Mario Biondi

Mario Biondi celebra 20 anni di carriera con “Prova d’autore”, il primo album in italiano: 20 brani tra soul-jazz, emozioni, amore e sperimentazione. Qui il link per l’acquisto di una copia fisica.

Tracklist “Prova d’autore”:

  • 1.         Ciao dottore
  • 2.         Lo so
  • 3.         Questa sera
  • 4.         Tira sassi
  • 5.         Ai ai ai ai ai!
  • 6.         Aiutaci
  • 7.         Invisibile
  • 8.         Mentre vivo
  • 9.         Dimentichiamoci
  • 10.     Un cuore che non dà
  • 11.     Cinica
  • 12.     Il figlio
  • 13.     Si chiama resto
  • 14.     Ancorarsi ancora
  • 15.     Simili
  • 16.     Amami
  • 17.     Cielo stellato
  • 18.     Un’altra volta
  • 19.     Mi fai sentire
  • 20.     Forte

Mario Biondi sceglie un momento simbolico per aprire un nuovo capitolo della sua carriera: i 20 anni dall’esplosione di “This Is What You Are”. E lo fa con “Prova d’autore”, il suo primo album interamente in italiano, in uscita il 10 aprile. Un progetto che non è solo un disco, ma una vera dichiarazione d’identità artistica.

«È un progetto nel quale ho investito tanto amore e tanta passione», racconta Biondi. E basta ascoltare le venti tracce che compongono il disco per capire quanto questa affermazione sia concreta. “Prova d’autore” rappresenta infatti un punto di arrivo, ma anche una ripartenza: «Mi piace essere un po’ autoreferenziale… nel disco ho fatto quasi tutto io. È una prova, ma anche un modo per sottolineare il mio ruolo».

Un album senza regole: “Mi sono affidato all’istinto”

Dopo una carriera costruita tra soul, jazz e lingua inglese, Biondi decide di mettersi in gioco in modo radicale. «Non sono capace di mettere in atto tattiche e schemi di gioco… mi piace ragionare di pancia», spiega. Ed è proprio questa libertà a rendere il progetto così autentico.

Nel disco non esistono strutture rigide: «Ci sono brani di lunghezze diverse perché mi sono affidato all’istinto». Un approccio raro, soprattutto in un mercato musicale spesso dominato da logiche precise. «Non mi attengo a regole… mi sono divertito, ma mi sono speso in sentimenti».

Ogni traccia nasce con un percorso unico: «Ogni brano ha avuto una storia diversa nella costruzione». E questa varietà si riflette anche nelle sonorità, che spaziano dal soul-jazz più classico a influenze pop, elettroniche e cantautorali italiane.

Il ritorno all’italiano: un progetto atteso da anni

“Prova d’autore” segna anche un passaggio linguistico importante. «Il progetto in italiano è in essere da tempo», rivela Biondi. Una scelta maturata lentamente, senza fretta: «Ci ho messo tempo a pubblicare, per dedicarmi ai dettagli senza pressione».

Tra i brani spicca “Simili”, scritto addirittura 25 anni fa: «Mi ha sempre affascinato… ma ho aspettato il momento giusto». Un esempio perfetto del metodo di lavoro dell’artista, che preferisce lasciare sedimentare le idee piuttosto che inseguire l’urgenza del mercato.

Il cuore del progetto è “Cielo stellato”, il singolo attualmente in radio. «Rappresenta l’incipit di questo progetto, il punto esatto in cui tutto ha cominciato a prendere forma».

Un brano intimo, quasi ermetico, che nasce in un momento delicato: «Era una fase di inquietudine interiore… mi trovavo in una sorta di sospensione, ma già proteso verso una possibile via d’uscita».

Pubblicarlo oggi ha un significato preciso: «Testimonia la mia ritrovata serenità».

Un viaggio tra temi profondi e leggerezza

Le venti tracce di “Prova d’autore” compongono un mosaico emotivo complesso. Si passa da temi sociali e spirituali a momenti più leggeri, sempre con uno sguardo personale.

