Gigi D’Alessio annuncia i concerti 2027 all’Arena di Verona, negli stadi e in Europa. Intanto riparte il Gigi Palasport e sogna San Siro.
Gigi D’Alessio non ha intenzione di fermarsi. Dopo una stagione straordinaria, tra concerti sold out, raddoppi, triplicazioni e il successo dei dieci appuntamenti alla Reggia di Caserta, il cantautore napoletano guarda già al 2027, con un calendario di grandi eventi che attraverserà l’Italia e l’Europa. E nel futuro c’è un sogno che potrebbe diventare il punto culminante di questo percorso: un grande concerto a San Siro nel 2028.
«Prima o poi a San Siro dobbiamo arrivarci», racconta D’Alessio, pensando a una possibile festa che possa chiudere un triennio di crescita e successi. «Mi piacerebbe chiudere lì il triennio con una grande festa. È il nostro sogno». Un progetto ancora da definire, perché il calendario del 2028 non è aperto, ma che rappresenta una prospettiva concreta nella visione dell’artista. «Vedremo se sarò in grado di fare una grande festa a San Siro. Un gran finale, che poi finale non è».
Nel frattempo, però, il presente è già ricco di appuntamenti. Il 14 novembre riparte Gigi Palasport, dal Palazzo dello Sport di Roma, già esaurito. Il 15 dicembre si aggiungerà un nuovo concerto nella Capitale, portando a quattro gli appuntamenti romani nell’arco di meno di un anno. Ma è soprattutto il 2027 a promettere un’altra stagione intensa.
Qui il calendario completo e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
Gigi D’Alessio nel 2027: Arena di Verona e stadi
Il 22 maggio Gigi sarà all’Arena di Verona con “Gigi & Friends in Arena”, una serata speciale con ospiti e amici legati al suo percorso artistico. A giugno tornerà invece negli stadi con “Gigi Stadi”, a partire dal doppio appuntamento del 5 e 6 giugno allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, dove nel 2025 aveva registrato due sold out.
Il calendario proseguirà il 12 giugno a Taranto, allo Stadio Erasmo Iacovone, che ospiterà per la prima volta un evento musicale, e il 19 giugno a Messina, allo Stadio Franco Scoglio.
Per l’Arena di Verona, D’Alessio immagina una vera festa condivisa con gli artisti che hanno incrociato il suo cammino. «Sono ospiti che hanno avuto a che fare con me discograficamente. Le nostre sono feste vere», spiega. E aggiunge: «Da me sono venuti tutti quanti e se ne sono andati felici per la qualità dell’accoglienza».
La lista degli invitati non è ancora definita, ma le idee non mancano. Tra i nomi che gli piacerebbe coinvolgere cita anche due grandi protagonisti della musica italiana: «Chi mi manca? Ligabue, Laura Pausini». Per ora non ci sono conferme sulla loro eventuale partecipazione, ma l’obiettivo è costruire una serata capace di celebrare la musica e le collaborazioni che hanno segnato la sua carriera.
Gigi D’Alessio in Europa: a novembre il tour internazionale
Il percorso del 2027 non si fermerà ai confini italiani. A novembre il cantautore porterà la sua musica in Europa, con date previste a Zurigo, Stoccarda, Francoforte, Barcellona, Londra, Parigi, Malta e Liegi. Un calendario in aggiornamento, destinato ad ampliarsi.
«Abbiamo un tour in Europa, le cui date sono sempre di più. Le stiamo aggiungendo», anticipa D’Alessio. Un segnale di quanto il suo repertorio, costruito in oltre trent’anni di carriera, continui a trovare pubblico anche fuori dall’Italia.
La scaletta dei concerti attraverserà i grandi successi che hanno accompagnato diverse generazioni, senza dimenticare le canzoni di “Nuje”, il suo ultimo progetto discografico. Ma per comprendere la crescita degli ultimi anni, il cantautore invita a guardare soprattutto ai concerti e al rapporto diretto con gli spettatori.
«Il nostro è un percorso molto bello. Questa è la mia personale e più grande conferma. Dal 2022 i numeri sono in crescita», racconta. E individua nella risposta del pubblico il dato più importante: «La gente esce dai concerti felice».
Gigi D’Alessio: «Il live è la prova del nove»
Il successo dal vivo diventa anche l’occasione per una riflessione sul mercato musicale contemporaneo e sui numeri delle piattaforme digitali. «Con le piattaforme abbiamo creato un mercato dopato. Quello che è rimasto vero è il live. È la prova del nove di tutto», afferma il cantautore.
Secondo D’Alessio, streaming e biglietti venduti raccontano spesso realtà differenti: «Ci sono artisti che fanno pochi streaming ma tanti paganti ai concerti e viceversa». Per questo considera fondamentale misurare il rapporto con chi sceglie di assistere a uno spettacolo, acquistando un biglietto e dedicando tempo ed energie alla musica.
