Mancano pochissimi giorni al debutto di “Oasis Live ‘25”, il tour della tanto attesa reunion dei fratelli Liam e Noel Gallagher, ma l’atmosfera si è già fatta tesa. A far infuriare i fan non è un ritardo o un contrattempo tecnico, ma una scelta controversa: secondo quanto riportato dal MailOnline, la band si sarebbe rifiutata di concedere biglietti omaggio ai membri del proprio team, pratica solitamente consolidata nel mondo dei concerti.
L’accusa è chiara: agli Oasis “interessa solo fare più soldi possibile”. I membri della troupe, che accompagneranno la band in ogni tappa, avrebbero ricevuto solo un link con un codice per acquistare il biglietto a prezzo pieno – 140 sterline – e dopo lunghe code online. Nessun accesso gratuito, nessun trattamento di favore. E il malcontento è esploso. Secondo una fonte anonima, «molti di loro hanno fatto tournée con altri grandi artisti e non hanno mai visto nulla del genere». E ancora: «Viaggiano con la band, lavorano dietro le quinte e staranno lontani dalle famiglie per mesi. Ma non riceveranno nemmeno un biglietto per uno degli show».
Nonostante la polemica, la macchina è in moto. Il tour partirà il 4 luglio dal Principality Stadium di Cardiff, con un primo show che durerà due ore e un quarto, come comunicato dalla band stessa via social. La chiusura della prima parte della tournée è prevista per il 17 agosto a Dublino, prima di spostarsi tra Nord America, Asia, Oceania e Sud America fino a novembre. Qui il link per l’acquisto dei biglietti.
La scaletta resta top secret, ma tra i brani attesi ci sono ovviamente le hit che hanno segnato una generazione: Wonderwall, Champagne Supernova, Live Forever.
Liam Gallagher ha già anticipato l’approccio del gruppo per il comeback: nessun fronzolo, solo rock puro. “Non siamo al fottuto circo – ha dichiarato –. Cammineremo sul palco e inizieremo a suonare”. Le sue parole sembrano voler riportare la band alle origini, lontana dalle luci sceniche e più vicina all’autenticità che ha fatto degli Oasis un simbolo degli anni ’90.
Intanto, l’attesa dei fan viene alimentata dal lancio di merchandising ufficiale in esclusiva su Amazon, che include magliette, felpe e gadget ispirati ai concerti più celebri della band – da Knebworth 1996 al North American Tour 2006 e le date di Wembley 1997. Un modo per celebrare i 30 anni di carriera del gruppo, in attesa della prima nota dal vivo.
Laura Lukanz di Amazon Music ha dichiarato: «Siamo entusiasti di offrire ai fan questa collezione esclusiva, un omaggio ai momenti storici della band. Ma è solo l’inizio: ci saranno altre uscite speciali».
Negli scorsi giorni alcuni fan hanno pubblicato video fuori dallo stadio di Cardiff, sostenendo di aver ascoltato Cigarettes & Alcohol durante un presunto soundcheck. Ma Liam ha smentito ironicamente su X: “Sono stato tutto il giorno nella mia piscina a fare scoregge sott’acqua. Quindi quella è sicuramente una registrazione. A meno che non ci siano due di me”.
Quello degli Oasis si preannuncia come uno degli eventi musicali più importanti dell’anno. Ma le polemiche sui biglietti non regalati e l’impressione che il ritorno abbia un forte peso commerciale stanno dividendo anche il pubblico più affezionato. “Non si può parlare di reunion per i fan – scrive qualcuno – se neanche chi lavora con loro da anni riceve un minimo di riconoscimento”.
Per ora però resta la certezza di un palco, due fratelli storicamente in guerra, e un pubblico pronto ad accogliere ogni nota come fosse un pezzo di storia. Anche a 140 sterline a biglietto.
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