Ciao dottore” è un tributo intenso: «Un omaggio a chi si prende cura degli altri… un ringraziamento a tutti i medici».
Tira sassi” affronta invece il giudizio altrui: «Se qualcuno ci lancia dei sassi, dobbiamo usarli per costruire».

In “Aiutaci” emerge una dimensione spirituale, con il riferimento a Yemanjá: una preghiera che diventa riflessione sul mondo contemporaneo.

I temi della fragilità e delle relazioni” attraversano molte tracce:

  • Invisibile” racconta «una relazione sbilanciata, dove ci si sente inesistenti»
  • Il figlio” è «un grido, una richiesta d’aiuto»
  • Mentre vivo” affronta «la perdita e l’assenza»

Ma accanto a queste profondità, Biondi non rinuncia alla leggerezza:
Ai ai ai ai ai!” è «un inno alla libertà», ironico e multiculturale, mentre “Ancorarsi ancora” gioca con «tecnologia e modernità».

L’amore resta uno dei pilastri del disco. «La parte affettiva e amorosa rientra nelle canzoni del progetto», sottolinea Biondi.

Brani come “Amami” richiamano il grande cantautorato italiano, con influenze che evocano Lucio Dalla e Ivano Fossati.

Questa sera”, inizialmente pensata per Renato Zero, diventa poi parte integrante del suo percorso: «Col tempo è diventata anche mia».

Si chiama resto” e “Cinica” offrono due visioni opposte delle relazioni: da un lato il desiderio di stabilità, dall’altro il rifiuto dei legami.

Dalla sperimentazione alla libertà artistica

Uno degli aspetti più interessanti di “Prova d’autore” è la volontà di uscire dalla comfort zone. «Nel mio percorso ci sono ancora tante cose che non sono uscite… ma in questo progetto ho potuto sperimentare».

Biondi si concede libertà totale: «Non mi sono fermato… ho voluto esplorare».

Anche la struttura dei brani riflette questa apertura, con soluzioni non convenzionali e una chiusura parlata in “Forte”: un finale che rompe le aspettative.

Il percorso recente di Biondi passa anche dal Festival di Sanremo, dove ha presentato “Cielo stellato”. «Pensavo fosse il trampolino giusto… ma è stata comunque un’esperienza positiva».

Il legame con il pubblico resta centrale: «In fondo è sempre il pubblico che decide», sembra essere il filo conduttore della sua carriera.

Il tour nei teatri: “È il posto dove mi sento a casa”

Dopo l’uscita dell’album, Biondi porterà “Prova d’autore” in tour nei teatri italiani. Un ritorno alle origini emotive: «La parte live è quella che preferisco… sul palco mi sento a mio agio».

Qui il calendario e Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Il rapporto con i teatri è profondo: «Hanno da sempre un posto speciale nel mio cuore… da bambino lavoravo al Teatro Bellini di Catania».

Il tour sarà un viaggio tra passato e presente: «Ci saranno gli evergreen, ma anche alcuni brani nuovi… per iniziare una condivisione dal vivo in italiano».

Ad accompagnarlo, grandi musicisti tra cui il pianista Antonio Faraò, simbolo di eccellenza nel panorama jazz internazionale.

Un punto di svolta nella carriera

Con oltre 50 Paesi toccati e numerosi dischi certificati, Mario Biondi arriva a questo traguardo con una consapevolezza nuova. «Con l’età mi arrabbio sempre meno», confessa, mostrando una maturità che si riflette nelle canzoni.

“Prova d’autore” è quindi molto più di un semplice album: è una sintesi artistica e personale, un viaggio tra passato e presente, tra radici e sperimentazione.

«Mi sono divertito, ma mi sono speso in sentimenti», conclude.

Ed è proprio questa la chiave del disco: un lavoro autentico, libero, profondamente umano.

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