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Laura Pausini a Supernova: “Durante il Covid non volevo più cantare. Mi sentivo vecchia”

Laura Pausini Mantova4549

Laura Pausini si racconta a Supernova: la crisi durante il Covid, Eros Ramazzotti, Raf, l’astrologia, la scaramanzia e il rapporto con la musica.

Una Laura Pausini particolarmente intima e senza filtri si è raccontata a Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan. La cantante ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della propria carriera e della propria vita privata, soffermandosi soprattutto sulla profonda crisi attraversata durante la pandemia, sul rapporto con la musica e sugli incontri che hanno contribuito a costruire il suo percorso internazionale.

Il momento più delicato è arrivato durante il Covid. «Avevo deciso che non volevo più cantare», ha confessato Pausini, raccontando un periodo in cui si sentiva completamente svuotata. «Ero in down», ha spiegato, mentre intorno a lei molti amici affrontavano lutti e difficoltà economiche e lei, paradossalmente, viveva un momento di grande successo internazionale, tra nomination agli Oscar e ai Golden Globe.

«Stavo sui social e leggevo cose cattivissime, piangevo continuamente», ha raccontato. A pesare era soprattutto la sensazione di aver perso la spinta che l’aveva accompagnata per tutta la vita: «Mi sentivo vecchia, come se non ci fosse più niente da sognare».

Laura Pausini e la musica degli altri

Proprio da quella crisi è nata una nuova consapevolezza. Pausini ha spiegato di aver trovato una strada per ripartire attraverso le canzoni di altri artisti, citando in particolare Vasco Rossi e Zucchero.

«Da allora ho capito che dovevo trovare una forza nelle canzoni degli altri», ha raccontato, ricordando anche un desiderio molto più semplice che aveva da ragazza: «In fondo, io da piccola volevo fare il pianobar, non diventare famosa».

La cantante ha inoltre ammesso quanto le pressioni dell’industria discografica avessero condizionato il suo rapporto con il lavoro: «Dovevo essere totalmente libera, le pressioni delle case discografiche mi avevano mandato fuori di testa».

Una riflessione che restituisce un’immagine diversa dalla superstar abituata ai grandi palchi internazionali e racconta invece il bisogno di recuperare il piacere originario di cantare.

Eros Ramazzotti: “Gli devo tantissimo”

Tra le figure fondamentali nella carriera di Laura Pausini c’è anche Eros Ramazzotti. Il cantante, che Pausini ammirava già da ragazza, avrebbe avuto un ruolo importante nel favorire il suo ingresso nel mercato internazionale.

«Se non c’era Eros non mi aprivano le porte», ha spiegato. «Ero per tutti la hermana de Ramazzotti o la sua versione femminile, gli devo tantissimo».

Un rapporto nato anche dall’ammirazione: «Era nei miei poster da ragazza». Pausini ha ricordato quindi quanto Ramazzotti fosse già un riferimento per lei e quanto il suo percorso in lingua spagnola abbia contribuito ad aprire nuove strade anche per altri artisti italiani.

Raf, un idolo diventato amico

Tra i suoi grandi riferimenti musicali c’è anche Raf, al quale Pausini ha recentemente reso omaggio reinterpretando “Siamo soli nell’immenso vuoto che c’è”.

«È il mio idolo», ha raccontato, ricordando il primo concerto al quale assistette quando aveva 16 anni. La madre la accompagnò a Faenza nonostante non amasse guidare di sera e Laura riuscì anche a conservare una maglietta indossata da Raf durante Superclassifica Show.

Il rapporto tra i due è poi diventato personale e professionale. Pausini ha ricordato di aver frequentato lo stesso studio di registrazione in cui Raf lavorava a “Battito animale”, esperienza dalla quale nacque anche una collaborazione. «Siamo amici da 13 anni e ci frequentiamo», ha raccontato. E scherzando sul proprio legame artistico con il collega ha aggiunto: «Un giorno farò l’album “Canto Raf”».

Astrologia e scaramanzia: il numero 9 e i Gemelli

Durante l’intervista non è mancato spazio per un’altra grande passione della cantante: l’astrologia. Pausini ha raccontato di aver seguito negli ultimi anni diversi astrologi e di essersi fatta leggere la carta astrale.

«Negli ultimi dieci-quindici anni ho seguito astrologi che mi hanno fatto la carta astrale», ha spiegato, precisando però di non voler essere condizionata dalle previsioni.

Molto più forte, invece, è la sua scaramanzia legata al numero 9. «Non esco mai con un nuovo disco o singolo o programmo date di una tournée che contengano il numero 9», ha raccontato. Il motivo risale a un lutto vissuto durante l’infanzia: «Mio nonno è morto il 9 gennaio, lui è stata la prima persona della mia vita che ho perso».

E poi c’è una particolare diffidenza nei confronti dei Gemelli, raccontata con ironia: «Quelli del segno dei Gemelli che mandavano il curriculum non li ho visti».

Il padre di Laura Pausini e quella possibilità con i Pooh

Tra i ricordi più curiosi emersi durante Supernova c’è anche quello legato al padre Fabrizio Pausini e a una possibilità sfiorata con i Pooh.

Quando Laura era ancora molto giovane, il padre avrebbe avuto l’occasione di entrare nel gruppo, ma scelse di non farlo perché la moglie era incinta e non se la sentì di lasciarla sola.

«Quando mia mamma mi aspettava non poteva alzarsi dal letto e lui non si è sentito di lasciarla da sola», ha raccontato Pausini. Una scelta che, nella sua prospettiva, ha avuto conseguenze decisive: «Quello che è successo a me è perché l’ha voluto lui in prima persona».

La cantante ha poi ricordato anche un incontro avvenuto quando aveva 15 anni con un rappresentante della Warner, che inizialmente le disse: «Non ci siamo». Un episodio che Pausini ha ricordato nel tempo come parte della lunga strada che l’ha portata a diventare una delle artiste italiane più conosciute nel mondo.

Dalla crisi della pandemia alle grandi amicizie musicali, passando per superstizioni, ricordi familiari e fragilità personali, il racconto di Laura Pausini a Supernova restituisce così il ritratto di un’artista che, dietro il successo internazionale, continua a confrontarsi con dubbi, paure e desideri molto umani.

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