Red Canzian in un’intervista commenta il suicidio di un ragazzo gay avvenuto a Palermo e rivendica il ruolo dei Pooh, che con la canzone Pierre furono tra i primi a parlare apertamente di omosessualità.
“E’ stata un po’ la nostra bandiera, anche per il mondo gay, perché quasi nessuno all’epoca aveva il coraggio di trattare certi argomenti in una canzone.”
Queste le parole di Red Canzian ad Adnkronos che commenta il brano, pubblicato nel 1976 nell’album Poohlover e scritto da Valerio Negrini e Roby Facchinetti.
“Fu una intuizione di Valerio Negrini, il nostro fondatore e principale paroliere, sempre molto attento a tutti i temi sociali. In quella musica particolarmente dolce e in quella melodia particolarmente narrativa, aveva identificato la possibilità di un testo impegnato che parlasse dell’argomento omosessualità”
Il brano fu accolto molto bene dai fan della band, ma non solo.
“Fu accolto molto bene anche da chi non era un nostro fan ma mostrava coinvolgimento per un tema così sensibile, o per un fatto personale o per un fatto di coscienza.
[…] Era questione di essere rispettosi di quella che allora si definiva spregiativamente come ‘diversità’ e che era di fatto un tabù; tabù anche inserirla in una canzone. Poi, magari, molti non l’avranno neanche capita, si saranno limitati a farsi trasportare dalla melodia in effetti davvero coinvolgente.”
Il brano non ebbe problemi con la censura.
“Mai nessun problema per la sua messa in onda. In generale, il mondo artistico e musicale è sempre stato il più aperto su temi simili, almeno dalla fine degli anni Sessanta in poi; è sempre stato l’ultimo dei problemi.”
Giornalista, speaker radiofonico, musicista e collaboratore di diverse testate nazionali e internazionali. Segue come inviato il Festival di Sanremo dal 1999 e l’Eurovision Song Contest dal 2014 oltre a numerose altre manifestazioni musicali e sportive. Ha realizzato oltre 10.000 interviste con personaggi del mondo della musica, dello sport e dello spettacolo. Nel 2020 ha pubblicato il romanzo “La Festa di Don Martello”, nel 2022 “Galeotto fu il chinotto” e “Al primo colpo non cade la quercia”, nel 2025 “Ride bene chi ride ultimo” e nel 2026 “Finchè vita sarà”.
