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Intervista a Beppe Carletti, il nuovo album dal vivo “Nomadi Live al Teatro dal Verme”

Intervista a Beppe Carletti che presenta Nomadi Live al Teatro dal Verme, disco live della storica band, che arriva dopo oltre dieci anni dal precedente.

Registrato al Teatro Dal Verme nel dicembre 2024, il progetto è un ritorno alle origini, alla dimensione live che rappresenta da sempre l’anima della band. È un album speciale: non solo raccoglie le emozioni di una carriera che dura da oltre sessant’anni, ma segna anche due prime volte importanti — quella di Yuri Cilloni alla voce e di Domenico “Mimmo” Inguaggiato alla batteria.

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Intervista a Beppe Carletti, il nuovo album dal vivo “Nomadi Live al Teatro dal Verme”

Beppe, questo nuovo live arriva a più di dieci anni dal precedente. Che emozione c’è nel pubblicare oggi un disco di questo tipo?
Ogni volta che presentiamo un live è una grande emozione, perché è la fotografia più autentica di ciò che siamo. In questi anni ci sono stati molti cambiamenti nella band, e non è stato semplice trovare un ragazzo come Yuri, che credesse davvero in queste canzoni. Ma vedere il pubblico commuoversi mentre le canta con noi è la soddisfazione più grande. Questo doppio live raccoglie quella verità: senza artifici, senza orpelli. Solo noi e la nostra musica.

Il live, infatti, restituisce sempre un’immagine sincera della band. In questo caso c’è anche un lavoro di riarrangiamento.
Sì, ci siamo divertiti a ridare nuove forme ad alcuni brani. Non ci accontentiamo mai di “suonare e basta”: cerchiamo sempre di offrire qualcosa in più. La gente lo percepisce, e ci gratifica molto. Per noi è bellissimo creare una dimensione unica, che esiste solo in quel momento sul palco.

È anche il primo live ufficiale con Yuri Cilloni alla voce. Che valore ha per voi e per lui questo traguardo?
Per Yuri è una grande soddisfazione, e lo ha detto lui stesso. Era un fan, veniva da una cover band dei Nomadi, e trovarsi oggi a cantare i brani scritti e interpretati da Augusto è una gioia immensa. Non è solo un ruolo: è un’eredità che porta con grande rispetto e passione.

Accanto a lui c’è anche una nuova energia, quella di Mimmo alla batteria.
Esatto. Mimmo è con noi da due anni, ed è un bravissimo ragazzo oltre che un ottimo batterista. Ogni nuovo musicista porta un contributo, una voglia nuova. Chi se ne va lascia qualcosa, chi arriva aggiunge altro. È questo che ha permesso ai Nomadi di andare avanti in tutti questi decenni, pur cambiando elementi.

Come spiegate il fatto che i Nomadi continuino ad attrarre anche i giovani, nonostante la lunga storia del gruppo?
Credo che il segreto stia nei nostri testi, che non sono mai banali. Raccontano la realtà del momento, senza mode e senza artifici. Non abbiamo mai seguito le tendenze: siamo sempre stati noi stessi. Questo ci ha reso autentici agli occhi di chi ci ascolta, giovani compresi. La nostra musica non è “migliore” di quella proposta da altri, ma è sincera. E forse è proprio questo che la rende ancora attuale.

Foto Nomadi, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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