Le parole dei Marlene Kuntz in conferenza stampa, in occasione dell’anniversario di “Catartica”, l’album cult che ha segnato la storia dell’indie-rock italiano e che proprio nel 2024 compie trent’anni di vita. Da venerdì 8 marzo sarà disponibile la ristampa del disco in formato CD, doppio LP e BOX DELUXE in edizione limitata e numerata (qui il link del prereorder).
«Siamo estremamente carichi, vogliosi e motivati – racconta il frontman Cristiano Godano – il fatto che quasi tutte le date siano sold out è per noi motivo di eccitazione, certi che si tratterà di una serie di concerti potenti. Quando uscì questo disco, la vivemmo come la realizzazione di un sogno, dopo anni di cantina e di gavetta. Per noi era un traguardo raggiunto, poi abbiamo cercato di darci dentro affinché questo sogno durasse il più a lungo possibile. Dopo trent’anni siamo qui a poterlo raccontare e questo ci rende particolarmente orgogliosi».
Esattamente il 13 maggio del 1994 usciva il disco d’esordio dei Marlene Kuntz, destinato a diventare una pietra miliare del genere, come ricordano gli stessi protagonisti: «”Catartica” ha rappresentato l’inizio del nostro percorso, anche se c’erano delle imprecisioni, ha sicuramente rappresentato l’inizio del viaggio. Alla scaletta abbiamo aggiunto l’inedito “Fine della danza”, un brano che doveva finire all’interno di quel lavoro e che abbiamo scartato sempre negli anni successivi. A questo giro abbiamo deciso di inserirlo in queste riedizione, mantenendo la versione originale dell’epoca».

Marlene Kuntz, i trent’anni da “Catartica”
«Oggi guardiamo al nostro passato con affetto, tenerezza e orgoglio – prosegue Cristiano Godano – siamo felici di essere riusciti a trasformare una passione in un mestiere. Al di là del sogno c’era molta concretezza, ma sapevamo anche quanto era difficile fare rock in Italia in quel determinato momento storico. Eravamo perfettamente consapevoli della follia, ma riascoltando le registrazioni dell’epoca oggi possiamo dire a noi stessi: “certo però che eravamo proprio bravi!”».
I festeggiamenti non finiscono qui, ma proseguiranno dal vivo con una tournée in partenza dal 12 marzo nei club più importanti del Paese. Si parte dalla data zero al The Cage di Livorno, per poi proseguire il 14 marzo all’Alcatraz di Milano, il 15 marzo all’Orion di Roma, il 23 marzo al Cso Pedro di Padova, il 5 aprile al Viper di Firenze, l’11 e il 12 aprile all’Hiroshima Mon Amour di Torino, il 19 aprile al New Age di Roncade (TV), il 20 aprile al TPO di Bologna, il 26 aprile al Demodè di Bari e il 27 aprile al Mamamia di Senigallia (AN).
A proposito dell’eredità artistica lasciata da “Catartica”, i Marlene Kuntz concludono: «Molte band hanno sicuramente raccolto il testimone di quell’album, ne siamo consapevoli, ma questo non ci intimorisce. Ringraziamo i Maneskin per aver citato il nostro nome al Guardian come band di riferimento insieme ai Verdena e agli Aftherhours. Il loro fenomeno non riusciamo a spiegarlo, ma avendoli visti dal vivo sono davvero pazzeschi. Diciamo che Sanremo è stato per loro un trampolino di lancio, un posto di cui ormai hanno bisogno quasi tutti, puoi decidere di snobbarlo solo se non te ne frega delle vendite e dei riscontri mediatici. Rispetto all’unica nostra partecipazione del 2012 i tempi sono cambiati, oggi c’è molto bisogno del Festival, perché è l’unico luogo dove poter continuare a proporre musica al di fuori dei social. Di conseguenza, quando partirà il tour non ci aspettiamo un pubblico diverso da quello che è cresciuto con noi, non crediamo che arriveranno così tanti giovani, anche se potremmo assistere a delle sorprese. Il rock non è la musica, ma una delle tante musiche. In quanto musicisti tradizionali, ce lo auspichiamo, ma non la consideriamo una tragedia il fatto che il rock possa vivere di alti e di bassi».
Nato a Milano nel 1986, è un giornalista attivo in ambito musicale. Attraverso il suo impegno professionale, tra interviste e recensioni, pone sempre al centro della sua narrazione la passione per la buona musica, per la scrittura e per l’arte di raccontare. È autore del libro “Sanremo il Festival – Dall’Italia del boom al rock dei Måneskin” (edito D’idee), impreziosito dalla prefazione di Amadeus. Insieme a Marco Rettani ha scritto “Canzoni nel cassetto”, pubblicato da Volo Libero e vincitore del Premio letterario Gianni Ravera 2023.