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Maria Rita Parsi, è morta la psicoterapeuta la “voce” dei diritti dei bambini

Maria Rita Parsi

È morta Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta di fama internazionale, da sempre in prima linea per la tutela dell’infanzia. Collaborò con i Pooh e criticò Sanremo e Pippo Baudo.

Si è spenta il 2 febbraio 2026, all’età di 78 anni, Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta di fama internazionale, figura centrale nella tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Una vita intera dedicata ad “ascoltare” i bambini, a dare voce a chi spesso non viene sentito, con lo stesso rigore con cui si difende una melodia fragile ma necessaria.

Nata a Roma il 5 agosto 1947, Parsi ha intrecciato attività clinica, ricerca scientifica, formazione e divulgazione, diventando un punto di riferimento in Italia e all’estero. Fondatrice della Scuola italiana di psicoanimazione (SIPA), ha promosso un approccio umanistico allo sviluppo del potenziale umano, trasformando la teoria in strumenti concreti di crescita e protezione. Nel 1992 ha dato vita al Movimento per, con e dei bambini, divenuto poi Fondazione Movimento Bambino Onlus.

Volto noto anche al grande pubblico, è stata spesso ospite di programmi televisivi. Rimane celebre il duro confronto con Pippo Baudo nel 2003, quando denunciò l’esposizione precoce dei minori nello spettacolo, affermando che la società dell’intrattenimento rischia di “consumare” i bambini invece di accompagnarli nella crescita. La critica fu legata alla scelta di far partecipare al Festival di Sanremo la piccola Alina, 12 anni, con il brano Un piccolo amore, che conquistò il secondo posto. Qui le parole della giovane cantante.

Il suo legame con la musica e il teatro si è espresso anche nella collaborazione al musical “Pinocchio”, per il quale contribuì alla stesura della storia. A ricordarla è stato Red Canzian, che sui social ha sottolineato la sua sensibilità e la riflessione sulle “bugie buone”, capaci di proteggere senza ferire.

Maria Rita Parsi lascia un’eredità fatta di pensiero critico, gentilezza combattiva e attenzione profonda all’infanzia: una voce che continuerà a risuonare, come una nota necessaria, nel dibattito culturale e sociale.

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