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Max Pezzali parla di Mauro Repetto: “Sta esorcizzando la perdita degli 883”

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Max Pezzali, che sta vivendo il successo del nuovo singolo Discoteche Abbandonate, in un’intervista parla di Mauro Repetto, che il 28 aprile esordirà a teatro con lo spettacolo Alla ricerca dell’Uomo Ragno (Qui le date dell’anteprima e Qui il link per l’acquisto dei biglietti).

“Sono contento che Mauro stia esorcizzando la perdita degli 883: io l’ho metabolizzata perché c’ero e con quella roba sono andato avanti, l’ho dovuto fare, per certi versi, mio malgrado, mentre lui non ha avuto mai il tempo di metabolizzarlo, perché è passato ad altro, poi è tornato su quella cosa e sta cercando di storicizzarla e vederla in prospettiva (…). Credo che lui stia facendo i conti con quella cosa, poi noi continuiamo a sentirci su Whatsapp anche solo per le cazzate. Credo che adesso voglia raccontare la sua versione e fa bene a farlo perché non puoi rimanere col dubbio di non averla affrontata completamente”.

Ha spiegato Max Pezzali a Fanpage.

“Credo che adesso voglia raccontare la sua versione e fa bene a farlo perché non puoi rimanere col dubbio di non averla affrontata completamente. Credo che quando è salito sul palco con me a San Siro si sia reso conto di quello che avevamo fatto, del fatto che per tutta quella gente le nostre canzoni erano diventate fondamentali. Se te lo raccontano è una cosa, ma quando lo vedi capisci che è ora di affrontarlo”.

Max Pezzali poi spiega la sua versione sulla composizione de Gli Anni, uno dei motivi che portarono l’allontanamento di Mauro Repetto.

“Gli anni è la canzone che stavamo facendo quando se n’è andato. Parliamo della Pasqua del 1994, di fatto non la firmò perché non la finì, stavamo cominciando a imbastirla e lui stava sentendo già che quella direzione lì non lo rappresentava più. […]

Lui un po’ soffriva quella cosa del bar, che era la mia esperienza, gli amici erano i miei, lui si univa, era il mio piccolo mondo che si stava allargando, quindi credo che fosse naturale per lui cercare qualcosa di più ampio respiro.”

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