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Intervista ad Alice Porta: “Michele Merlo ci ha insegnato a credere nei sogni”

Michele Merlo Romantico Ribelle

Con il cuore tra le righe” è il libro che la giovanissima autrice Alice Porta ha dedicato a Michele Merlo, il cantautore tragicamente scomparso il 6 giugno 2021 a causa di una leucemia fulminante. (Qui il link per l’acquisto).

Parte del ricavato ottenuto dalla vendita di “Con Il Cuore Tra Le Righe” sarà devoluto ai progetti dell’Associazione Romantico Ribelle, nata in ricordo di Michele e presieduta dalla famiglia Merlo.

Intervista ad Alice Porta Michele Merlo 

Cosa rappresenta per te questo libro dedicato a Michele Merlo? 

Questo libro rappresenta il raggiungimento di una grande idea e di un sogno. Avevo necessità far arrivare a Michele il mio grazie più grande per quello che è stato per me e per la persona che era. 

Leggendo il libro si avverte la tua volontà di celebrare la persona, non solamente l’artista.

Ho conosciuto Michele per la prima volta rispondendo su Instagram a una sua storia, perché io inizialmente lo seguivo principalmente come fan. Lui mi ha risposto e da lì è partito tutto. Abbiamo cominciato un po’ a sentirci, poi a pian piano a conoscerci e poi a vederci qualche mese dopo perché all’inizio eravamo nel pieno periodo Covid.

Cosa ti colpiva inizialmente della figura di Michele Merlo? 

Sicuramente mi aveva colpito tanto il fatto che lui esponesse anche i problemi personali che affrontava. Parlava senza problemi di ansia, depressione e descriveva con lucidità anche l’ambiente nel quale era inserito. Michele aveva attorno un sacco di persone che gli dimostravano affetto, ma i pensieri negativi erano comunque parte di lui. 

Musicalmente parlando, cosa faceva soffrire Michele Merlo?

Le canzoni di Michele parlano di crisi amorose, della fine di alcune storie, ma quello che più mi attraeva della sua musica era la capacità di descrivere il rapporto con sé stessi e con gli altri. A lui piaceva indagare sui rapporti.

Il libro è anche un invito a credere in se stessi e nei propri sogni. 

Esatto, proprio perché non crediamo mai abbastanza nei sogni. Michele per me, soprattutto in questo, è stato fondamentale. Avevo scritto un romanzo e lui mi ha spinto a crederci. Pensavo che pubblicarlo sarebbe stato un obiettivo irraggiungibile. Lui è stato il primo a dimostrarmi vicinanza e a spronarmi. Michele mi ha insegnato tanto.

Qual è stato il passaggio del libro più difficile da scrivere? 

Ho avuto un po’ di difficoltà nella parte iniziale, perché ho iniziato a lavorare al progetto subito dopo la scomparsa di Michele. Ci sono stati dei momenti in cui mi sono fermata, perché mi sentivo ancora troppo coinvolta per poter scrivere delle pagine che riuscissero a esprimere quello che volevo. Il mio obiettivo era presentare Michele per quello che era. 

A Sanremo hai presentato il libro in un evento speciale. Come hai trovato l’atmosfera del Festival? Michele non ha mai potuto viverla.

Sanremo è stato davvero pazzesco. Non trovo altre parole per descriverla. È stato un onore per me essere lì e poter presentare per la prima volta il romanzo durante la settimana del Festival. La presentazione è stata bella ed emozionante. 

Sanremo era un sogno di Michele. Pensa che quest’anno il Festival è iniziato proprio lo stesso giorno in cui io ho scritto il primo messaggio a Michele. So che può sembrare solo una coincidenza, ma chissà…

Quest’anno poi Michele è stato ricordato da Maninni, addirittura sul palco dell’Ariston, ma anche da Stash, che conobbe durante il periodo ad Amici e scrisse un brano per lui. Lo abbiamo incontrato durante la settimana del Festival e gli abbiamo regalato il libro. E’ stato un bel momento.

Qual è l’eredità di Michele Merlo? 

Lui mi ha insegnato e ci insegna a credere sempre nei sogni e nelle cose che ci appassionano. Ma anche che dalle difficoltà o dalle fragilità spesso si può riemergere o che comunque possono essere un punto di partenza.

Spesso sono proprio le fragilità a far nascere in noi la forza di riprovarci, di continuare.

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