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Intervista a Davide Locatelli: “Sono diverso da tutti e non imito nessuno”

Intervista al musicista Davide Locatelli, che ha da poco pubblicato “Symphony 40“, una sua rivisitazione della celebre opera di Mozart.

Nel brano il “pianista rock” unisce le sue anime e parte da uno dei pilastri della musica classica fondendola con musica elettronica, rock, metal, trap e dubstep, creando un risultato unico e sorprendente!

Intervista a Davide Locatelli

Cosa rappresenta il nuovo singolo nel tuo percorso artistico?

Ho recentemente rilasciato questo nuovo pezzo, Symphony 40, che è celeberrimo, perché scritto non da uno a caso, ma un tal Wolfgang Amadeus Mozart. Ho voluto reinterpretarlo nella mia chiave moderna, proaeguendo il progetto che mi accompagna da tanti anni ormai, ovvero quello di svecchiare il pianoforte e lo stereotipo del pianista classico del conservatorio in giacca e cravatta.

Come mai hai scelto di rivisitare proprio questo pezzo?

Questo percorso di avvicinamento delle nuove generazioni deve partire con i pezzi che bene o male tutti conoscono e che tutti canticchiano. Nella musica classica non è proprio così semplice avere un repertorio così vasto e popolare. Questo era uno dei pezzi che non avevo ancora rifatto. L’arrangiamento è stato lungo perché è un prodotto dello scorso anno, al quale ho lavorato con il mio secondo papà, il maestro Roberto Rossi. Quindi per me è un pezzo speciale, come tutti quelli che abbiamo scritto assieme.

Si tratta di un pezzo che prende vita grazie a un videoclip che è stato girato a Los Angeles e tra l’altro termina in una maniera un po’ particolare…

È stato girato a Hollywood e il video termina con un pianoforte che per l’ennesima volta viene distrutto.

E’ una provocazione, non è la prima volta che appunto decidi di idistruggere il pianoforte. Cosa rappresenta la distruzione del pianoforte?

Rappresenta il confine che c’è tra musica classica e musica moderna, nient’altro di più. Io ho voluto lanciare un segnale. Già nel 2018 lo feci, quando bruciai un pianoforte in Sardegna per il video pezzo dei Pirati dei Caraibi, che è stato anche il mio primo singolo che rilasciai con una importante major. Da lì è nato il mio percorso come artista. Vorrei eliminare il limite tra musica classica e musica moderna.

Tu non rinneghi mai la tua formazione classica. Quanto è stato importante il conservatorio?

E’ stato importantissimo perché il conservatorio ti crea le base per quello che puoi essere nel futuro. E’ la migliore scuola per ogni musicista, ma è solo l’inizio, la base. Devi essere poi tu a crearti la tua personalità e la tua identità artistica.

Tu hai creato una tua identità artistica mescolando diversi generi. Quando hai capito che avevi bisogno proprio di destrutturare alcuni brani?

E’ avvenuto quando avevo 18 anni, 19 anni, quando ho conseguito il diploma di pianoforte classico. Da lì ho iniziato a poco poco ad abbandonare la musica classica per dedicarmi alla musica moderna. Il primo pezzo che ho reinterpretato su Facebook è stato Zombie Dei Cranberries, e da lì ha iniziato a avere i primi risconti positivi. La mia famiglia di musicisti inizialmente non era d’accordo, ma io ho voluto seguire le mie idee, creando qualcosa che ancora non era stato ancora proposto. Sono andato contro tutto e tutti e sono contento così.

Non è stato facile farti accettare dal mondo classico, ma ora, dopo il successo internazionale, come sono i rapporti con i puristi della musica classica?

Ho sempre avuto un rapporto molto scontroso con i puristi, ma anche quando frequentavo il conservatorio. Nel tempo ho capito che il musicista è una bravissima persona, ma è molto geloso, specialmente dei successi altrui.

Qual è l’aspetto della tua musica che ti rende più orgoglioso?

Sono diverso da tutti e non imito nessuno. Mi piace sperimentare, provare generi nuovi e io sono contento così perché non voglio essere catalogato in niente. Sono un musicista crossover a cui piace sperimentare e creare cose nuove. Sono anche felice di quanto fatto per il Guinness World Record. In India… ho organizzato tutto da solo, con le mie forze.

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