Amadeus ricorda con emozione l’ultima esibizione televisiva di Peppino di Capri a Sanremo 2023: “Volevo che fosse sul palco. Fu una serata indimenticabile”.
L’ultima grande apparizione televisiva di Peppino di Capri resta impressa nella memoria di milioni di spettatori. Era il 10 febbraio 2023, durante il Festival di Sanremo, quando il cantante salì sul palco dell’Ariston per ricevere il Premio Città di Sanremo alla carriera, regalando al pubblico un momento destinato a entrare nella storia della televisione italiana.
Dopo la scomparsa dell’artista, Amadeus ha ricordato quella serata in un’intervista all’ANSA, svelando i retroscena di un’esibizione che fino all’ultimo sembrava in dubbio a causa delle condizioni di salute del cantante.
“Peppino doveva essere sul palco”
Il conduttore ha raccontato di aver voluto fortemente la presenza di Peppino di Capri sul palco dell’Ariston, nonostante le difficoltà del momento.
“È stata una serata bellissima, magica quella con Peppino di Capri e con l’omaggio alla carriera.”
Amadeus ha spiegato che inizialmente c’erano forti preoccupazioni.
“Non stava bene, addirittura si pensava che l’esibizione potesse essere in dubbio per le sue condizioni di salute.”
Ma lui non aveva dubbi.
“Io dissi: ‘Peppino deve essere sul palco. Non va omaggiato seduto in prima fila. Dobbiamo essere fiduciosi’.”
“Peppino, te la senti?” La risposta emozionò tutti
Prima della serata, Amadeus chiamò personalmente il cantante per capire se fosse davvero nelle condizioni di esibirsi.
“Ricordo che lo chiamai: ‘Peppino, te la senti? Vuoi esibirti?’. E lui mi rispose: ‘Certamente’.”
Una risposta che avrebbe dato vita a uno dei momenti più emozionanti delle ultime edizioni del Festival.
“Quando salì sul palco fece la sua esibizione con tutto l’Ariston che lo accompagnava in coro.”
Standing ovation e Premio alla carriera
Accompagnandosi al pianoforte, Peppino di Capri interpretò “Champagne”, per poi accennare a cappella “Un grande amore e niente più”, incoraggiato da Amadeus e Gianni Morandi.
L’intero Teatro Ariston si alzò in piedi tributandogli una lunga standing ovation.
Visibilmente commosso, l’artista commentò con semplicità:
“Da tempo aspettavo questo momento. Meglio tardi che mai.”
Quella sera ricevette il Premio Città di Sanremo alla carriera, un riconoscimento arrivato dopo una storia straordinaria legata al Festival, di cui è stato uno dei protagonisti assoluti con 15 partecipazioni e due vittorie, ottenute nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più.
“La musica gli restituì energia”
Amadeus ricorda ancora l’incredibile trasformazione vissuta dall’artista durante quella serata.
“In quel momento era un’altra persona rispetto a un’ora prima.”
Per il presentatore, fu proprio il contatto con il pubblico a regalargli nuova forza.
“La voglia di cantare, di suonare, di raccogliere ancora una volta l’ovazione del pubblico gli avevano dato un’energia straordinaria.”
Un ricordo che oggi assume un significato ancora più profondo.
“Voglio ricordare un artista che fa parte della storia della musica italiana, che ha fatto innamorare tante persone e ha fatto cantare e ballare intere generazioni.”
“Gli brillavano gli occhi”
Nel suo ricordo, Amadeus ha voluto sottolineare soprattutto l’emozione vissuta da Peppino di Capri durante quell’omaggio.
“Sono certo che anche lui da lassù se la porterà per sempre nel cuore, perché gli brillavano gli occhi per la commozione.”
Anche il conduttore ammette di essersi lasciato coinvolgere da quel momento.
“Mi commossi anch’io, perché ero felice che si fosse goduto quel momento così speciale, che meritava davvero.”
Infine, Amadeus ha rivolto un pensiero anche a Pasquale Mammaro, storico manager e amico dell’artista.
“Voglio ringraziare anche Pasquale Mammaro, che ci sostenne nel portare a termine quell’impresa.”
A distanza di anni, quella performance resta il simbolo dell’amore di Peppino di Capri per la musica: un artista che, nonostante la malattia, trovò sul palco dell’Ariston la forza di regalare ancora una volta emozioni indimenticabili al suo pubblico.
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
