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Lucio Corsi presenta il nuovo singolo “Napoleone Buonanotte” e il tour nei palasport

Lucio Corsi

Lucio Corsi presenta “Napoleone Buonanotte” e il tour nei palasport 2026 a Firenze, Roma e Milano. Il cantautore racconta il brano, il nuovo studio e la ricerca sonora.

Lucio Corsi torna con “Napoleone Buonanotte”, il nuovo singolo in uscita venerdì 30 ottobre 2026 per Sugar Music, e si prepara a vivere un nuovo capitolo della sua carriera con il debutto nei palasport. Dopo aver presentato il brano a sorpresa durante Prove aperte, il cantautore toscano si prepara a portare la sua musica a Firenze, Roma e Milano con una formazione allargata e uno spettacolo pensato per una dimensione live tutta da scoprire.

Scritto e prodotto insieme a Tommaso Ottomano, “Napoleone Buonanotte” è una canzone narrativa che racconta un viaggio emotivo: dalla solitudine domestica all’entusiasmo dell’innamoramento, fino alla disillusione e al ritorno alle proprie radici. «Alla fine la vedo come una canzone d’amore per la solitudine», spiega Corsi, che individua proprio nel piacere di tornare a stare da soli uno dei significati centrali del brano.

Il protagonista, inizialmente insofferente alla quotidianità e incline a rimandare ogni impegno, incontra una ragazza che gli apre le porte di un mondo nuovo. L’innamoramento lo trasforma, lo rende euforico e persino un po’ ingenuo, ma la storia non segue il percorso di una favola tradizionale. Quando tutto finisce, il personaggio torna in campagna, ritrovando il silenzio e la propria dimensione.

«Si tende anche a vedere sempre negativamente la solitudine, come il silenzio, come il non farsi vedere. Invece sono cose bellissime, sono cose preziose», racconta il cantautore. Anche la figura di Napoleone si inserisce in questo immaginario: grandi imprese, sconfitte, fughe ed esili diventano il riferimento simbolico per una vicenda sentimentale apparentemente semplice.

Un nuovo studio e la ricerca del suono

“Napoleone Buonanotte” è il primo brano registrato nel nuovo studio che Lucio Corsi ha aperto a maggio insieme a Tommaso Ottomano. Un luogo che permette ai due musicisti di lavorare senza limiti di tempo, sperimentando con strumenti vintage e sonorità ricercate.

«Le cose migliori vengono quando sei in ciabatte, quando sei proprio a casa», spiega Corsi, felice di avere finalmente uno spazio personale in cui dare forma alle proprie idee. Nel lavoro in studio è stato coinvolto anche il tecnico del suono Marco Fasolo, esperto di registrazioni su nastro e di strumenti d’epoca.

La passione per questi strumenti accompagna da sempre il percorso del cantautore, attratto non soltanto dal loro suono, ma anche dalle forme, dai colori e dalla storia che portano con sé. Per Corsi, infatti, la scelta dello strumento influenza anche la scrittura e gli arrangiamenti. Guardando al futuro, l’artista vorrebbe sperimentare nuove sonorità e provare a comporre partendo dai ritmi, anziché dalla chitarra o dal pianoforte. «Mi interessa, spero che accada, vediamo, ci provo», racconta, precisando però che il prossimo album arriverà soltanto quando sarà soddisfatto delle canzoni: «Mi serve tempo per scriverlo come devo e non voglio affrettare cose».

Lucio Corsi: le date del tour nei palasport 2026

Il nuovo singolo anticipa “Lucio Corsi – Palasport 2026”, la tournée prodotta da Magellano Concerti che segna il debutto del cantautore nei grandi spazi indoor italiani.

Queste le date annunciate:

Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Sul palco Corsi sarà accompagnato dalla sua band, da una sezione di fiati, percussioni e cori, per una formazione di base composta da 14 musicisti, con possibili ulteriori presenze. La scaletta attraverserà il suo repertorio, dai primi progetti fino a “Volevo essere un duro”, il brano presentato al Festival di Sanremo 2025.

Il cantautore guarda ai nuovi concerti anche come a una sfida artistica, con la curiosità di imparare a costruire uno spettacolo adatto alle dimensioni dei palazzetti, dalla scenografia ai movimenti sul palco. «Ogni palco ha la sua dignità», sottolinea, rivendicando l’importanza dei concerti nei piccoli locali, dove ha suonato per anni, tanto quanto degli appuntamenti nelle grandi arene.

Il cantautore ha spiegato di voler imparare a progettare uno show pensato appositamente per i palazzetti, studiando scenografia, momenti del concerto e movimenti sul palco. Anche la formazione musicale avrà un ruolo importante: la struttura prevista comprende circa 14 musicisti, con una band completa, fiati, percussioni e cori, che in alcune occasioni potranno arrivare a 16 elementi. Tra le presenze citate figura anche Francis Delacroix.

A legare il tour al suo percorso personale c’è anche un ricordo speciale: nel 2008, proprio al Nelson Mandela Forum di Firenze, Corsi assistette a un concerto di Neil Young che gli cambiò la vita. «Fui folgorato dal suono della chitarra nera di Neil Young. Ero un ragazzino e da quella notte in poi non ho desiderato altro che dei capelli lunghi e una chitarra elettrica», ricorda. Diciotto anni dopo, salirà su quel palco con entrambi.

Dopo il secondo posto a Sanremo 2025, la vittoria del Premio della Critica “Mia Martini” e il quinto posto all’Eurovision Song Contest, Lucio Corsi torna così alla dimensione che sente più vicina: la musica dal vivo, tra immaginazione, ricerca sonora e nuove storie da raccontare.

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