Malika Ayane inaugura “A Teatro 2026” al Teatro dell’Aquila di Fermo con 26 brani, una band di quattro musicisti e uno spettacolo convincente.
Ventisei canzoni e pochissime parole. Malika Ayane ha scelto di cominciare così il suo nuovo tour, “A Teatro 2026”, partito domenica 1° novembre dal Teatro dell’Aquila di Fermo. Un concerto che ha messo in evidenza non soltanto le qualità vocali della cantautrice milanese, ma anche la sua capacità di stare sul palco, muoversi e interpretare un repertorio che ormai copre quasi vent’anni di carriera.
La scelta di limitare al minimo gli interventi parlati è stata annunciata dalla stessa artista all’inizio dello spettacolo. Poi, per il resto della serata, sono state le canzoni a occupare praticamente tutto lo spazio. Nessuna presentazione prima dei brani, nessun aneddoto a interrompere la scaletta. Una formula che, sulla carta, poteva apparire persino troppo rigorosa, ma che dal vivo si è rivelata efficace.
Il concerto ha mantenuto un ritmo piacevole, con passaggi da un pezzo all’altro che hanno reso l’ascolto continuo, senza quella sensazione di frammentazione che a volte accompagna gli spettacoli costruiti su musica e lunghe parentesi parlate.

Malika Ayane, una presenza scenica che non passa inosservata
Chi conosce Malika Ayane sa bene quanto sia particolare il suo timbro vocale. Ma vederla dal vivo permette di apprezzare qualcosa che difficilmente emerge con la stessa evidenza ascoltando un disco: il suo modo di stare in scena.
Ayane si muove con una sensualità naturale, accompagnando le canzoni con una gestualità sicura e mai eccessiva. Non rimane ferma davanti al microfono, ma utilizza lo spazio e il corpo seguendo l’andamento della musica. A volte bastano pochi movimenti, altre volte l’interpretazione diventa più fisica. In entrambi i casi, quello che colpisce è la disinvoltura con cui riesce a farlo.
Non è un aspetto secondario, soprattutto in uno spettacolo nel quale il rapporto con il pubblico passa quasi interamente attraverso la musica. La cantante dimostra di avere una personalità scenica ben definita e di saperla utilizzare senza bisogno di aggiungere altro. La voce rimane naturalmente al centro, ma è il modo in cui viene accompagnata dall’interpretazione a rendere il concerto qualcosa di più di una semplice esecuzione dal vivo.
Con lei sul palco Jacopo Bertacco alla chitarra, Filippo Cornaglia alla batteria, Pietro Spinelli alle tastiere e al pianoforte e Raffaele Trapasso al basso. Una formazione di quattro musicisti alle prese con canzoni piuttosto diverse tra loro, nate in momenti differenti della carriera di Ayane e caratterizzate da influenze che spaziano dal pop al jazz, fino alle sonorità elettroniche e cantautorali.
Il lavoro della band assume un’importanza particolare proprio per l’impostazione scelta per il concerto. Senza interventi parlati a separare i brani, sono gli strumenti e gli arrangiamenti ad accompagnare il passaggio tra le diverse atmosfere. La musica cambia carattere, ma lo spettacolo conserva una sua continuità, evitando brusche interruzioni.
La formazione lascia naturalmente grande spazio alla voce della cantante, senza rinunciare a dare corpo alle composizioni. Una soluzione adatta a un repertorio che, pur mantenendo una riconoscibilità precisa, presenta differenze evidenti tra i brani degli esordi e quelli più recenti.

