Mahmood, in un’intervista a Paper Magazine, ripercorre la carriera svelando anche alcuni particolari inediti.
“Quando ho firmato il mio primo contratto, l’etichetta non aveva molta fiducia nelle mie capacità di scrittura. Volevano che cantassi canzoni di altri autori, cosa che non mi piaceva. Quando sei sul palco a cantare qualcosa che non ti rappresenta, è una tortura. Quindi ho deciso di dire la verità nelle mie canzoni proprio perché volevo sentirmi libero, essere sincero con me stesso ed essere al 100% sul palco”.
Queste le parole di Mahmood, che poi parla del nuovo album Nei letti degli altri, che definisce come il più intimo della carriera.
“Non mi piace parlare della mia vita privata. Ma quando scrivo canzoni, se non metto qualcosa sulla mia vita privata, perdo l’opportunità di creare questa intimità tra me e le persone che mi ascoltano. Il modo in cui entro in contatto con nuove persone è diverso. Ho capito che molti aspetti del mio comportamento erano negativi e ho deciso di lavorarci su, di non chiudere gli occhi e provare semplicemente a tornare a casa”.
Il cantautore, poi, parla della sua situazione sentimentale.
“Adesso siamo amici, ma ho scritto questa canzone che era sincera al 100%. C’è una parte in cui dico: “Più che far parte di una cosa a tre, mi piacerebbe avere dei fiori”. Capisco che a volte l’altra persona possa sentirsi attaccata perché certe cose devono rimanere private. Ma se censurassi quella storia, perderei l’opportunità di entrare in contatto con le persone.”
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
