiato.
“A Sanremo ho sentito molti ragazzi lamentarsi perché faticano a sopportare il meccanismo della discografia dal quale vengono fagocitati. Li comprendo, perché vengono presi giovanissimi, buttati in questo ingranaggio, tritati e ritritati. Era ovvio che prima e poi questo problema sarebbe venuto fuori. Però mi chiedo: e quando è successo a me? Sono stato zitto, ma è ora di parlare. Quando sono uscito io, sono stato bistrattato. Sai quali danni puoi fare a un ragazzo di 20 anni dicendogli che è un maledetto? È una cosa che mi sono portato dietro per anni. E non è una cosa normale. Ora basta, è arrivato il momento che qualcuno dica certe cose. È il momento che la musica si faccia un esame di coscienza.”
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
