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Gigi D’Alessio perde il primo grado nella causa sui diritti dei primi album

Gigi D'Alessio Nuje

Il Tribunale di Napoli respinge il ricorso di Gigi D’Alessio sui diritti dei suoi primi sei album realizzati con Zeus Record. L’artista annuncia ricorso in Appello.

Si chiude con una sconfitta in primo grado il contenzioso tra Gigi D’Alessio e la sua prima casa discografica, Zeus Record Srl. Il Tribunale di Napoli ha infatti respinto il ricorso presentato dal cantautore partenopeo, che chiedeva di riottenere i diritti editoriali relativi ai suoi primi sei album, pubblicati tra il 1992 e il 1998.

La sentenza conferma la validità dei contratti di edizione musicale sottoscritti all’inizio della carriera dell’artista, rigettando le richieste avanzate da D’Alessio. I suoi legali hanno già annunciato l’intenzione di presentare appello.

La causa sui diritti dei primi album

Il contenzioso riguarda i primi lavori discografici di Gigi D’Alessio, ovvero Lasciatemi cantare (1992), Scivolando verso l’alto (1993), Dove mi porta il cuore (1994), Passo dopo passo (1995), Fuori dalla mischia (1996) ed È stato un piacere (1998), pubblicati quando l’artista collaborava con Zeus Record.

Secondo quanto sostenuto dal cantante, la società editrice non avrebbe rispettato alcuni obblighi contrattuali, contestando in particolare la mancanza di rendicontazioni periodiche, l’assenza di compensi specifici per i diritti di sincronizzazione – cioè l’utilizzo delle canzoni in film e produzioni televisive – e una presunta insufficiente attività di promozione del catalogo musicale.

Per questi motivi D’Alessio aveva chiesto la risoluzione dei contratti per inadempimento e la restituzione dei diritti SIAE, oltre agli incassi maturati.

Il Tribunale dà ragione a Zeus Record

I giudici del Tribunale di Napoli hanno però respinto integralmente la domanda dell’artista, ritenendo validi ed efficaci gli accordi stipulati negli anni Novanta.

Nella sentenza viene evidenziato che il contratto di edizione musicale non può essere assimilato a un mandato e che, salvo specifici accordi tra le parti, non esiste un obbligo di rendiconto periodico da parte dell’editore.

Il collegio ha inoltre riconosciuto che Zeus Record ha continuato nel tempo a valorizzare il catalogo musicale di Gigi D’Alessio attraverso la distribuzione dei brani, la presenza sulle piattaforme digitali e la concessione di licenze per produzioni cinematografiche e televisive.

Oltre al rigetto della richiesta di riottenere i diritti, il Tribunale ha condannato il cantautore al pagamento di circa 10 mila euro di spese legali. È stata invece respinta anche la domanda della casa discografica che chiedeva la condanna dell’artista per lite temeraria.

Gigi D’Alessio annuncia il ricorso in Appello

La vicenda giudiziaria, tuttavia, è destinata a proseguire. L’avvocato Eugenio D’Andrea, che assiste Gigi D’Alessio, ha confermato che verrà presentato ricorso in Corte d’Appello.

Secondo il legale, si tratta di una controversia destinata a riaprire il dibattito sui contratti di edizione musicale, molti dei quali risalgono a decenni fa e, a suo avviso, necessiterebbero di un aggiornamento alla luce dei più recenti orientamenti europei in materia di diritto d’autore.

La sentenza di primo grado, dunque, non chiude definitivamente la vicenda, che potrebbe conoscere nuovi sviluppi nei prossimi mesi con il giudizio di secondo grado.

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