Malika Ayane

Intervista a Malika Ayane che, cinque anni dopo l’ultima volta, torna in gara al Festival di Sanremo 2026 con “animali notturni”, un brano che segna una nuova tappa del suo percorso artistico.

Un ritorno ponderato, maturo, che arriva nel momento giusto e che anticipa l’uscita del suo settimo album, previsto per l’autunno.

In questa intervista, Malika racconta il significato di Sanremo oggi, il lavoro collettivo dietro la canzone, l’incontro tra mondi musicali apparentemente lontani e la scelta emotiva della cover. Tra riflessioni sulla crescita, sulla melodia e sulla sorpresa come motore dell’esistenza, emerge il ritratto di un’artista consapevole, curiosa e profondamente libera.

MALIKA AYANE

Intervista a Malika Ayane, in gara a Sanremo 2026 con “animali notturni”

Malika, torni a Sanremo dopo cinque anni. Cosa rappresenta oggi questo ritorno?
Banalmente è un ritorno a Sanremo, che di per sé è già una cosa importante. Non pubblico un album da cinque anni, mancavo dal Festival da cinque anni e, a parte qualche incursione per fare cose diverse, sentivo che questo fosse il momento giusto. È una tappa propedeutica al mio settimo album, che uscirà in autunno. È semplicemente il tempo giusto per tornare a fare le cose.

“Animali notturni” sembra una canzone destinata a prendere vita sul palco dell’Ariston.
Assolutamente sì. Non vedo l’ora di smettere di parlarne in linea teorica e di consegnarla a tutti, sperando che abbia la vita più bella possibile. È una canzone che ha bisogno di essere vissuta, non solo raccontata.

Hai parlato spesso della squadra che ha lavorato al brano. Quanto è stato importante il lavoro collettivo?
Fondamentale. La squadra è straordinaria: Edwyn Roberts, con cui anni fa abbiamo scritto un brano importante del mio repertorio, senza fare sul serio, Merk & Kremont, Luca Faraone e Stefano Marletta. Ognuno rappresenta qualcosa di molto bello della musica contemporanea italiana. Sono tutti stilisticamente diversi, ma proprio per questo c’è un grande senso di collettività. Io credo ancora che l’unione faccia la forza, e qui la forza c’è tutta.

Il tuo mondo artistico incontra quello di Merk & Kremont e di Luca Faraone, apparentemente molto lontani dal tuo. Come avete lavorato insieme?
Luca è un chitarrista fenomenale, un bassista incredibile, ha studiato tantissimo jazz. Merk & Kremont arrivano da un mondo più elettronico, più legato al clubbing, con strumentazioni apparentemente lontane dalla mia dimensione, che è molto analogica. Io vengo da un mondo classico, sono una violoncellista. Ma nella mia vita tutte queste forme di musica coesistono pacificamente, anzi si arricchiscono. La musica unisce, non divide mai.

Guardando al tuo percorso sanremese, dal 2009 a oggi, chi è artisticamente Malika Ayane nel 2026?
Malika è la somma di tutte queste Malike. Una cosa bella dell’invecchiare è che scegli cosa portarti dietro e cosa lasciare da parte. Non rinneghi nulla, semplicemente fai una sintesi. È come fare uno scatto: prendi tutto quello che sei stata e lo mescoli in percentuali diverse. Io lo trovo meraviglioso.

Dal punto di vista musicale, cosa rende “animali notturni” un brano speciale?
La melodia non è affatto banale, anche se può sembrare facile. Si parla molto dell’arrangiamento e della leggerezza, ma si dice troppo poco di quanto la melodia sia sofisticata. Tutto il lavoro armonico è pensato per esaltare il ritornello. Arrivi lì preparato, e quel momento ti alleggerisce.

Anche dal punto di vista vocale non è stato un brano semplice…
Per niente. Da cantare è stato molto complesso. Ma se Edwyn è considerato uno dei melodisti più forti in Italia, un motivo c’è.

Passiamo alla serata cover: come hai scelto “Mi sei scoppiato dentro il cuore”?
Ero in tour con Brokeback Mountain e, nel periodo prima di Natale, ascoltavo tantissima musica per capire quale fosse la strada giusta. “Animali notturni” non arriva subito nella sua parte emotiva, quindi sentivamo il bisogno di una compensazione.

E lì è arrivata la scelta definitiva?
Sì. Passavo le serate in albergo, dopo lo spettacolo, dopo lunghissimi struccaggi, ad ascoltare canzoni. “Mi sei scoppiato dentro il cuore” mi fa piangere sempre. Se “Animali notturni” parla di una scelta consapevole, questo brano parla di sorpresa. E credo che quella sorpresa, nei rapporti e nella vita, vada difesa anche nelle scelte a lungo termine.

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