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Mogol tende la mano alla famiglia di Lucio Battisti: “Vorrei riappacificarmi”

Mogol Sanremo 2022

Mogol tende la mano alla famiglia di Lucio Battisti e sogna una riconciliazione. L’autore racconta il desiderio di fare pace con la moglie del cantautore e rivela: “Me lo sogno continuamente”.

A pochi mesi dal suo novantesimo compleanno, Mogol guarda al passato con uno spirito diverso e lancia un messaggio destinato a far discutere. Lo storico paroliere di Lucio Battisti, protagonista di una delle collaborazioni più importanti della musica italiana, ha espresso il desiderio di ricucire i rapporti con la famiglia del cantautore dopo anni di battaglie legali.

Intervistato dal settimanale Oggi, Giulio Rapetti ha dichiarato: “Vorrei riappacificarmi con la moglie di Battisti, dopo le liti e gli scontri in tribunale. Le tendo la mano. Nel nome di Lucio”.

Mogol: “Fu una questione di soldi”

L’autore non nasconde le ragioni che portarono alla rottura, prima con Battisti e poi con i suoi eredi. “Fu per i soldi. Volevo una ripartizione più equa dei nostri profitti. Lui si oppose”, ha spiegato Mogol, tornando su una vicenda che per anni ha animato le aule di tribunale.

Dopo la scomparsa di Lucio Battisti nel 1998, il contenzioso è proseguito con la moglie Grazia Letizia Veronese e il figlio Luca Filippo Battisti, soprattutto per la gestione dei diritti del repertorio e delle opportunità offerte dalla rivoluzione digitale.

Per lungo tempo, infatti, la musica di Battisti non è stata disponibile sulle piattaforme di streaming e la famiglia ha mantenuto una linea molto rigida anche sull’utilizzo delle canzoni in film, pubblicità e altri progetti commerciali.

La lunga battaglia sui diritti

Nel corso degli anni la disputa si è concentrata anche sulla società Acqua Azzurra, creata nel 1969 per amministrare il catalogo Battisti-Mogol. La controversia portò nel 2016 a una sentenza che riconobbe a Mogol un risarcimento di 2,6 milioni di euro per inadempienza.

Negli anni successivi la società è entrata in liquidazione e il patrimonio musicale è stato al centro di ulteriori procedimenti giudiziari, fino ad arrivare allo sbarco del repertorio di Battisti sulle piattaforme digitali.

“Lucio me lo sogno continuamente”

Al di là delle vicende economiche, oggi Mogol sembra voler mettere al centro il ricordo dell’amico e collega. Il passaggio più emozionante dell’intervista riguarda proprio Battisti.

“Lucio me lo sogno continuamente. La scena è immutabile: io muoio, vado in Paradiso e lui suona la chitarra su uno sgabello, per porgermi il benvenuto”, racconta il paroliere.

Parole che raccontano un legame umano e artistico mai davvero spezzato. Nonostante le incomprensioni e le lunghe controversie, Mogol sceglie di guardare avanti con un auspicio chiaro: “Le tendo la mano. Nel nome di Lucio”. Un invito alla riconciliazione che potrebbe segnare una nuova pagina nella storia di uno dei sodalizi più importanti della musica italiana.

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