LELÉKA

Intervista a Lekéka, in gara all’Eurovision 2026 per l’Ucraina. Sul palco di Vienna porterà il brano Ridnym.

LELÉKA è il progetto musicale fondato nel 2016 da Victoria Leleka durante il suo periodo di vita a Berlino, un percorso artistico che unisce radici ucraine, sperimentazione contemporanea e una forte identità personale.

Cantante e autrice, Victoria si è diplomata presso l’Università teatrale Karpenko-Karyi di Kyiv, iniziando inizialmente la propria carriera come attrice al Teatro Molodyi della capitale ucraina. Successivamente ha approfondito il suo percorso musicale conseguendo un master in composizione jazz a Dresda e studiando composizione per il cinema presso la Babelsberg Film University.
Negli ultimi dieci anni, LELÉKA ha pubblicato cinque album e numerosi brani, oltre a comporre colonne sonore, tra cui quella della celebre serie And There Will Be People.

La sua musica fonde tradizione ucraina, sonorità contemporanee e una visione artistica profondamente autoriale. Il nome “Leléka” significa “cicogna”, un uccello migratore che trova sempre la strada di casa: un simbolo che per Victoria non rappresenta soltanto un’immagine poetica, ma una vera esperienza di vita.

Intervista a Leléka, in gara all’Eurovision 2026 per l’Ucraina

Ciao Leléka, prima di tutto parliamo della tua bellissima canzone. Qual è il suo significato e cosa rappresenta per te?

È una storia molto personale di trasformazione interiore. Parla di quel momento in cui ti senti completamente perso, senza speranza, ma scegli comunque di vivere e di creare, nonostante tutto e nonostante i tempi difficili. Quando riesci a farlo, capisci di poter costruire un nuovo destino per te stesso e per le persone che ami.

Hai anche partecipato alla colonna sonora di Mare Fuori. Com’è stata quell’esperienza?

Oh mio Dio, ero felicissima e onorata. Stefano Lentini, il compositore della colonna sonora, mi ha contattata dopo aver ascoltato un mio concerto trasmesso da una radio italiana. Ero davvero sorpresa! È stata una collaborazione bellissima e molto ispiratrice. Mi sono emozionata tantissimo quando ho sentito il testo ucraino che avevo scritto cantato da un coro di bambini italiani. È stato davvero toccante e spero che anche il pubblico abbia apprezzato questa collaborazione.

C’è qualcos’altro che conosci della musica italiana?

La musica italiana è meravigliosa. In questo momento faccio fatica a trovare le parole giuste, ma la trovo davvero molto bella.

Senti molta pressione sapendo che l’Ucraina ottiene sempre ottimi risultati al concorso?

Più che pressione, sento il desiderio di continuare questa forte tradizione, arrivare in finale e dare il massimo.

Qual è la tua opinione sull’intelligenza artificiale nella musica?

Ho sentimenti contrastanti. Potrebbe essere una cosa positiva, ma solo se i diritti di artisti, cantanti e musicisti venissero davvero protetti. Oggi l’intelligenza artificiale utilizza ciò che abbiamo creato senza il nostro permesso, e questo non va bene. Però, se questo problema venisse risolto, potrebbe diventare uno strumento creativo, quasi come un nuovo sintetizzatore. Per esempio, io potrei scrivere melodia e armonie e usare l’IA solo per aggiungere atmosfere o cori. Voglio che siano gli esseri umani a usare l’intelligenza artificiale, non il contrario.

L’ultima domanda riguarda il motto United By Music. Cosa significa per te e quanto è importante socializzare con gli altri artisti?

Amo molto questo motto. Però, in questa edizione anniversario dell’Eurovision, vorrei che dimostrassimo non solo di essere uniti dalla musica, ma anche dai valori umani. Sarebbe bellissimo.

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