Marracash interviene sulle proteste in Italia: il rapper parla di diseguaglianze sociali, impegno politico e del ruolo della musica nella società.
Marracash prende posizione sulle proteste che stanno attraversando l’Italia, dalle mobilitazioni di piazza a Milano fino alle manifestazioni degli autotrasportatori nel Sud. Con un messaggio pubblicato su Instagram, il rapper riflette sul valore della protesta, sul ruolo dei social network e sulla necessità di trasformare il malcontento in una presa di posizione concreta contro le diseguaglianze sociali.
L’artista chiarisce innanzitutto perché preferisca affidare il proprio pensiero alla musica, ai testi, ai concerti e alle interviste piuttosto che intervenire continuamente sui social. Una scelta che, precisa, non significa indifferenza verso ciò che accade nel Paese, ma la convinzione che l’impegno si dimostri nel tempo attraverso le proprie azioni, il lavoro e le scelte etiche.
Marracash e la critica alle proteste sui social
«Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente», scrive Marracash. Pur rispettando chiunque cerchi di far sentire la propria voce attraverso qualsiasi mezzo, il rapper considera fondamentale costruire nel tempo credibilità e autorevolezza.
Per lui, infatti, un post o una storia pubblicata durante un momento di crisi non possono sostituire un impegno costante. «Semplicemente questo non è il mio canale preferito», spiega, indicando nella musica, nei concerti e nelle interviste gli strumenti attraverso cui esprime più autenticamente le proprie idee. I social, nella sua visione, hanno soprattutto una funzione promozionale: «Per me sono un ufficio stampa».
La battaglia contro le diseguaglianze sociali
Il cuore del messaggio riguarda però la posizione dell’artista di fronte alle mobilitazioni in corso. Marracash rivendica una lunga attenzione alle ingiustizie e alle disparità economiche e sociali, temi che considera centrali nel proprio percorso personale e artistico.
«Chi mi conosce sa bene da che parte sto. Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita», afferma, collegando le proteste attuali a riflessioni che aveva già condiviso pubblicamente negli anni precedenti.
Il rapper ricorda anche le parole pronunciate un anno fa dal palco, quando sosteneva che «il potere capisce solo il potere» e invitava il popolo a mostrare la propria forza. Un pensiero che oggi assume un significato particolare alla luce delle manifestazioni e delle tensioni sociali che attraversano il Paese.
«Aspettavo questa reazione da tempo»
Nel suo intervento, Marracash cita inoltre il disco pubblicato due anni fa, già catastrofista nel titolo, come testimonianza di una sensibilità che precede l’attuale fase di protesta. L’artista legge le mobilitazioni come una reazione attesa da tempo e ritiene che quanto sta accadendo possa rappresentare soltanto l’inizio di un cambiamento più ampio.
La conclusione del messaggio è netta e non lascia spazio a interpretazioni ambigue: «Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose».
Parole che riaccendono il dibattito sul rapporto tra musica, società e partecipazione civile. Per Marracash, l’impegno non si esaurisce nelle dichiarazioni pubbliche, ma passa dalla capacità di leggere le contraddizioni del presente e di dare voce a un disagio collettivo. Un tema che attraversa da sempre la sua identità artistica e che, in questo momento, si intreccia con le proteste e
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