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Leo Gassmann e il caso Sapienza: concerto annullato tra polemiche, accuse di censura e scontro politico

Leo Gassmann

Il caso Leo Gassmann scuote l’Università La Sapienza di Roma e accende un nuovo dibattito sul rapporto tra musica, politica e libertà d’espressione. Il cantante romano, vincitore di Sanremo Giovani 2020, avrebbe dovuto esibirsi il 13 maggio all’interno dell’ateneo romano su invito di Azione Universitaria, organizzazione studentesca vicina a Fratelli d’Italia. L’evento, però, è stato annullato dopo forti polemiche social e accuse reciproche tra studenti, politica e università.

Sui social, dopo l’annuncio del live, sono comparsi numerosi commenti critici contro l’artista. Alcuni utenti hanno contestato la sua partecipazione a un evento organizzato da un’associazione di destra, trasformando rapidamente la vicenda in un caso politico.

Leo Gassmann aveva inizialmente cercato di smorzare le tensioni spiegando via Instagram: “Non ci sarà nessuno stand politico, né di destra né di sinistra. Il concerto è aperto a tutti”. Il cantante aveva poi aggiunto: “Per favore non mettetemi al centro delle vostre guerre politiche perché non mi appartengono”.

Poche ore dopo, però, è arrivata la decisione di annullare tutto. “Volevo solo fare una schitarrata come ho fatto nelle altre università in giro per l’Italia”, ha scritto l’artista, ammettendo il proprio dispiacere per essere finito al centro dello scontro ideologico.

Dura la reazione di Fratelli d’Italia. La senatrice Domenica Spinelli ha parlato di “violenza ideologica senza senso”, definendo Gassmann “un giovane artista bersaglio degli insulti”. Secondo la parlamentare, “l’arte dovrebbe essere sempre uno strumento di unione e libertà”.

Anche Azione Universitaria ha espresso solidarietà al cantante, criticando il clima creatosi attorno all’evento e sostenendo che iniziative culturali di questo tipo dovrebbero essere considerate “linfa vitale” per la comunità studentesca.

Diversa la posizione della Sapienza, che ha respinto le accuse di censura. In una nota ufficiale, l’università ha precisato che non era stata presentata alcuna richiesta formale per l’utilizzo degli spazi secondo i regolamenti previsti. L’ateneo ha inoltre spiegato che, in vista della visita di Papa Leone XIV prevista il 14 maggio, erano già in corso importanti attività organizzative e logistiche che hanno comportato la rimodulazione anche di altri eventi.

La vicenda, però, apre anche una riflessione più ampia sul rapporto tra pubblico e artisti sovraesposti mediaticamente. Quando un cantante partecipa continuamente a festival, programmi e grandi eventi, il rischio è che una parte del pubblico sviluppi saturazione più che interesse. E spesso, nel clima polarizzato di oggi, basta un invito o una presenza per trasformare un concerto in un caso politico.

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