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Pierpaolo Capovilla contro Francesco De Gregori: “Abbiamo perso anche lui”

Francesco De Gregori_foto di Daniele Barraco 0009 (1)

Pierpaolo Capovilla attacca Francesco De Gregori dopo le sue dichiarazioni sugli artisti impegnati politicamente. Il frontman de Il Teatro degli Orrori parla di “abisso morale” e accende il dibattito.

Non si placa il dibattito nato dalle recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori sul ruolo degli artisti nel dibattito politico e internazionale. Dopo le parole del cantautore romano, che aveva espresso perplessità nei confronti degli artisti che utilizzano il palco per lanciare messaggi politici, arriva ora la durissima replica di Pierpaolo Capovilla.

Il fondatore degli storici gruppi alternative rock One Dimensional Man e Il Teatro degli Orrori, oggi impegnato nel progetto I Cattivi Maestri, ha affidato ai social una riflessione senza mezzi termini, entrando nel merito della posizione espressa da De Gregori.

La polemica nasce dalle dichiarazioni del cantautore romano, che aveva spiegato di guardare con distacco alle prese di posizione pubbliche degli artisti su temi internazionali:

“Trovo imbarazzante quando un uomo di spettacolo vuole schierarsi in maniera così netta e apodittica su questioni internazionali. Il proclama buttato giù da un palco mi lascia abbastanza indifferente”.

Parole che hanno suscitato numerose reazioni nel mondo dello spettacolo e della musica. Tra le più dure, appunto, quella di Capovilla, che ha scritto:

“‘L’Uomo che cammina sui pezzi di vetro’ non significa più nulla, così come ‘Viva l’Italia’, ‘Rimmel’ o ‘La donna cannone’. È tutto perduto, nell’ignavia di un uomo che non sa e non vuole riconoscere il nazifascismo nel momento in cui si manifesta”.

L’artista veneto ha poi rincarato la dose, aggiungendo:

“Abbiamo perso anche Francesco. Complice dell’abisso morale in cui sta precipitando il mondo, come un Nick Cave ‘de noantri’, De Gregori non ha rinnegato se stesso, ma le sue canzoni. Tutte. Dalla prima all’ultima. Che tristezza. Che rammarico”.

Le parole di Capovilla si inseriscono in un dibattito più ampio sul ruolo pubblico degli artisti e sulla legittimità dell’impegno politico espresso attraverso la musica e i palchi dei concerti.

Tuttavia, non tutti hanno condiviso la lettura proposta dal frontman de Il Teatro degli Orrori. Diversi commentatori e fan di De Gregori hanno infatti sottolineato come le dichiarazioni del cantautore siano state, almeno in parte, interpretate in maniera eccessivamente radicale.

Secondo alcuni osservatori, la riflessione di De Gregori richiamerebbe piuttosto una posizione già espressa in passato da Pier Paolo Pasolini: l’idea che il palco possa creare un rapporto sbilanciato tra chi parla e chi ascolta e che l’opinione di un artista su questioni politiche o internazionali non abbia necessariamente un valore superiore a quella di qualsiasi altro cittadino.

La polemica, dunque, sembra destinata a proseguire, riaprendo ancora una volta una domanda che accompagna da sempre il mondo della cultura: quale ruolo devono avere gli artisti nel dibattito pubblico e politico contemporaneo?

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