Il grande giorno è arrivato, Gabry Ponte è pronto per conquistare il Forum di Assago in una serata sold out, in programma il 27 gennaio.
È il dj e produttore italiano dei record, le sue hit hanno conquistato intere generazioni con oltre 3 miliardi di stream globali, oltre 15 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, 2 dischi di diamante, 40 dischi di platino e 22 oro: Gabry Ponte festeggia i suoi 25 anni di carriera e si regala quattro eventi che si preannunciano memorabili, durante i quali l’artista ripercorrerà la sua incredibile carriera attraverso le sue hit più famose, con scenografie, effetti speciali e visual che nessun DJ italiano ha mai proposto prima d’ora.
Intervista a Gabry Ponte, live al Forum di Assago
Com’è nata l’idea di proporre un grande concerto al Forum di Assago?
Abbiamo semplicemente pensato a un evento per festeggiare 25 anni di carriera. Il Forum di Assago è una location ambiziosa, soprattutto un DJ italiano prima d’ora non aveva mai provato a proporre un grande show. Eravamo un po’ spaventati, invece poi è andato sold out nel giro di poche settimane, quindi abbiamo deciso di aggiungere Torino, sold out anche quella, adesso abbiamo 6 aprile all’Unipol Arena a Bologna e il 15 giugno a Roma, Rock in Roma. I festeggiamenti sono diventati un piccolo tour.
25 anni di musica, ma nel tuo show non c’è spazio per la nostalgia, ma solo per il divertimento!
Certo, poi mi piace vedere come cambia il pubblico a seconda del tipo delle location. Nei club ci sono quasi esclusivamente ragazzi giovani, ma nei palazzetti, nei festival, nelle piazze, ci sono dai ragazzi giovani a persone della mia età, che ovviamente sono nate musicalmente, ascoltando “Blue” e oggi portano i figli a vedere lo show. Quindi c’è proprio una bella atmosfera transgenerazionale.
Sono passati 25 anni da ‘Blue’, brano pubblicato in un momento di transizione anche per la dance italiana.
Prima di ‘Blue’ sono stati sporadici i casi di artisti italiani capaci di fare breccia nel mercato internazionale. Noi eravamo dei ragazzi di 20 anni, quindi non ci aspettavamo un tale successo, diciamo che non avevamo neanche messo in previsione la possibilità che questo potesse succedere. Soprattutto allora era molto diverso rispetto a oggi. Ora il produttore è riconosciuto anche a livello internazionale, ma all’epoca quella figura non esisteva. Noi facevamo musica in uno scantinato senza avere grosse aspettative, ci piaceva l’idea di pubblicare la nostra musica ed era già qualcosa di pazzesco. Poi è successo tutto così improvvisamente con “Blue” e passo dopo passo questa cosa è diventata sempre più grande e ha aperto un sacco di orizzonti.
Tra l’altro è un brano che ancora oggi è attualissimo e lo possiamo ancora ascoltare nei club di tutto il mondo, ma sempre provare nostalgia. E’ un brano che evoca ancora la volontà di divertirsi e di scatenarsi, non è così scontato.
Negli anni ‘Blue’ ha vissuto anche grazie a diverse rivisitazioni. L’ultimo esempio, quello di David Guetta e Bebe Rexha, è pazzesco. Loro sono riusciti a farlo di nuovo tornare ai primi posti nelle classifiche in tutto il mondo!
“Blue” ebbe un successo clamoroso grazie anche a un videoclip iconico. Era il periodo di MTV…
Il video di “Blue” nasce quando il disco era già un successo in buona parte d’Europa. Nonostante fosse un video semplice, creato da un team di ragazzi giovani, allora era qualcosa di assolutamente all’avanguardia. Oggi se lo guardi ti fa tenerezza; gli effetti speciali sono tutt’altra cose.
Nel 2003 ci fu anche la partecipazione a Sanremo.
Sanremo è Sanremo; noi avevamo appena fatto un tour pazzesco negli Stati Uniti dove avevamo suonato in location pazzesche. Ora viviamo in un’epoca in cui puoi condividere quello che fai e subito tutti lo sanno, noi all’epoca questo strumento non ce l’avevamo e quindi in realtà abbiamo fatto cose che nessuno conosceva. La maggior parte delle persone non sapevano neanche che noi fossimo italiani quando abbiamo partecipato al Festival di Sanremo.
Poi presentarsi sul palco dell’Ariston con una base prettamente elettronica che veniva suonata dal vivo con l’ausilio dell’orchestra era una cosa che non si era mai vista. Eravamo preoccupati di come sarebbe stata recepita, di quale sarebbe stato il risultato. Però è andata bene.
Qual è il segreto della tua longevità artistica?
La curiosità. Essere curiosi secondo me è la chiave perché ti permette di imparare un sacco di cose nuove e di ricevere un sacco di input nuovi. Poi bisogna essere molto determinati perché la gente vede i successi, ma ci sono altrettanti insuccessi ed è fisiologico. Bisogna essere determinati quando le cose vanno male. Non mollare. Questo è il segreto per rimanere.
Videointervista a Gabry Ponte
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