«È importante sapere quante persone rendiamo felici», sottolinea. Un legame che, nel suo caso, si traduce anche nella presenza di intere famiglie ai concerti. «I miei spettatori vanno ai concerti in famiglia. Ci sono persone che investono e meritano rispetto. Riceviamo tanto amore dal pubblico e dobbiamo avere rispetto».
Tra i risultati più significativi cita anche i numeri raggiunti a Napoli: «In un anno ho fatto 300mila paganti a Napoli. È un primato». Un percorso nel quale riconosce il contributo del manager Ferdinando Salzano: «Devo tanto a Ferdinando Salzano».
Da “Buongiorno” a “Piccerè”: la curiosità e il rapporto con i giovani
Una parte importante della sua evoluzione artistica passa dalla curiosità verso i linguaggi musicali più recenti. D’Alessio ricorda di essersi avvicinato al rap e alla scena urban quando il fenomeno ha cominciato ad affermarsi, scegliendo di capire quel mondo anziché restarne distante.
«Io sono sempre stato un curioso. Quando è nato il fenomeno rap e urban ero interessato a capire il motivo», racconta. Da questa apertura è nato “Buongiorno”, il progetto realizzato con diversi artisti della scena urban. «Ho mantenuto il cuore e ho dato una svolta ai pezzi. Quel disco mi ha avvicinato a un pubblico più giovane. Ho imparato tanto anche da loro».
Una contaminazione che, secondo il cantautore, ha funzionato in entrambe le direzioni: «Il pubblico più giovane si è avvicinato a me». Oggi D’Alessio vede nei risultati dal vivo una conferma della vitalità del proprio repertorio e della capacità di continuare a dialogare con generazioni diverse.
Intanto, ha pubblicato a sorpresa “Piccerè”, una ballad intensa dedicata alla figlia Ginevra, di cui ha scritto testo e musica, con gli arrangiamenti del maestro Adriano Pennino. Il brano è nato da un sentimento personale, ma si è trasformato in qualcosa di più ampio.
«L’ho scritta per Ginevra, poi mi sono reso conto di aver scritto una canzone per tutti i figli, le madri e i padri», spiega. E la definisce con grande trasporto: «Per me questo pezzo è un capolavoro. Leggendola in italiano viene da piangere».
D’Alessio, padre di sei figli, racconta il legame con la famiglia come un percorso di crescita reciproca. «È stato un continuo crescere con loro. So di essere il loro punto di riferimento». Per questo considera la canzone un messaggio destinato a durare nel tempo: «“Piccerè” è il testamento più bello per mia figlia». E aggiunge: «Ci sono canzoni che appartengono a tutti. Questa dovrà essere così».
Il film “Solo se canti tu” e il valore dei sacrifici
Tra i progetti in arrivo c’è anche “Solo se canti tu”, il film ispirato alla vita del cantautore, atteso nelle sale nell’ottobre 2027. Interpretato da Matteo Paolillo e diretto da Luca Miniero, il progetto coinvolge Titanus, Rai Cinema e 01 Distribution.
D’Alessio precisa che non si tratta soltanto di un racconto biografico, ma di una storia che vuole trasmettere un messaggio soprattutto ai più giovani. «È più un film sociale, che spiega ai ragazzi che bisogna fare sacrifici», racconta. La narrazione si concentrerà su dodici anni della sua vita e si interromperà quando comincerà a cantare.
L’artista ha voluto che fosse inserita una precisazione importante: «Ho preteso che ci fosse scritto “ispirato alla vita”, perché qualche licenza è inevitabile. L’importante è restare nei binari della verità. Poi la verità si può romanzare».
Il tema del lavoro e della costanza attraversa anche il suo rapporto con la musica. «Sono più di 35 anni che gioco con il pianoforte», racconta, ricordando che la sicurezza sullo strumento nasce dalla pratica e dalla dedizione. «Le scorciatoie non servono».
Accanto ai concerti e al film, resta sul tavolo anche un progetto televisivo con Mediaset dedicato alla città, descritto come ambizioso e complesso. «Andrebbe fatto in modo perfetto. È un progetto internazionale di grande responsabilità», spiega, precisando che al momento la priorità è il lavoro dal vivo.
Tra il ritorno nei palasport, gli stadi italiani, il tour europeo e il sogno di San Siro, Gigi D’Alessio sembra avere davanti una nuova fase di espansione. Non una conclusione, ma un altro capitolo di una carriera che continua a rinnovarsi senza perdere il legame con le proprie radici: «Oggi ancora mi diverto. Non ho ansia da prestazione davanti a un pianoforte. Oggi non ho paura di niente».
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