Ventisei brani, dai primi successi alle canzoni più recenti
La scaletta della data di Fermo è stata generosa: 26 canzoni per attraversare le diverse fasi del percorso discografico di Malika Ayane. Non soltanto i singoli più conosciuti, ma anche brani che hanno trovato meno spazio nella sua popolarità presso il grande pubblico.
Il concerto si è aperto con “Finalmente”, seguita da “Primavera in città” e “Blu”. Nel corso della serata sono arrivati titoli come “Feeling Better”, “Ricomincio da qui”, “E se poi”, “Animali notturni”, “Dimentica domani” e “Sogni tra i capelli”, in una successione che ha alternato canzoni appartenenti a periodi diversi.
Verso la conclusione hanno trovato spazio alcuni dei pezzi più noti del suo repertorio, tra cui “Tre cose”, “Senza fare sul serio” e “Adesso e qui (nostalgico presente)”, prima della chiusura con “Come foglie”, il brano che nel 2008 contribuì a far conoscere Malika Ayane al pubblico italiano.
La scelta di distribuire i successi lungo tutto il concerto, senza concentrare l’attenzione esclusivamente sui brani più popolari, ha permesso di seguire il percorso musicale della cantante nella sua varietà. Anche le composizioni meno immediate hanno trovato una collocazione all’interno di una scaletta pensata per essere ascoltata nel suo insieme.
Un debutto che lascia una buona impressione
Al Teatro dell’Aquila di Fermo, Malika Ayane ha presentato uno spettacolo che non ha cercato di sorprendere a tutti i costi. La formula è piuttosto semplice: una cantante, quattro musicisti, un repertorio ampio e la decisione di lasciare pochissimo spazio alle parole. Eppure, proprio questa impostazione ha rappresentato uno degli aspetti più convincenti della serata.
La dimensione teatrale ha certamente aiutato. In un ambiente raccolto è più facile seguire i dettagli di un’interpretazione, osservare la gestualità e concentrarsi sulle sfumature della voce. Ma il merito principale resta nella capacità di Ayane di sostenere lo spettacolo senza dover ricorrere continuamente al dialogo con la platea.
Il concerto ha avuto una sua fluidità, sostenuta dalla band e da una cantante che appare perfettamente a proprio agio sul palco. La sua presenza scenica, a tratti decisamente sensuale, ha aggiunto carattere a una performance nella quale la componente musicale è rimasta sempre prioritaria.
Un concerto piacevole, ben costruito e capace di valorizzare un repertorio che continua a offrire materiale interessante anche al di fuori dei singoli più celebri. Senza particolari effetti e senza bisogno di troppe spiegazioni, Malika Ayane ha dimostrato che, quando si possiedono una voce riconoscibile e una solida personalità scenica, possono bastare le canzoni.
Malika Ayane, la scaletta del concerto di Fermo del 1° novembre 2026
- Finalmente
- Primavera in città
- Blu
- Cose che ho capito di me (titolo da verificare)
- Feeling Better
- Animali notturni
- All’improvviso ci verrà da ridere
- Dimentica domani
- Ricomincio da qui
- Come la prima volta
- Satisfy My Soul
- Probabile
- E se poi
- Sogni tra i capelli
- Diversamente
- Mezzanotte
- Detto tra noi
- Una possibilità
- Tempesta
- Tre cose
- Senza fare sul serio
- È andata così
- Imprendibile
- Grovigli
- Adesso e qui (nostalgico presente)
- Come foglie
Malika Ayane, “A Teatro 2026”: le prossime date
Dopo il debutto a Fermo, il tour prosegue il 3 novembre all’Auditorium Conciliazione di Roma e il 4 novembre al Teatro Verdi di Firenze, per poi attraversare diverse città italiane fino alla fine del mese. Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
Articolo di Andrea Alessandrini Gentili

La redazione di iMusicFun è composta da professionisti della musica e della comunicazione, uniti da una vera passione per le 7 note… in tutte le sue forme. Seguiamo con cura e competenza artisti, eventi e tendenze, offrendo contenuti sempre aggiornati e approfonditi. La nostra missione è raccontare la musica con autenticità, entusiasmo e attenzione ai dettagli che fanno la differenza.
📢 Segui iMusicFun su Google News:
Clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”
🔔 Non perderti le ultime notizie dal mondo della musica italiana e internazionale con le notifiche in tempo reale dai nostri canali Telegram e WhatsApp.
